27 gennaio


Giorno della memoria


a cura di Gianna Montanari


Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale decisa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005, ma in Italia istituita qualche anno prima, con legge del 20 luglio 2000 n. 211; quindi per l’Italia questo è il ventesimo anniversario della celebrazione per ricordare le vittime delle leggi razziali, dell’Olocausto nei lager nazisti e tutti coloro che rischiarono o persero la vita per proteggere i perseguitati ebrei.


Quest'anno la ricorrenza è particolarmente sentita e ritenuta importante in un momento in cui, in piena pandemia e con conseguente crisi economica e sociale, risorgono più forti le teorie dei negazionisti e rinascono ideologie basate sul razzismo, che legittimano la violenza contro gli ebrei, contro i neri, contro i "diversi".
Sulla Stampa del 26 gennaio (pp. 24 – 25) Elena Lowenthal giustamente afferma che la distanza temporale da quel passato segna un momento particolarmente fragile poiché la voce dei testimoni si va perdendo a poco a poco; in più, se la celebrazione tende, inevitabilmete, a diventare la ripetizione di un rituale, c’è il rischio che il Giorno della memoria si svuoti di senso. Ma se, come ha detto Primo Levi, "comprendere è impossibile, conoscere è necessario", occorre mantenere la memoria della Shoa. Secondo lei, quando il ricordo vivo dei testimoni si estingue, occorre trasferirlo in una narrazione, meglio ancora in una creazione letteraria, capace di generare un meccanismo di com-passione.
Ricordare il passato è inutile se nel mondo oggi si perpetuano, in forme diverse, atrocità che forse non eguagliano quelle dei campi di sterminio, ma sono l’esatto opposto degli ideali di democrazia e solidarietà su cui si era basata la rinascita dopo il secondo conflitto mondiale. Sempre sulla Stampa del 26 gennaio a pagina 25 il professor Carlo Vercelli, uno dei maggiori studiosi dei neofascismi, intervistato da Mirella Serri, ci spiega come le destre eversive di tutto il mondo si stanno unendo. D’altra parte non c’è bisogno di cercare a destra per trovare i diritti umani calpestati in varie parti del mondo: un comunicato di Articolo UNO – Torino del 25 gennaio dal titolo eloquente "Europa, non girarti dall'altra parte!" rammenta la condizione dei migranti della cosiddetta "rotta balcanica", respinti dalla polizia di frontiera di Trieste e Gorizia, respinti "a catena" fino in Bosnia, "in migliaia abbandonati al gelo, nei boschi, senza cibo e acqua". Potrei citare, purtroppo, molti altri esempi di violazione dei diritti umani nel mondo, ma penso siano noti a tutti voi....


Testimonianza di Liliana Segre: https://fb.watch/3gWMUwvZwV/

A tua disposizione il documento:
GiornodellamemoriaPensieroAcutis.pdf
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