08/04/2020

Amici e simpatizzanti di Politica,
il 5 aprile il dato sull'epidemia del coronavirus in Italia si è attestato al 3,46%. Molto è stato fatto, ma tanto rimane ancora da fare per arrivare a R/0. Il confino dunque continua. Pochi giorni fa, mentre sono sempre a Pozzallo, scrutando il mare si intravedevano diverse sagome di navi che diventavano, con il passare delle ore, sempre più nitide e si muovevano in direzione del porto. Per molti, tanti, vissuta e superata la novità dei primi giorni, con l'ecatombe dei decessi, senza alcun addio, quest'esperienza sta innescando una spirale di tensione e nervosismo. All'emergenza sanitaria si è aggiunta, infatti, con il fermo del Paese, anche l'emergenza economica. Entrambe, a causa del lessico adoperato, ci hanno fatto entrare in un clima di guerra. Il futuro, che in questo momento ci fa paura, non dovremmo temerlo, semmai lo dovremo vivere. Una volta fuori da questo pandemico maremoto globale, molti pensano che ci ritroveremo cambiati, diversi, fors'anche migliori. Sarà poi così? In attesa di tale verifica si propongono due documenti. Il primo è l'analisi "clinica" della società italiana effettuata da Luca Ricolfi nel suo libro La società signorile di massa qui esposto sotto forma di acino dal titolo "Come eravamo" scritto da Giuseppina Serio. Il secondo "Siamo in cura, non in guerra" di Guido Dotti.
Una buona e tonica Pasqua.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni