04/03/2020

Amici e Simpatizzanti di Politica,
il Covid-19, più noto come Coronavirus, in queste ultime settimane ha un po' condizionato le nostre abitudini. Per la salvaguardia della nostra salute e di chi ci è vicino, siamo stati, e lo siamo ancora volentieri, indotti a una doverosa prudenza. Senza panico, ma neanche senza eccessi. Così però non sembra, tenuto conto delle riflessioni di Nando Pagnoncelli nel suo sondaggio settimanale del 1° marzo. L'esperto ha rilevato come " l'abbondanza di informazioni e di dichiarazioni abbia aumentato il disorientamento anziché il discernimento, in una sorta di eterogenesi dei fini, con la conseguenza che ciascuno è titolare di una verità su misura". Sarà anche così, ma personalmente preferisco essere messa in guardia piuttosto che non sapere, malgrado i costi pesanti che il Paese sta subendo, specie nel settore turistico alberghiero e nel commercio. Parto proprio da quest'ultimo ambito per riassumere molto in breve l'incontro avvenuto tra l'assessore comunale Alberto Sacco e il presidente dei commercianti di via Roma, Paolo Bertolini, che abbiamo proposto nell'ultimo nostro dibattito pubblico dell'anno appena trascorso, presso la Libreria Comunardi.
Quindici giorni or sono, il 15 febbraio, mi ero prefissata di recarmi in centro, per una manifestazione di cui parlerò in seguito, e ho deciso di fare il percorso a piedi.
Lungo tutto il tragitto, la destinazione era piazza Carignano, le proposte di affitti e vendita di locali commerciali non accennavano a diminuire, nemmeno arrivata in pieno centro, per cui non ho potuto fare a meno di ritornare a quell'ultimo incontro.
Durante la serata di martedì 3 dicembre, presentata con cura da Maurizio Steffenino che ha illustrato l'aumento delle saracinesche abbassate a Torino e provincia, l'assessore Sacco non ha smesso di elencare le difficoltà oggettive del mercato, la precarietà di vita degli esercizi commerciali e l'assoluta incertezza della permanenza a Torino di alcuni grandi marchi di aziende multinazionali. Le poche notizie positive hanno riguardato l'arrivo certo dello stanziamento di più di 350 milioni, per la linea della metropolitana e l'essere riusciti a ottenere che le Atp Finals di tennis, dal 2021 al 2025, si possano svolgere al Pala Alpitour. In città, per cinque anni si affronteranno in torneo mondiale gli 8 migliori tennisti del circuito maschile della stagione. Dal canto suo l'altro ospite, Paolo Bertolini, ha rimarcato come tutte le Amministrazioni che si sono susseguite negli anni non abbiano mai preso in considerazione le loro proposte e come attualmente il dover fare i conti con il caro-fitti, la zona a traffico limitato e l'e-commerce sta mettendo a dura prova gli esercenti. Eravamo in pochissimi e la rassegnazione di Bertolini unitamente all'esposizione dell'avvocato Sacco non sono riuscite a riscaldare la sala. Neanche i due interventi del pubblico hanno ravvivato l'ambiente. Peccato. Sono uscita un po' sconsolata, per via del pubblico che non c'era e anche per via dell'Atp, prospettata come una bella promozione per la Città. Mi sono chiesta allora, anche se confesso di non aver saputo rispondere da dove provenisse la fiaccola olimpica pervenutaci (2002 Salt Lake City- U.S.) e mi chiedo ancora, ripensando all'entusiasmo e al calore con cui i torinesi avevano accolto l'avvenimento sportivo del 2006: "E le prossime Olimpiadi invernali 2026, assegnate a Milano e a Cortina d'Ampezzo, con Torino che si è defilata, non avrebbero contribuito a darle un po' di lustro?"
Nel 2022 i giochi olimpici invernali si giocheranno in Cina, a Pechino. Oggi, primo marzo, a Torino è stata una bella giornata di sole, tuttavia il capoluogo piemontese continua a essere appannato e non vorrei proprio che sbiadisse.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni