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Ciclo di formazione: Migrazioni e valorizzazione delle competenze

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Oggetto: Invito a partecipare - Ciclo di formazione: Migrazioni e valorizzazione delle competenze

 


si inoltra per conoscenza


Gent.m*,

siamo liet* di segnalarvi l’inizio del ciclo di formazione

_Migrazioni e capitale umano: strumenti e risorse per una
valorizzazione delle competenze_

promosso nell’ambito del progetto “Fatti Ri/Conoscere! Accesso allo
studio e al lavoro in Italia [1]”.

Come indicato nel programma generale in allegato, le formazioni sono
composte da quattro moduli:

   *

   *

   * Popolazione straniera e mercato del lavoro
   * La normativa in materia
   * Studi di caso
   * Servizi e risorse

I moduli si suddividono in singole lezioni, per un totale di dieci
incontri che si terranno tra febbraio e giugno – per una descrizione
più dettagliata rimandiamo al programma allegato.

I corsi sono rivolti a operatori e operatrici del terzo settore, così
come ai dipendenti e alle dipendenti pubbliche che si interfacciano con
un’utenza di origine straniera, e in generale a chiunque sia
interessat* ad ottenere coordinate essenziali, informazioni e accesso
alle risorse esistenti per orientarsi nel complesso panorama del
riconoscimento dei titoli di studio e delle competenze pregresse.

Il primo modulo di formazione (programma dettagliato in allegato) avrà
inizio la prossima settimana e sarà così organizzato:

Modulo I: Popolazione straniera e mercato del lavoro - A cura del
Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli
Studi di Torino

_L'evoluzione della presenza straniera sul territorio e le
caratteristiche della relazione con il mercato del lavoro__ _

Mercoledì 17 febbraio, 14:30-16:30

_Richiedenti asilo e rifugiati alla prova del riconoscimento dei titoli
di studio__ _

Giovedì 18 febbraio – 14:30-16:30

_I figli dell’immigrazione: ricongiunti, seconde generazioni e minori
non accompagnati__ _

Giovedì 25 febbraio – 14:30-16:30

L’iscrizione agli incontri è obbligatoria ed è possibile iscriversi
fino al giorno prima di ciascun evento. Per iscriversi, è necessario
compilare l’apposito modulo Google (qui [2] il link, riportato anche
nella locandina allegata).

N.B. Non è necessario seguire un intero modulo: è possibile
iscriversi separatamente ad ogni singolo incontro.

Le lezioni si terranno online sulla piattaforma Google Meet e per
connettersi agli eventi è sufficiente cliccare sul link inviato
(contenuto nella locandina allegata). Ricordiamo che da PC è possibile
connettersi direttamente tramite il browser, mentre da dispositivi
mobili (tablet o telefono) è necessario scaricare l’applicazione
gratuita. Inoltre, occorre tener presente che se non si dispone di un
account Google o Gmail è possibile partecipare all’evento accedendo
unicamente tramite pc (no dispostivi mobili).

Gli incontri inizieranno alle ore 14:30 e sarà possibile connettersi a
partire dalle ore 14:15. Preghiamo i partecipanti di accedere
all’evento con microfono e videocamera spenta, durante l’iniziativa
sarà possibile porre domande e interagire con i/le docenti utilizzando
la chat.

Vi ringraziamo dell’attenzione e restiamo a disposizione per
qualsiasi richiesta o necessità di chiarimenti,

un cordiale saluto.

Giulia Marroccoli  Team UniTo progetto "Fatti Ri/Conoscere!"

A tua disposizione il documento:
ProgrModulo_I_Fatti Riconoscere.pdf
Puoi leggerlo o scaricarlo...

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Transizione ecologica: cos, come si fa, quanto costa

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 Transizione ecologica: cos’è, come si fa, quanto costa

 

Luogo: Online
Data: 15/02/2021
Orario: 20:30 - 22:00
 

Transizione ecologica: cos’è, come si fa, quanto costa è un webinar organizzato da EMI Editrice Missionaria Italiana in collaborazione con NigriziaVita, Festival Francescano e Antoniano, per tracciare insieme una strada di conoscenza per un futuro sostenibile.

Relatore sarà Gaël Giraud sj, direttore Georgetown Environmental Justice Program, Washington, e autore di Transizione ecologica. Dialogano con lui Stefano Arduini, direttore di VitaCinzia Vecchi, direttore organizzativo del Festival Francescano, Massimo Ramundo, redattore di Nigrizia, Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano e direttore di Antoniano Bologna, e Lorenzo Fazzini, direttore di EMI Editrice Missionaria Italiana.

https://www.emi.it/prodotto/transizione-ecologica-cose-come-si-fa-quanto-costa/?mc_cid=656a3bee88&mc_eid=28dd5ae279


A tua disposizione il documento:
webinar_transizione_ecologica.pdf

Spes contra spem, in questi primi di gennaio 2019

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Voglio qui parlare della speranza, proponendo un commento che ho pubblicato sul sito del caro amico e collega Neri Pollastri, il più valoroso consulente filosofico italiano. Neri oggi giustamente scrive che c’è poco da festeggiare in un mondo e in un tempo dove e quando la violenza e le ingiustizie sono così dilaganti. I botti ricordano le bombe di quelle le guerre, parafraso il suo scritto, e quindi non gli piacciono. Non piacciono neanche a me, per nulla, mi disturbano e mi annoiano. Non parliamo poi della inqualificabile abitudine di gettare in strada oggetti dalle finestre, rischiando di ferire qualcuno e sporcando il suolo pubblico. L’uomo a volte celebra riti che svelano con chiarezza quanto di belluino ancora permanga nella sua struttura di antropoide, mostrandosi -se così si può dire, e so di rischiare l’approssimazione sotto il profilo di una antropologia equilibrata- peggiore degli altri animali e soprattutto dei cugini antropoidi.

Intanto, Neri, buon anno a te e ai tuoi cari con speranza, perché stavolta su una cosa non concordo con te, proprio sulla definizione che dai di “speranza”. Non penso che la speranza sia una vecchia truffa ma sia due altre cose: prima di tutto è una passione che contrasta la disperazione, come insegna Tommaso d’Aquino nella sua elencazione delle undici passioni. In quanto passione è movimento, spinta interiore, ossigeno spirituale; secondo, è -teologicamente- virtù, appunto, teologale, insieme con la fede e la carità, per chi dà senso alla lezione di Paolo di Tarso (cf. 1 Corinzi 13, 13). Ma, direi, anche per la cultura laica, e non perché sia l’ultima dea, ma perché con la sua capacità di contrastare la disperazione di molti, li aiuta ad agire. Spes contra spem: infatti come si potrebbero affrontare le prove ardue che la vita ci pone, le battaglie per la giustizia che correttamente elenchi anche se a contrario, se non ci fosse la speranza ad aiutarci. Come avrei potuto aiutarmi quindici mesi fa quando mi si è rivelato il grave tumore che pare ora non ci sia più anche se mi ha lasciato sofferenza e dolori, senza speranza? Sul resto delle tue osservazioni etiche e politiche concordo senza riserve. Un abbraccio, caro amico mio.
Renato

Anch’io sono furibondo come Neri nei confronti degli egoismi terrificanti che condizionano l’agire degli attuali potenti del mondo, finanzieri e politici spregiudicati, dittatori e aspiranti tali, dilettanti allo sbaraglio le cui capacità politiche sono commisurate alle loro azioni fallimentari e alle dichiarazioni correlate che diffondono sul potente web.

Sulla speranza, però, voglio spendere qualche altra riga, poiché mi pare che sia necessario, di questi tempi un poco derelitti dalla sapienza.

La consolazione della speranza nasce dalla capacità di discernimento di ciascuno di noi, e io cerco di coltivarla sempre, anche con l’aiuto dei grandi sapienti di ogni tempo, come Paolo di Tarso. Leggiamo un passo della Prima Lettera ai Corinzi, al capitolo 13, dal versetto 1 al versetto 13:

“1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!”

Infine, il testo del titolo di questo pezzo è tratto da un passaggio dalla Lettera ai Romani (4, 18), in cui san Paolo si riferisce ad Abramo:

«… qui contra spem in spe credidit, ut fieret pater multarum gentium, secundum quod dictum est: “ Sic erit semen tuum ”.»

cioè

«Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza
Si tratta di un esempio di fede incrollabile in un futuro migliore, anche se tutto sembra andare per il verso sbagliato. E qui c’entra di nuovo la speranza come virtù teologale e, aggiungo, anche come passione che combatte ogni pessimismo disperante.

La speranza non può demordere, poiché rappresenta la condizione dello spirito più adatta ad affrontare il futuro, essendo originata, sia dalle strutture cerebrali preposte all’istinto di sopravvivenza, come ci spiegano i neuroscienziati, sia dall’elaborazione teoretica della filosofia di ogni tempo, anche se diversamente declinata tra cinici-scettici e realisti-idealisti.

E poi questo sentimento è indispensabile per le persone, che ne hanno bisogno come dell’ossigeno per respirare, al di là di ottimismi o pessimismi di maniera o caratteriali. La speranza dunque, oltre a essere virtù e passione diventa anche sentimento, cioè un modo di sentire le cose, sia quelle che ci appartengono direttamente, sia quelle costituenti l’esternalità delle nostre vite, il mondo, poiché, se la solitudine anche nella sua versione solitaria è una condizione, o dimensione o diritto del singolo uomo e della singola donna, la condivisione empatica di una comunità-di-destino di tutti gli umani non può non fare conto sulla speranza stessa.


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Elezioni amministrative: cosa si muove a Torino?

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Elezioni amministrative: cosa si muove a Torino?

 

A Torino si avvicinano le elezione amministrative. Volere la luna non si riconosce in alcuna componente dello schieramento politico attuale e, anzi, ha nel suo DNA l'idea di una politica diversa, da reinventare dal basso, in tempi lunghi e a partire soprattutto da una presenza attiva nel sociale. Non pensa, dunque, ad alcun impegno diretto nella prossima vicenda elettorale. Tuttavia, nella consapevolezza che le elezioni saranno un momento importante per la vita della città, abbiamo deciso di avviare, al nostro interno, un confronto per capire cosa si sta muovendo, quali prospettive si aprono, quali sono i bisogni principali a cui si dovrà dare risposta nel prossimo quadriennio etc.
Organizzato un primo incontro dal titolo "Elezioni amministrative: cosa si muove a Torino?" che si terrà, via web, il 3 febbraio alle ore 18.00. Ci sarà una introduzione a cui seguiranno gli interventi, tra gli altri, di Rocco Albanese (di COMUnet), Eleonora Artesio (consigliera comunale uscente), Ugo Mattei (Comitato Rodotà), Marco Revelli e Jacopo Rosatelli.
Questo il link per partecipare alla videoconferenza:
https://us02web.zoom.us/j/89211189796?pwd=eERZMmMwNmV4b0ZDWW5kWWRtTFhuZz09


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Quel mondo diverso

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Scheda a cura di Gian Paolo Zara

Fabrizio Barca Enrico Giovannini

Quel mondo diverso

Da immaginare, Per cui battersi, Che si può realizzare

Edizioni Laterza 2020

 

Fabrizio Barca, statistico ed economista, è stato dirigente di ricerca in Banca d’Italia e di politica pubblica nel Ministero Economia e Finanze, presidente del Comitato OCSE politiche territoriali e ministro per la Coesione territoriale nel governo Monti. Ha insegnato in università italiane e francesi. È autore di innumerevoli saggi e volumi. È membro della Fondazione Basso. Coordina il Forum Disuguaglianze e Diversità.


A tua disposizione il documento:
barca-giovannini-mondo-diverso.pdf

In ricordo di Pensiero Acutis, ex internato militare

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In ricordo di Pensiero Acutis, ex internato militare:
i suoi diari e la sua testimonianza

28 febbraio | ore 17.30
canali Fb e YouTube della Fondazione Nocentini: 

https://www.facebook.com/FondazioneNocentini/

Interverrà Marcella Filippa in dialogo con Francesca Somenzari (Università di Torino)
Letture a cura dell’attrice Anna Abate

Un percorso intrapreso sotto forma di diario dai toni soffusi e lievi, mai urlati, che si snoda con pudore e delicatezza, in maniera precisa e nitida, capace di restituire le tappe di una storia personale che si incrocia con quella dell'intera Europa e di oltre seicentomila militari italiani che come lui conobbero le durezze dei campi di lavoro e di internamento nazisti. I momenti precedenti e quelli successivi alla cattura da parte dei militari tedeschi, l'estenuante attesa per un futuro incerto, il viaggio verso la Germania e l'arrivo nei campi di lavoro. Passaggi che fanno emergere una quotidianità fatta di fame, lavoro coatto, ristrettezze, dolore e morte, nella quale trova però spazio un enorme spirito di solidarietà, l'amore per la vita e per quello che essa sa offrire. Dalla narrazione emerge la figura di un uomo mite e giusto che incarna le virtù quotidiane ed eroiche, di cui ci parla Tzvetan Todorov, come l'indignazione, la semplicità e la compassione che permettono di rimanere nonostante tutto uomini, oltre le barbarie della guerra.

L'evento è organizzato in occasione del programma Giorno della Memoria 2021 - Città Metropolitana di Torino e Anei Sez. Torino

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