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LA CURA DI SE

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Scritto di Paolo Scquizzato del 10/11/22, tratto da Adista Documenti n. 39

La cura verso noi stes

L'Africa e la guerra in Ucraina

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14 Novembre 2022

Maurizio Murru

Milioni di persone  sono a rischio fame nei soli paesi del Corno d’Africa che sta entrando nel quinto anno consecutivo di grave siccità. La guerra in Ucraina aggrava questa situazione perché molti paesi donatori stanno destinando fondi crescenti a quella crisi a scapito di quelle che affliggono paesi più poveri.

La guerra in Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia hanno conseguenze sul mondo intero. In Africa, si aggiungono a quelle di crisi preesistenti che si intrecciano aggravandosi a vicenda: dagli effetti dell’onda lunga della crisi finanziaria del 2008, a quelli della pandemia di Covid-19, da quelli di una grave crisi alimentare a quelli di una crisi debitoria diffusa che limita le possibili azioni di molti governi.....

https://www.saluteinternazionale.info/2022/11/lafrica-e-la-guerra-in-ucraina/


La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa

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La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa

di Lucio Caracciolo

 

RECENSIONE DA AMAZON

Quando crollò il Muro di Berlino, i cantori della vittoria dell’Occidente nella Guerra fredda annunciarono la fine della storia e l’inizio della pax americana. Noi italiani assieme ad altri europei ci abbiamo creduto, immaginando l’Europa al centro di un utopico impero universale del diritto e della pace. Eppure, proprio allora cominciarono la Guerra del Golfo e i conflitti in Jugoslavia, poi venne la “guerra al terrorismo” con le invasioni fallimentari dell’Afghanistan e dell’Iraq, oggi l’invasione russa dell’Ucraina e la sfida cinese al primato di Washington. Finita era la pace, non la storia. E noi della fine della storia viviamo il rovesciamento: le storie della fine. I conflitti si moltiplicano, incomponibili quanto le narrazioni che li alimentano. La storia universale dell’umanità è archiviata. Nessun nuovo ordine è stato negoziato perché nessun nuovo ordine oggi è possibile. Il libro di Lucio Caracciolo getta luce sulle radici e sugli scenari futuri di questa instabilità. Il 24 febbraio 2022 è il simbolo della fase storica in cui siamo immersi: lo scontro sempre più violento tra Stati Uniti, Cina e Russia riscriverà la gerarchia delle potenze. Questa competizione riguarda noi italiani ed europei senza voce, fortunosamente ricompresi nell’impero euroatlantico costruito da Washington per proteggere la propria sicurezza nazionale e i propri interessi globali. Il bluff europeista è svelato: in Europa ognuno persegue, specialmente in guerra, i propri interessi immediati. Ogni compromesso è più difficile e più necessario. "Dal 24 febbraio," scrive Caracciolo, "abbiamo appreso che nelle maree della Guerra Grande siamo zattere alla deriva trascinate da correnti avverse su cui non esercitiamo controllo." Non possiamo anticipare il futuro. Ma possiamo orientarci. Senza lasciarci confondere da desideri assoluti. Per trent’anni abbiamo chiamato Guerra fredda l’unica pace possibile. Ora la storia è tornata in Europa. E così la guerra.


L'ATTESA DELLA POVERA GENTE

IN EVIDENZAQuesto saggio, come il successivo "La difesa della povera gente" apparve su "Cronache Sociali" nel 1950; i due saggi sono stati poi pubblicati nel 1951 dalla Libreria Editrice Fiorentina: G. La Pira, L'attesa della povera gente, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1951 (Collezione Servire). Ripubblicato in G. La Pira, Per un architettura cristiana dello Stato, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1954 (Collana Questioni Disputate 2). Nuova edizione a cura di Alfredo Nesi, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1977; seconda edizione della precedente, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1978; ristampa della prima edizione, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1983.


Infanzia, Save the Children

VAI AL LINK" target="notizie">IN EVIDENZAITALIAOGGI - 16 novembre 2022 Infanzia, Save the Children: 1,4 milioni di bambini vivono in Italia in povertà assoluta L'Organizzazione ha diffuso la XIII edizione dell'Atlante dell'infanzia a rischio in Italia "Come stai?", con una forte denuncia sull'impatto che le disuguaglianze socioeconomiche, educative e territoriali hanno su salute e benessere psico-fisico dei bambini. Tra le richieste più urgenti dell'Organizzazione, attivare le nuove Case della Comunità finanziate dal Pnrr come presidio per la salute dell'infanzia e dell'adolescenza,


Associazione Cascina Archi - 4 dicembre

IN EVIDENZAAssociazione Cascina Archi Cari amici, Domenica 4 dicembre 2022 dalle 10,00 alle 12,30 presso la parrocchia di San Massimo (via Mazzini angolo via San Massimo) si terrà il tradizionale banco di beneficenza, sospeso negli anni del Covid. Come già sapete, risultano graditi i generi alimentari: cibi da forno e freschi confezionati da noi per l'occasione, come torte salate e dolci, pizze, biscotti, conserve, marmellate, miele, riso, vino, ecc.. Il ricavato sarà utilizzato dalla Commissione Assistenza per continuare ad aiutare persone in difficoltà a cui l'Associazione, nello spirito del suo fondatore, Don Alberto Prunas Tola, dà accoglienza e amicizia. Ci rivolgiamo ai soci e agli amici dell'Associazione perchè ci aiutino a realizzare il banco sia fornendo prodotti alimentari, sia acquistando direttamente sul posto domenica 5 o facendo offerte. Per l'organizzazione del banco avremmo bisogno di essere informati, via mail o per telefono, dei generi alimentari che pensate di offrirci. In caso di difficoltà a consegnare i prodotti, qualcuno verrà a prenderli. Nel caso di impossibilità a partecipare, per chi voglia comunque dare un contributo, è possibile fare un bonifico indirizzato a Associazione Cascina Archi IBAN: IT54E0306909606100000115863 - causale Assistenza Per informazioni o per consegnare prodotti rivolgersi alla parrocchia di San Massimo. Si invita a diffondere questa richiesta di partecipazione alla realizzazione del banco, ad amici e familiari Grazie a tutti Cascina Archi


MOSTRA SOLIDALE - MISSIONI CONSOLATA

IN EVIDENZAAMICI MISSIONI CONSOLATA Il "PUNTO MISSIONI CONSOLATA" ha sede nei locali dell'Istituto Missioni Consolata in Piazzetta Consolata 7/a (di fronte al Santuario) affidati in gestione alla nostra Associazione. In questa sede storica, voluta dal Beato Giuseppe Allamano, è attivo un Centro Missionario e Culturale aperto a tutti coloro che ne condividono gli scopi in un cammino di unione e fraternità: Nel periodo della Tradizionale Mostra di Solidarietà potete trovare prodotti alimentari tipici, oggetti missionari, idee regalo e decorazioni natalizie, articoli religiosi e arredo sacro, pregevoli manufatti di cucito, casalinghi, oggetti e particolare bigiotteria d'epoca. Per informazioni: - +39 350 5950605 - 011 4400400 - +39 348 6875888 Sito web: amicimissioni.consolata.eu


Il costituzionalismo e la Costituzione italiana

IN EVIDENZASegnaliamo questa chiarissima illustrazione della nostra costituzione. Il costituzionalismo e la Costituzione italiana Docente: prof.ssa Anna Maria POGGI COLLEGAMENTO PER RIPRODUZIONE AUDIO


Guido Rossa, sindacalista e fotografo

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A cura di Gianna MONTANARI - LA VOCE E IL TEMPO (9 OTTOBRE 2022)

Da Genova approda a Torino al Polo del Novecento la bella mostra su Guido Rossa fotografo, prodotta dalla Fondazione Palazzo Ducale di Genova, a cura di Gabriele D’Autilia e Sergio Luzzatto.
È allestita dall’Istoreto (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della Società contemporanea ‘Giorgio Agosti’) con la collaborazione della Fondazione Nocentini, della Biblioteca Nazionale del Cai e altri. Sono circa 70 fotografie, pubblicate grazie alla disponibilità della figlia Sabina Rossa, che ha permesso l’accesso agli archivi della famiglia, che ci presentano un aspetto meno noto di Guido Rossa, l’operaio dell’Italsider di Genova Cornigliano e sindacalista assassinato il 24 gennaio 1979 dalle Brigate Rosse, che con questo delitto intesero vendicarsi del delegato di fabbrica che aveva fatto scoprire e denunciato un brigatista che diffondeva volantini nella fabbrica.
È doveroso questo ricordo della sua morte, anche perché, per Luzzatto con il suo omicidio si dissolse quella atmosfera di indifferenza mostrata da una ‘zona grigia’, presente anche nelle fabbriche, figlia non solo della paura, ma anche della viltà di tanti.
Ma Guido Rossa non fu solo questo. Dalla presentazione di Paolo Borgna, nuovo presidente dell’Istoreto, emerge un personaggio a tutto tondo, un uomo ricco di interessi, un marito e un padre affettuoso, un appassionato di montagna (alpinista eccelso, nelle parole di Enrico Camanni) e di fotografia.
Nato a Cesiomaggiore in provincia di Belluno nel 1934, dopo i primi anni di lavoro alla Fiat di Torino come fresatore, nel ‘61 si trasferì a Genova all’Italsider, dove fu eletto delegato di fabbrica per la Fiom Cgil.

Come componente del Gruppo alta montagna del Cai Uget di Torino fece parte del coordinamento della spedizione italiana del ‘63 in Nepal che tentò di conquistare il Langtang
Lirung. In fotografia unì la passione per la montagna alla curiosità per la vita quotidiana di uomini e donne, nella sua città come nei villaggi nepalesi, sui ghiacciai e sulle alte cime, «anche in una piccola cosa», come dice il titolo della mostra. Le immagini ci raccontano Genova degli anni ‘60 e ‘70, la città di De André, degli scioperi operai e del terrorismo. Ammiriamo una indimenticabile «Violetta» barbona che meriterebbe una ballata di De André, le immagini della spedizione in Nepal, molto suggestive: il Primo
campo al Kyungka, la massa ghiacciata del Langtang-Lirun, l’ascensione nello sperone della seraccata.

Nell’immagine di presentazione della mostra, Verso il campo base del Langtang-Lirun, apprezziamo in primo piano la figura dello sherpa girato verso l’osservatore, che sovrasta la scena viva degli altri uomini e del paesaggio.

Ma oltre ai paesaggi sono stupende le immagini di vita quotidiana nella sua Genova o in quei luoghi così distanti:
Tre bambine nel centro storico di Genova, Chiesa di san Giovanni con asino a Torrazza (Imperia), Madre con due figli a Dunque; Ragazzino con il rocchetto di un aquilone e ancora Classe elementare allestita in un tempietto.

È stato possibile anche recuperare la voce di Guido Rossa che al registratore spiega le fotografie e anche questo rende davvero sorprendente e commovente questa esposizione.

La Mostra è accompagnata da varie iniziative seminariali, di cui si trova notizia sul sito www. istoreto.it.

 


SOCIAL FESTIVAL COMUNITÀ EDUCATIVE

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TRE GIORNI DI D I B AT T I T I , WO R K SHOP, R E A D I N G , CENE

LScuola, malgrado le criticità che da anni la attraversano, restal’istituzione centrale per la crescita educativa e la convivenza sociale.

La Scuola è un servizio fondamentale, il grande bene comune di una città.
Nelle classi ogni giorno si decide che forma avrà la 
città di domani: il suo grado di democrazia e coesione sociale, il suo capitale umano. E, più di tutto, si mettono i mattoncini per costruire le chance di emancipazione che avranno bambine/i e ragazze/i che vivono in famiglie o situazioni disagiate.
Ma senza la città una scuola non ce la fa
, ci vuole una città per fare una scuola.Perché nelle aule – ogni mattina – entra il mondo con le sue contraddizioni.
Come può la scuola, da sola, farsi carico delle diversità, 
e spesso disparità, che caratterizzano bambine/i e ragazze/i e le loro famiglie?
Per essere luogo di crescita inclusiva, la scuola ha 
bisogno della città: delle sue politiche, delle sue energie civiche, associative, culturali.E d’altra parte una città, se vuole aver cura del suo futuro, non può non prendersi cura della scuola: per far sì che diventi laboratorio di cittadinanze, luogo di fioritura di talenti e capacità.


SOCIAL FESTIVAL COMUNITÀ EDUCATIVE

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TRE GIORNI DI D I B AT T I T I , WO R K SHOP, R E A D I N G , CENE

LScuola, malgrado le criticità che da anni la attraversano, restal’istituzione centrale per la crescita educativa e la convivenza sociale.

La Scuola è un servizio fondamentale, il grande bene comune di una città.

Nelle classi ogni giorno si decide che forma avrà la città di domani: il suo grado di democrazia e coesione sociale, il suo capitale umano. E, più di tutto, si mettono i mattoncini per costruire le chance di emancipazione che avranno bambine/i e ragazze/i che vivono in famiglie o situazioni disagiate.
Ma senza la città una scuola non ce la fa
, ci vuole una città per fare una scuola.Perché nelle aule – ogni mattina – entra il mondo con le sue contraddizioni.
Come può la scuola, da sola, farsi carico delle diversità, 
e spesso disparità, che caratterizzano bambine/i e ragazze/i e le loro famiglie?
Per essere luogo di crescita inclusiva, la scuola ha 
bisogno della città: delle sue politiche, delle sue energie civiche, associative, culturali.E d’altra parte una città, se vuole aver cura del suo futuro, non può non prendersi cura della scuola: per far sì che diventi laboratorio di cittadinanze, luogo di fioritura di talenti e capacità.