16/06/2019

Amici e simpatizzanti di Politica,
finita, dopo il ballottaggio di domenica 9, questa lunghissima campagna elettorale che ha dato un nuovo assetto cromatico all'Italia avremo modo e tempo (come per l'estate scorsa, è stato concordato che non interromperemo impegno e riflessioni) per affrontare gli argomenti che ci stanno più a cuore. Intendo incominciare dal verde che irride e irradia. La Lega Nord, di un tempo che fu, è riuscita a ridipingere storiche roccaforti rosse dell'Emilia. Ma tant'è. Un eminente rappresentante leghista, il governatore del Veneto, ieri, compiaciuto, ha affermato: "Il consenso popolare è la ruspa ideale, non si riuscirà a fermare questo fiume in piena". Anche loro sono stupiti e sbigottiti di quanto sta accadendo. Ma non sarà forse che qualche algoritmo che analizza big date e incrocia dati e tendenze, stia lavorando un po' troppo artificiosamente, condizionando e suggestionando artificialmente tante persone che, fattesi moltitudine, sono diventate massa che si autoalimenta? Siffatta popolazione, che dalla quotidianità trascorsa e prossima, e per i motivi più svariati, si è vista un po' tradire dalla vita, fors'anche inconsapevolmente, più che incautamente, ha finito per rifugiarsi in chi maneggia rosari e Vangelo. Il novello Unto del Signore, che già dal luglio scorso dichiarava che il 75% dei cattolici erano elettori leghisti, blandisce, coccola e vezzeggia, nel mentre la Chiesa stessa, ammonendo, ne prende espressa distanza. Per fortuna il nuovo Capo popolo, come ben precisano gli analisti, non ama giocare d'azzardo. Ieri sera, 10 giugno, la conclusione del vertice a tre, appositamente richiesto dal presidente del consiglio, prima della sua partenza per il Vietnam, in effetti, ha prodotto l'effetto sperato, nel senso che i nostri due contraenti, finalmente e nuovamente, dopo non essersi lesinati niente, battendosi un cinque, si sono stretti nuovamente la mano. Anzi il nuovo osannato del momento, meravigliando, ha fatto di più: vista la procedura d'infrazione che ci pende sulla testa, non ha infierito nei confronti dell'Europa. Staremo a vedere quanto durerà. E, affinchè nessun dorma, con piacere e nell'ordine saranno sottoposti alla vostra amabile attenzione, sin da subito, l'avviso dei Padri comboniani di Verona, giuntoci attraverso un simpatizzante e, a seguire, due acini, sempre predisposti da Giuseppina Serio, tratti, il ventisettesimo, da Ernesto Galli della Loggia, dal titolo "Giostre" e il ventottesimo, "Democrazia", da Stefano Passigli. Mi accomiato ricordando la scheda del libro di Giovanni Ziccardi Tecnologie per il potere che non poteva essere proposta in tempo più opportuno.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni