05/09/2020

Amici e simpatizzanti di Politica,
terra, casa e lavoro, come si evince dalla scheda predisposta da Gian Paolo Zara del libro La dittatura dell'economia sono, per Papa Francesco, diritti sacri. Valori fondanti di siffatti diritti sono: la dignità della persona, la lotta alla povertà e la ricerca del bene comune, sebbene oggi risultino fortemente colpiti. Egli prega il Signore affinché" ci regali più politici che abbiano a cuore la società, il popolo, la vita dei poveri". Se Francesco prega, noi italiani, da quanto risulta dall'ultimo lavoro di Franco Garelli, siamo "gente di poca fede, incerta di Dio". Ritorno in ambito politico. Presto saremo chiamati nuovamente alle urne per esprimere il nostro giudizio su una legge che in modo un po' scomposto è stata, alla fine della fiera, votata dalla quasi totalità dei parlamentari. Si tratta, come avete già capito, del taglio dei parlamentari. Questo provvedimento unitamente al reddito di cittadinanza ha rappresentato e rappresenta il piatto forte dei grillini, che sono andati al governo per, non dimentichiamolo, rivoltare le istituzioni come una scatoletta di tonno. Sono successe tante cose in questi 29 mesi: il cambio di rappresentanza governativa, il Covid-19, le future risorse del recovery fund, assegnate all'Italia dall'Europa, che il taglio parlamentare altro non è per la povera gente, che poi siamo noi, una vera e propria furbata. A conti fatti, ormai è chiaro, che questa misura si rivela solo simbolica, mera nota marginale, che, pur tuttavia, porterebbe con sé, allo stato dell'arte attuale, alcuni inconvenienti. Ci sono modi e modi per riformare seriamente il sistema democratico e sociale. È, per esempio, in merito alla diminuzione della rappresentanza parlamentare, la riforma della legge elettorale, tra le tante altre riforme da attuare,il vero nodo che il governo,in questo nuovo anno, ha mancato di sciogliere. Con il supporto del parlamento si sarebbe dovuta legiferare una diversa legge elettorale che intervenisse con dei correttivi affinché, tra l'altro, gli eletti non risultassero sostanzialmente dei nominati dalle segreterie di partito. E non si può essere così pessimisti da immaginare che la vittoria del no possa precludere all'Italia l'attuazione di qualsiasi altra riforma. Anzi, come la storia umana insegna, questo tremebondo periodo critico può essere un'ottima occasione per una diversa rinascita, in grado di tenere veramente in conto delle "attese della povera gente" . Ammuzzamula dduecu, direbbe qualche ormai, canuto, bracciante agricolo locale. Finiamola lì. E come?Adesso parlo a titolo personale. Questo del 20 settembre, in quanto confermativo, è un referendum senza quorum. E' sufficiente un solo voto per fare la differenza. Chi propende per il no, come la sottoscritta, non auspica che si dia spazio a una riformetta che, secondo alcune autorevoli voci, in fin dei conti non modifica granché, mentre per altre, altrettanto autorevoli, questa modifica, questo taglio lineare, scalfirebbe nelle viscere il senso della rappresentanza parlamentare, del pluralismo democratico in cui crediamo e per cui molti, troppi si sono sacrificati. A breve sarà disponibile il testo di Emanuele Rossi di cui è stata data notizia la volta scorsa. L'autore dà spazio a 23 costituzionalisti che dicono la loro e sono fautori del sì o del no. Il contenuto è raccolto in tre sezioni distinte. Per conoscere, per giudicare, per agire. Proprio per agire, se permettete, mi concedo, sempre a titolo personale, questo spazio e accorciando
un po' i tempi vorrei proporvi fin da subito un breve, ma esaustivo lavoro di Francesco Pallante. In dieci approfondite schede (le pagine in tutto sono 16) egli affronta il problema e fornisce risposte. Sere addietro ho assistito al dibattito, in una trasmissione televisiva, tra l'ex ministro Danilo Toninelli e il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, di cui nel sito si può leggere la scheda del libro Assedio all'Occidente. Di quell'incontro vorrei richiamare un piccolo particolare: nel corso della trasmissione Molinari ha puntato i suoi interventi sulla lucidità e lungimiranza del nostro testo fondante e costitutivo, appellandosi molto al senso dell'importanza della rappresentanza parlamentare. A un certo punto l'ex ministro, prendendolo un po' in contropiede, ha fatto riferimento al numero dei parlamentari ancora in atto, che è stato stabilito non nel testo originario della Costituzione, bensì con una legge del 1963. Bene, un piccolo esempio sull'importanza delle sudate carte leopardiane. Leggete la scheda n. 2, a pagina 5, titolata "I numeri" del lavoro di Pallante, costituzionalista dell Università di Torino e scoprirete che la Carta costituzionale prevedeva una proporzionalità tra la popolazione e suoi rappresentanti. Occhio lungo, non vi pare? Votare no a questa leggiuzza nica, nica, piccola, piccola non vuol dire che si voglia mandare a casa l'attuale governo. Significa solo che intendiamo essere rappresentati da autorevoli e degne persone che hanno ben chiaro nella loro capoccia il significato della rappresentanza e della governabilità. Nel tempo diverse sono state le proposte di legge per il superamento delle due Camere paritetiche, in una, se è per questo, si parlava di una riduzione a 400 parlamentari. Riuscire a conseguire equilibrate mediazioni che abbiano "a cuore la società"darebbe un volto nuovo e diverso ai nostri politici. Rappresentanza e governabilità sono due piatti della bilancia che devono essere tenuti in costante equilibrio, con umiltà e con vero spirito di servizio, sapendo leggere, costi quel che costi,anche i segnali che arrivano dal basso e, se del caso, correggendo il tiro e comportandosi di conseguenza. Per la compagine di maggioranza all'interno del governo, ciò avrebbe dovuto significare la decisione di scelte immediate, senza aspettare le elezioni che si svolgeranno nel 2021. Senza tante perifrasi e rimanendo in ambito grillino (ma ce ne sarebbe anche per gli altri) mi riferisco ai risultati della piattaforma Rousseau. La paura fa sempre 90. I problemi veri che abbiamo nel breve termine e che il Paese tutto deve con consapevolezza affrontare, a partire dalle giovani generazioni, sono ben altri che questo mirabolante taglio lineare. La verità è che pace e libertà sono questioni troppo importanti. Le questioni vere. Da qui, da Pozzallo, non devo andare tanto lontano. C'è una polveriera nel Mediterraneo e non è il caso di sottovalutarla. Mi riferisco alle tensioni tra Grecia e Turchia che indirettamente e velatamente ci portano ad altri conflitti e con prese di posizioni di ben altre potenze, il riferimento è al ruolo che Putin sta avendo in Bielorussia. Questioni di vitale importanza non possono essere lasciate a chi dimostra di avere mani tenere. Queste, scusate lo sfogo amaro e lungo, vanno supportate da chi più sa e di più filo dispone.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni