28/02/2022

Amici e Simpatizzanti di Politica,
il mese più corto dell'anno che volge al termine, tolto la rielezione del presidente Mattarella, è stato particolarmente burrascoso. Per questo motivo non smetto di far mia una frase di Vincent van Gogh " Non mi stanco mai di un cielo azzurro". In programma c'era la volontà di soffermarci sul " mare nostrum", bacino di tre continenti, Europa, Africa e Medio oriente. Lo faremo più in là. Dal Mediterraneo trasse ispirazione continua il mio conterraneo e pozzallese Giorgio La Pira, amato sindaco di Firenze. Egli era solito dire "l'uomo è tale proprio per la sua capacità di incontro". Purtroppo le angustie che ci avvolgono, dalle più familiari, specie se si hanno figli e/o nipoti adolescenti, a quelle di respiro internazionale, sono molteplici. Viviamo tutti, anche se l 'Ucraina non è dietro l' angolo, con il patema d'animo di una guerra. A questo punto, visto come stanno le cose, lo si può dire. Le mire espansionistiche russe sono il frutto di una bellicosita', più o meno larvata, dell' autocrate Vladimir Putin. Nel suo ruolo egli ha avviato, annunciato e ricercato tale progetto sin dal 2008, con gli attacchi alla Georgia. Nel 2014, poi, perseverando in ciò, si è dato da fare con l'Ucraina, che a sua volta si è contrapposta allo zar russo con la rivoluzione arancione. E via di questo passo siamo giunti, tra partecipazione a consessi internazionali da un lato e a posizionamenti militari dall'altro, alla seconda decade dell'attuale febbraio. La lotta per assoggettare i territori ucraini affonda nei secoli. L'Ucraina, letteralmente "terra di mezzo" è stata, infatti, sempre considerata dalla grande madre Russia il comodo cuscinetto utile a frapporla e allontanarla dal mondo occidentale. Purtroppo oggi, 24 febbraio e per noi "giovedì grasso", quasi a guisa di ulteriore beffa, quello che in questi ultimi giorni si paventata è accaduto. Le ostilità,camuffate sin da questa estate come "esercitazioni militari" si sono tramutate in guerra. E dato che questa è una guerra ibrida noi, per quel che ci sarà possibile la combatteremo con le forze, in vero molto modeste, di cui disponiamo.
A tal riguardo, considerato che sono due anni che non riusciamo ad avere tra noi uno scambio diretto proponiamo un'informativa pervenutaci da un amico, Tony Ferigo, e un commento a questo, da parte di un altro amico, Marco Mattio. Unitamente a ciò facciamo nostro l'appello di papa Francesco, con l'invito alla massima diffusione. Poi, per rimanere sempre vigili su ciò che accade, visto la discesa in campo degli inascoltati studenti che hanno occupato le scuole, Gianna Montanari ha predisposto un testo che li riguarda. La nostra amica illustra richieste e aspettative del mondo studentesco , comparandole a quelle vissute, a partire dagli anni '70 e nei periodi seguenti, da coprotagonista nel ruolo opposto di docente. Infine, proprio perché siamo nel pieno di un processo di cambiamenti che ci coinvolge sotto tutti i versanti, si propongono due testi che rinviano al mondo della digitalizzazione. L' articolo di Fausta Speranza "Il caporalato digitale", apparso su News Vatican e le riflessioni ,sempre di un nostro amico, Gian Paolo Masone, dal titolo "La cittadinanza digitale".
Ultima, ma non ultima, la segnalazione di due appuntamenti. Il primo, che si attuerà in varie città italiane, dal 28 al 6 marzo riguardante "La Mafia a 30 anni dalle stragi. Le verità nascoste e quelle rivelate". A Torino il convegno avrà luogo il 28 febbraio, presso l 'Aula Magna del Politecnico. Il secondo, "Una Chiesa in cammino" ricorderà il cardinale Michele Pellegrino e si svolgerà, sempre in Città, dal 4 al 5 marzo presso l'Aula Magna della Facoltà teologica di via XX Settembre.

Con stima e simpatia
Adriana Vindigni