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Dio ci vuole felici. Etty Hillesum o della giovinezza

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Dio ci vuole felici. Etty Hillesum o della giovinezza Elisabetta Rasy pubblicato da HarperCollins Italia Etty Hillesum, scomparsa poco prima di compiere trent'anni ad Auschwitz, con il suo diario e le sue lettere ci ha lasciato una straordinaria testimonianza del cuore nero del Novecento ed è diventata un simbolo della resistenza spirituale di fronte al Male. Ma prima di trasformarsi in una figura simbolica, racconta Elisabetta Rasy in questo libro, la intrepida ebrea olandese è stata una giovane donna libera, inquieta e irriverente, tenacemente intenta alla scoperta di sé stessa e del senso dell'esistenza, desiderosa di amore e di amicizia nelle loro mutevoli forme, dall'affetto e dalla tenerezza fino alla passione assoluta, e vera maestra di una giovinezza senza tempo in cui ognuno può riconoscere le proprie emozioni, la forza e la fragilità, la paura e il coraggio. Ci sono libri che, se non cambiano la vita, ci toccano in profondità e ci fanno scoprire qualcosa di noi che non sapevamo. Questo è stato il Diario di Etty Hillesum per Rasy che, ricostruendone la vicenda umana e letteraria, si è trovata a indagare su sé stessa, tra ricordi e riflessioni, e sui temi eterni della vita umana: i complicati arabeschi dell'amore, le tortuose vie dell'anima, la necessità di non soccombere all'orrore, la possibilità di trovare gioia anche nei momenti più difficili, il desiderio di vivere a pieno la propria vita, infine il senso della scrittura autobiografica, questa singolare inchiesta sui propri segreti e misteri. Con la maestria dei grandi autori, Rasy intreccia la vita di Etty Hillesum con quella di altre giovani donne straordinarie dello stesso terribile periodo storico, da Edith Stein a Simone Weil a Micol Finzi-Contini, l'eroina del romanzo di Giorgio Bassani, e con le vicende di scrittrici e scrittori amati e dei loro altrettanto amati personaggi. Fino a comporre un doppio romanzo di formazione, quella dell'indimenticabile ragazza olandese e la propria. A cura di MONDADORI STORE

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Sangiuliano: Dante... di destra. Riflessione di Gianna Montanari

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A cura di Gianna Montanari

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ritiene che il fondatore del pensiero della destra sia Dante Alighieri. Lo ha dichiarato il 14 gennaio in un incontro di Fratelli d'Italia a Milano, rispondendo all'intervistatore Pietro Senaldi, direttore di "Libero", che gli chiedeva come sarebbe cambiato il modo di concepire la cultura vista con gli occhi di un ministro di centro-destra.

Sangiuliano sa di fare un'affermazione forte, ma ritiene che "quella (di Dante Alighieri) visione dell'umano, della persona, delle relazioni interpersonali, ma anche la sua costruzione politica... sia profondamente di destra". Anche se il Ministro non motiva le sua affermazione, cioè non spiega perché la visione di Dante sia profondamente di destra, proverò a indicargli i motivi per cui la sua affermazione si può ritenere assolutamente infondata.

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Novità: Raniero La Valle Leviatani, dov'è la vittoria?

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Raniero La Valle Leviatani, dov'è la vittoria? © 2023 - Editrice Missionaria Italiana S.r.l. A un anno di distanza dall'invasione dell'Ucraina, il mondo si trova sempre più immerso nella follia della guerra. Una follia a cui - è il monito di Papa Francesco - "non possiamo rassegnarci". Al tempo stesso, però, si sono ridotti gli spazi di critica e persino la parola "pace" rischia di essere svuotata del suo vero senso. Come siamo arrivati a tanto? L'Autore, giurista e giornalista, figura storica del pacifismo italiano, offre in questo suo libro un'analisi critica e storica rigorosa che parte da una domanda: "Come siamo arrivati a questo punto?". Come siamo passati dalla guerra fredda al crollo del Muro di Berlino e, da questo, alla "terza guerra mondiale a pezzi" di cui parla Francesco? Come e perché gli Stati - i Leviatani che il capitalismo finanziario degli anni novanta dava per morti - sono tornati a servirsi dello strumento principe della paura: la guerra? Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, scrive Raniero La Valle, "la guerra non solo era bandita dal diritto, ripudiata dalle Costituzioni, ma godeva di un unanime discredito e repulsione nell'opinione pubblica mondiale. La guerra, identificata con la guerra nucleare, era considerata come il male assoluto, anche dai governanti. La Guerra fredda era combattuta per evitare la guerra. La guerra era il terrore; la pace era l'equilibrio del terrore, era la deterrenza: cioè togliere il terrore con il terrore. Nella nuova situazione creatasi dopo il 1989, la guerra invece doveva essere ripristinata, richiamata dal suo esilio, eticamente riscattata e di nuovo agghindata e adornata come una sposa. E naturalmente occorreva anche tenere in mano le carte per l'ultima partita sulla ripartizione e l'utilizzo delle riserve in via di esaurimento del petrolio e degli altri combustibili fossili". Oggi la guerra è combattuta per iniziare altre guerre. E' un conflitto permanente, probabilmente asimmetrico, certamente totale che, passando dall'Iraq alle torri gemelle, dall'Afghanistan all'attuale situazione di conflitto multipolare ha portato alla situazione attuale. Una situazione in cui nessuno sa più distinguere tra amico e nemico, perché ognuno è potenzialmente un nemico, e il campo politico e sociale è letto attraverso il filtro di un messianismo rovesciato. Da questa genealogia della guerra contemporanea - a cui è dedicata la prima parte del volume - prende spunto l'Autore per analizzare l'evolversi della situazione in Ucraina. Un "diario in presa diretta", un "reportage di idee", come lo avrebbe chiamato Michel Foucault, che dal 26 gennaio al dicembre 2022, mette in ordine fatti, cronache, situazioni che mostrano come la "guerra non sia solo come continuazione, ma la sostituzione della politica con altri mezzi". Al centro di questa situazione, ci sono i Leviatani, la bestia biblica evocata da Giobbe e ripresa dal padre della teologia politica occidentale: Thomas Hobbes. Evocati fin dal titolo del libro, questi Leviatani sono oggi in lotta permanente tra loro: "Sono loro che credono alla vittoria, degli uni contro gli altri, e la vittoria non la possono avere". "Ma intanto che fare? Come uscire dalla distretta? Il mondo, che per natura e per grazia vorrebbe vivere in pace, è devastato oggi da una muta di Leviatani che si affrontano proprio là dove solo trent'anni fa Est e Ovest avevano celebrato la loro riconciliazione. Dal branco se ne stacca uno, che guarda più lontano, oltre la guerra in corso, che ha detto di non volere alcuno nè sopra nè uguale a sé, che è la formula dell'Impero". A questo punto, conclude l'Autore, che offre nel libro molti esempi concreti, si potrebbe e dovrebbe riprendere in mano il progetto di un costituzionalismo oltre lo Stato, "e ripensare il mondo, non come l'abbiamo pensato e malversato fin qui, ma com'era fin dal principio e noi non l'avevamo capito".
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Riprendiamo la riflessione su:Elogio delle Tasse

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Stimolati dal discorso del Presidente Mattarella riprendiamo la scheda del libro ELOGIO DELLE TASSE di Pallante.

Francesco  Pallante

Elogio delle tasse

Edizioni GruppoAbele 2021

Francesco Pallante (Torino, 1972) è professore associato di Diritto costituzionale presso l’Università di Torino. Oltre ad articoli e saggi su riviste giuridiche, ha da ultimo pubblicato: Per scelta o per destino. La costituzione tra individuo e comunità (Giappichelli, 2018) e Contro la democrazia diretta (Einaudi, 2020). Collabora con il manifesto.


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BENEDETTO XVI - Intervista AVVENIRE a Cacciari

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AVVENIRE

Intervista a Massimo Cacciari su Benedetto XVI

Simone Paliaga venerdi 6 gennaio 2023 Secondo il filosofo, Benedetto XVI ritiene necessario rapportarsi con il logos, immanente all'atto di fede e che con esso deve tendere alla verità

Ratzinger intellettuale europeo in confronto con la modernità


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Discorso del Presidente Mattarella

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Discorso del Presidente della Repubblica Mattarella

Palazzo del Quirinale, 31/12/2022 (II mandato)

Il testo su INTERNET al link

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (quirinale.it)

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