03/11/2021

Amici e Simpatizzanti di Politica,
quando da Torino domenica 17 ottobre, di buon mattino, dopo essermi recata a votare, mi accingevo a recarmi a Caselle per volare per Catania mai più avrei immaginato di ritrovarmi otto giorni dopo nella situazione in cui mi trovo. All'aeroporto catanese di Fontanarossa, dove sto sostando, il bivacco forzato cui sto assistendo ha dell'allucinante. Quest'area della Sicilia orientale è in stato di allerta, causa avverse condizioni meteo e dall'altoparlante si invitano i passeggeri a contattare le specifiche compagnie aeree. Sono le 15,40 di lunedì 25 ottobre e se alzo lo sguardo verso il cielo non lo vedo per nulla minaccioso, anzi sembra che il sole a breve farà capolino. Roba da pazzi. A chi prestare attenzione? Si continua a vivere sottosopra. I risultati elettorali in tutt'Italia, al di là dell'esito conseguito dallo schieramento del centro sinistra, hanno ulteriormente confermato l'estraneamento di un gran numero di persone dall'impegno politico e dall'esercizio elettorale. A votare sono stati in media 4 persone su 10 e i circa 6 elettori che si sono auto esclusi non risiedono esclusivamente nelle zone periferiche urbane. Il partito degli astensionisti, che teoricamente ha raggiunto il 56%, annovera altre categorie di cittadini! In ogni caso il Covid-19 circoscritto, l 'economia in ripresa dovrebbero far tirare un sospiro di sollievo e invece il malessere alligna e imperversa. Questo microcosmo dove attualmente mi trovo ne è una emblematica rappresentazione. Se non fosse per la beata innocenza infantile, al di là di qualche pianto isterico, che non potrebbe non mancare, pare che gioia e speranza si siano inabissate. C'è qualcuno però, e per fortuna, che invita a recuperare e a percorrere cammini di speranza, in vista della costruzione di un mondo nuovo che ci veda "fratelli tutti". E' papa Bergoglio che, instancabile, continua a battere e a forgiare il ferro. Pungola, pungola e ancora pungola. Il tracciato di questi cammini è stato oggetto di confronto all'interno della 49a Settima sociale dei cattolici italiani che si è tenuta a Taranto dal 21 al 24 ottobre sul tema "Il pianeta che speriamo". Nella prossima newsletter vi saranno alcuni articoli apparsi in merito e pubblicati su Vatican News.
Sono le 16,30 e il cielo si è ingrigito. Chissà, forse fuori piove...
Finalmente sotto la pioggia l'aereo decolla.
Da Torino ho poi seguito il procedere dell'uragano Apollo e intanto è pervenuta la scheda a cura di Gian Paolo Zara su "Un'economia indisciplinata. Riformare il capitalismo dopo la pandemia" di Gael Giraud e Felwine Sarr. Dal canto suo Gianna Montanari ha proposto di ricordare Mario Rigoni Stern a 100 anni dalla nascita, con un'intervista fattagli due anni prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2008. In questa si parla anche dei giovani. E sono giovani, più esattamente quattro giovanissime donne, la svedese Greta Thunberg, l'ugandese Vanessa Nakate,la polacca Dominika Lasota e la filippina Mitzi Tan, che si sentono "tradite" dai grandi della terra. E lo affermano con vigore. Di questo stato d'animo si è fatto carico il presidente Sergio Mattarella che, nell'accogliere al Quirinale i leader mondiali arrivati il 30 ottobre per il G 20, nel suo discorso ha detto: "Non possiamo evadere le nostre responsabilità di fornire risposte... Non dobbiamo consegnare a chi verrà dopo di noi un pianeta solcato dai conflitti, le cui risorse sono state dilapidate, il cui ecosistema sia stato compromesso per ( l') egoismo....Tocca a noi l'impresa di imprimere una svolta decisiva".
A Glasgow, nelle prossime due settimane, con il vertice della Cop 26, si capirà se il monito è stato raccolto.

Con stima e simpatia
Adriana Vindigni