12/03/2020

Amici e simpatizzanti di Politica,
il 15 febbraio quando sono arrivata a Palazzo Carignano la piazza era già affollata. Non era gremitissima, comunque, la stima fatta è stata di oltre 300 persone presenti. Non so se il comitato "Zero allontanamento zero", promotore del presidio ne sia stato soddisfatto, ma quel numero è rimasto pressoché tale fino al termine della manifestazione. L'associazione nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie, le Camere Minorili, i centri Antiviolenza del Piemonte, il Centro Studi e Documentazione del Pensiero Femminile di Torino, il coordinamento nazionale e piemontese dell'associazione "Se non ora quando", Cgil, Cisl e Uil e i partiti del centro-sinistra hanno dato la loro adesione a questo comitato nato per contrastare il disegno di legge regionale sugli affidi, già approvato in Giunta e in attesa di essere presentato alla commissione consiliare.
Sul palco, nell'arco di due ore fitte, si sono avvicendati operatori ed esperti in rappresentanza degli aderenti. Sotto il palco diverse le fasce tricolore e anche una rappresentanza della chiesa di Alba. Ventisette interventi si sono susseguiti, con un ritmo incalzante, a partire delle cariche più alte della Città, esponendo le loro ragioni. Dopo il caso Bibbiano, riguardante bambini che erano stati allontanati dalle famiglie d'origine, questo provvedimento legislativo regionale ha attirato l'attenzione anche tra i non addetti ai lavori.
Le critiche mosse da chi opera ogni giorno nel pianeta minori, assistenti sociali, psicologi, avvocati, educatori, famiglie affidatarie, nonché esperti e ricercatori hanno avuto una sola voce: il testo approvato dalla Giunta è superficiale e non tiene conto della complessità del tema.
Nell'illustrazione del disegno di legge, avvenuto a inizio anno, l'assessore con deleghe alle Politiche della Famiglia, dei Bambini e della Casa, Sociale e Pari Opportunità, Chiara Caucino ha esposto con chiarezza la sua intenzione: " dare massima centralità al nucleo familiare, puntando a ridurre il 60% degli allontanamenti anche attraverso un eventuale sostegno economico".
Su questi due aspetti: nucleo familiare d'origine e un diretto sostegno economico alla famiglia si sono concentrate le maggiori osservazioni.Il DdL approvato in Giunta prevede che il 40% degli oltre 40 milioni di euro gia stanziati e destinati al sistema infanzia regionale venga direttamente dirottato dai servizi sociali alla famiglia del bambino. Il testo che interviene sulla deliberazione regionale vigente del 2003, operata dalla Giunta di centro destra in attuazione della legge 149/2001 " Diritto del minore ad una famiglia" (modifica L 184/83) preoccupa molto. Gli intervenuti all'unisono hanno sostenuto che non è con il sostegno economico che si risolvono i problemi che si nascondono dietro un nucleo familiare a disagio e in difficoltà.
Non c'è tema più delicato di quello della crescita di un bambino e il mestiere del genitore è di tutti il più difficile. Quanti errori si possono celare dietro l'innocente frase, il mio/nostro bambino. E' quell'aggettivo possessivo che va smontato. I figli non sono una proprietà, rappresentano la responsabilità ad assumersi la cura della loro crescita, affinché la loro personale individualità possa esprimersi al meglio.
L'assessore Caucino, quarantacinquenne, avvocato leghista di Biella, il giorno dopo la manifestazione, commentandola, tra l'altro ha affermato che non avrebbe accettato critiche da chi non era madre. Frase infelice. La critica se costruttiva non conosce genere. L'assessore con deleghe alle pari opportunità ha poi spiegato di essere stata fraintesa, certo non è possibile fraintendere la tipologia di famiglia che la Lega esalta. A metà marzo ci sarà un tavolo in cui verranno sentite le istanze delle varie parti sociali. Il coordinamento Pride ha già annunciato che se il Ddl non verrà ritirato le manifestazioni di giugno saranno dedicate a questo tema.
Buon otto marzo assessora da parte di una delle tante donne che crede che ogni giorno, e quest'anno ce ne sono 366, debba sempre essere per ogni donna, qualsiasi donna, un gioioso giorno.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni