26/01/2020

Amici e Simpatizzanti di Politica,
il 22 gennaio dello scorso anno 320 persone presenti nel Centro rifugiati di Castelnuovo di Porto, Comune di circa 8mila abitanti, a pochi chilometri da Roma, che era per capienza il secondo CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) italiano, sono state allontanate. Dalla comunicazione pervenuta allora e fatta circolare attraverso Change. Org, i dimoranti sarebbero stati divisi in uomini, donne e bambini e, in quella data, sarebbero stati prelevati e dislocati in varie regioni con trasferimenti di cui gli interessati e le autorità istituzionali locali ignoravano la destinazione. La sera del 22, a sostegno delle vittime di quel forzato allontanamento, che altre tristi deportazioni evocava, era stata organizzata una marcia silenziosa, con il vincolo di non presentarsi con bandiere o simboli di appartenenza.
I decreti sicurezza tramutati in legge nel novembre 2018 dallo scorso governo giallo verde avevano sollevato perplessità e, nel firmarli, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva evidenziato le varie criticità. All'attuale governo giallo rosso che è in carica da un quadrimestre e si è impegnato, specie nella sua compagine rossa, a farne oggetto di revisione, non vorrei mancare di ricordarlo, soprattutto alla luce della fine fatta, nella trascorsa legislatura, dello ius soli riproposto inutilmente in ius culturae.
La realizzazione di un buon governo, come si evince dall'acino ricavato da un articolo di Michele Salvati, non è un'impresa facile, ma è altrettanto evidente che lasciare nel dimenticatoio proposte prima concordate, come per i decreti sicurezza, di certo non giova.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni