01/05/2022

Amici e Simpatizzanti di Politica,
la guerra tra russi e ucraini si rende sempre più pesante e spaventa il verificarsi delle previsioni peggiori. Si conta che nel corso di questi due mesi hanno lasciato l'Ucraina più di 5 milioni di persone. I morti civili, colpiti nelle abitazioni e perfino negli ospedali, in questo conflitto armato, che in Russia viene presentato come operazione militare speciale, stanno raggiungendo le tremila vittime. Per non parlare poi delle atrocità commesse. L'incontro del 28 aprile, avvenuto distintamente tra i capi delle due parti belligeranti e il segretario ONU, Antonio Guterres, ha fatto dire a quest'ultimo, in veste di mediatore, che "è inaccettabile l'idea della guerra nel XXI secolo" e ancora, tenuto conto dei rifornimenti di armamenti che dall'America e dall'Europa arrivano nel Paese invaso, che questa "finirà quando lo deciderà la Russia". Tutto ciò a conferma che in Ucraina il Consiglio di sicurezza ONU ha fallito, per cui si rende ancora più che mai indispensabile e pressante il lavoro della diplomazia d'urgenza. Nell'attesa che questo compito gravoso ottenga gli sperati frutti si propongono due articoli sull'attuale guerra in atto, apparsi su " Il Fatto Quotidiano" il 20 aprile u.s. e scritti dall'ex ambasciatore Sergio Romano e dall'ex priore di Bose, Enzo Bianchi. Al contempo si anticipa che nella sezione cultura del sito presto verrà inserita una scheda, curata da Gian Paolo Zara, del libro "Perché l'Ucraina" di Noam Chomsky. Il linguista statunitense, di padre ucraino di origini ebraiche, ritenuto uno tra i più grandi intellettuali viventi, è un autore già presente nel sito. Attraverso sette interviste, s'intrattiene e dialoga sulle cause della crisi che hanno portato i due Paesi fin qui e che egli aveva già esposto e previsto nel 2018. La delicatezza del problema comporta, come viene detto a chiare lettere nel testo, che bisogna distinguere da un lato l'analisi storica e dall'altro l'avvenuta invasione. Si completa l'attuale proposta di lettura con il proseguimento sulla mafia e le sue vittime. Ci si congeda augurando a voi tutti un buon Primo maggio.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni