25 APRILE 2021


25 aprile 2021


a cura di Gianna Montanari


 


 


Vogliamo celebrare il 25 aprile partendo da questa bella lirica in piemontese del poeta Nino Costa, che la compose nel novembre 1943, consegnandola con questa dedica al figlio Mario che partiva partigiano: "A mio figlio Mario e a tutti i partigiani della Val Chisone". Mario Costa morì in combattimento nell’agosto 1944. Vi proponiamo questa poesia, che fu radiodiffusa dalla stazione clandestina dei partigiani della Divisione Autonoma della Val Chisone, come espressione popolare della Resistenza legata al tema della montagna, che fu la sede privilegiata della guerra partigiana; ricordiamo sul versante della Valsusa la bellissima testimonianza che ci ha lasciato Ada Gobetti con il suo "Diario partigiano", mentre Primo Levi narra del suo arresto nel dicembre '43 in Val d'Aosta nel racconto "Oro" del Sistema periodico.


 


 


 


Anche se il nostro non è più il tempo della lotta armata, siamo chiamati come cittadini a una mobilitazione pacifica per difendere la democrazia e la libertà, beni preziosi che, come ben sappiamo, non basta siano conquistati una volta per tutte. A questo riguardo è molto giusto l’invito dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. https://www.anpi.it a tutti e a tutte coloro che si riconoscono nei valori della Resistenza a iscriversi all’Associazione. Per questo 25 aprile invita i cittadini e le cittadine a deporre un fiore alle ore 16 sotto le targhe delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i.


 


 


 


Democrazia e Libertà: molto difficile realizzare il "governo del popolo" nella società globalizzata digitale, dove la politica è diventata calcolo elettorale, meccanismo da piegare alla ricerca del potere, mentre, come ricorda papa Francesco, dovrebbe essere una della forme più alte della carità.


 


 


 


Libertà: difficile essere liberi di scegliere e ricordare che la propria libertà termina là dove comincia la libertà dell’altro. Qualcuno forse si sente libero, ma non si accorge di avere assimilato i modi di pensare che conducono al consumismo sfrenato e all’individualismo egoistico. I mesi pesanti che abbiamo attraversato dovrebbero averci insegnato che la salvezza non può essere di piccoli gruppi di privilegiati, ma deve coinvolgere tutti, deve basarsi sull’aiuto reciproco e sulla solidarietà.


 


 


 


E allora ripensiamo la Resistenza e non releghiamo a una giornata la memoria di quei giorni. Torino è ricchissima di cerimonie, mostre e manifestazioni che rinnovano il ricordo di momenti e di persone che possono esserci di esempio.


 


 


 


Tra le molte iniziative in campo citiamo la mostra fotografica "Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini", che si inaugurerà a Torino il 25 aprile alle ore 11,30 sotto i portici di Porta Palazzo, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Nuto (https://www.nutorevelli.org). Sulla Stampa del 22 aprile Marco Revelli, intervistato da Adriana Riccomagno, spiega che il titolo della mostra è una frase che suo padre gli ripeteva spesso, e prosegue: "Il 25 aprile è una data che deve tenere sveglie le coscienze. L'ignoranza, anche quando è incolpevole perché voluta da altri, da chi ha il potere, alla fine si paga. Bisogna sapere per difendersi: ricordare cos’è stato il fascismo e quale prezzo è costata la Liberazione, per guardarsi da chi vorrebbe ripetere quegli errori e quei percorsi". La sede della mostra sarebbe piaciuta a Nuto, che nei suoi libri ci ha fatto conoscere la realtà del mondo contadino e la condizione delle donne di quel mondo: Porta Palazzo, oggi crogiuolo di etnie, in cui passano vite precarie, ci può raccontare il "mondo dei vinti" di questa stagione.


 


 


 


Il Museo diffuso della Resistenza (museodiffusotorino.it) offre dei percorsi cittadini "resistenti" per la Festa della Liberazione e anche, se ci si collega in streaming il 25 aprile alle 17, una ricetta particolare: "I sapori della Resistenza. Il gusto della libertà".


 


 


 

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