16/01/2020

Amici e Simpatizzanti di Politica,
" Un nuovo anno è iniziato, è ora di partire." Così conclude Leonardo Becchetti il suo editoriale sull'Avvenire del 3 gennaio. Ho avuto modo di ascoltarlo sabato 11, al SerMig, Casa di Maria, al convegno "Il riformismo comunitario". Con lui vi erano: Pierluigi Castagnetti, Francesco Occhetta, Stefano Lepri, Enrico Borghi, Gianpiero Dalla Zuanna, Rosa Maria Di Giorgi, Antonio Viscomi, Maurizio Martina, Andrea Orlando e Graziano Delrio. Monica Canalis ha svolto le funzioni di padrona di casa e Gianfranco Morgando ha moderato la tavola rotonda "Le vere attese del popolo". Il giorno dopo, domenica 12, ho scoperto che Becchetti , 55enne, professore di Economia politica all'Università di Tor Vergata di Roma, è tra i primi firmatari del manifesto " Un'economia a misura d'uomo contro la crisi climatica" Firma www.SYMBOLA.NET. In precedenza, aveva stilato un contro manifesto populista che si rifà al celebre "I have a dream" di Martin Luther King. Sostenitore dello sviluppo sostenibile, crede nella generatività e nella cittadinanza attiva. A proposito della generatività, in un paese che non fa più figli, è auspicabile rilanciarla, affinché il desiderio di far nascere, accompagnare e poi far prendere il volo, venga realizzato. E' arrivato il momento che il nostro Stato prenda seriamente in considerazione, tra gli altri problemi, anche i carichi che una famiglia, dalla nascita alla vecchiaia, deve affrontare. La Germania, che era nella nostra stessa situazione,dal 2011 al 2017, è riuscita ad invertire la rotta. In un sistema economico squilibrato che inneggia ossessivamente al consumo e all'individualismo e che miete molte morti per disperazione, il voto con il portafoglio può cambiare direzione. La torta è la medesima, come pure i commensali : stato, mercato, individuo/comunità. Ecco il segreto, o se si vuole, l'uovo di Colombo. E' la comunità che dobbiamo irrobustire. E' opportuno che una filazzedda -fessura- di umanità ci segua sempre. Nel pensiero di Hannah Arendt, come ha ricordato Graziano Delrio, attuale capogruppo alla Camera del Pd, e come si legge nel libro di Olivia Guaraldo, Politica e racconto trame arendtiane della modernità, Meltemi editore, 2003, nella sfera degli affari umani, la comunità è una pluralità di voci uniche. L'individuo, nei miei rimandi scolastici, nel divenire persona acquista coscienza ed esperienza del suo essere, a partire dal primo nucleo in cui si forma, interagisce e si relaziona, ossia la comunità familiare. A seguire viene tutto il resto. Ed è quello che, inaspettatamente, proponendo un loro libero pensiero, a Bologna, il 14 novembre, le prime quattro sardine hanno fatto. A tal proposito Guaraldo, nata nel 1970 e che insegna Filosofia politica all'università di Verona, dirigendo al suo interno, il Centro Studi politici Hannah Arendt , scrive nel testo citato" L'azione politica, che consiste precisamente nel suo mostrarsi, si lascia infatti alle spalle le determinazioni culturali,regionali,biologiche e di genere ( i vari "che cosa" che non catturano mai il "chi" agente). L'identità di colui o colei che agisce -"il chi"-.(...) Il "chi" arendtiano e la sua apparizione in un contesto di visibilità e udibilità, mette in scena (performs) la politica esibendo una sorta di nudità e di imprevedibilità radicali... ( p. 342). Mattia, Andrea, Giulia e Roberto hanno agito insieme, hanno cooperato e si sono mossi, compiendo un piccolo miracolo. E la piazza e le piazze d'Italia come, nel pomeriggio di questa domenica 12, ha, ancora, affermato alla televisione, Mattia Santori " si sono riempiti di corpi che volevano relazionarsi umanamente e non soltanto virtualmente". Sono giovani che credono nell'incontro, usano senso critico e intendono dialogare tra di loro e con il territorio in cui vivono, consci che hanno di fronte a loro la responsabilità di trasformare l'energia dirompente che li ha resi protagonisti, in convincenti proposte. " Altro che decreti sicurezza - non ha potuto fare a meno di dire Delrio, a conclusione del convegno - qua si produce sicurezza. Non c'è nessuna nuova corrente, c'è solo sorgente". Sono andata indietro negli anni, fino al 1993. L'Arsenale della Pace del SerMig, avviato nel 1983, in quel vecchio arsenale di guerra, risalente al 1867, mi permetteva di conoscere più da vicino il significato del volontariato. Quel corso mi è servito, gli devo molto. Per me è stato significativo. Era la prima volta che varcavo quel portale per imparare, con una più piena consapevolezza, il valore del servizio. La politica, diceva monsignor Giambattista Montini, poi Paolo VI, è la più alta forma di carità. Ormai urge un po' in tutti la necessità che c'è bisogno di una politica diversa, che sia in grado non solo di puntare a vincere le elezioni ma che, con un buon governo, sia anche in grado di costruire per il Paese un futuro più stabile e migliore.

Con stima e simpatia



Adriana Vindigni