10/05/2019

Amici e simpatizzanti di Politica
prima di continuare l'esposizione sull'Europa necessaria e possibile auspicata da Massimo Cacciari vorrei ricordare poche notazioni che mi paiono utili ed efficaci a descrivere il clima un po' così in cui ci troviamo:
1) sono passati quasi tre anni dal referendum con cui gli inglesi richiedevano l'uscita dall'Europa e ormai è certo che parteciperanno alle consultazioni europee;
2) le previsioni economiche di primavera dei paesi dell'eurozona collocano l'Italia all'ultimo posto; e, quel che è più preoccupante, lo è su tutti i fronti: dalla crescita ,al deficit debito/Pil, all'occupazione. Giuseppe Conte, che si barcamena tra il voler essere l'avvocato del popolo e il presidente del consiglio, anche se lo spread è ritornato a salire, ha definito la collocazione assegnata all' Italia ingenerosa ;
3) il caso del leghista Armando Siri che ultimamente ha tenuto banco, si è concluso con il suo allontanamento dal tavolo del governo. Non c'è stata nessuna conta: è solo venuto meno il rapporto fiduciario tra il premier Conte e il sottosegretario alle Infrastrutture. Il gioco delle parti continua ancora ad essere camuffato. Pentastellati e leghisti, senza dirselo e dircelo, saltabeccano da un tema all'altro, con il sotteso intento di distrarci un po' tutti, senza affrontare problemi reali. Entrambe le parti sono solo in attesa del responso elettorale del 26 maggio, per ufficializzare una crisi che cova pressoché dalla nascita della stipulazione del contratto, che, col tempo, sembra proprio essersi trasformato in ben altro;
4) la regione Lombardia, nella persona, tra gli altri, del suo governatore, indagato per abuso d'ufficio, si trova nell'occhio del ciclone per un'indagine di tangenti e corruzione;
5) infine è di questi ultimissimi giorni l'aspra, rovente polemica che è divampata intorno alla trentaduesima edizione del Salone del Libro di Torino e che riguarda una piccolissima casa editrice che all'apertura del Salone, il 9 maggio, non era più presente in quanto esclusa. Altaforte, così si chiama, è stata costituita a settembre, per volontà della società editrice de "Il Primato Nazionale", mensile ideato e realizzato da Francesco Polacchi, attivista di CasaPound, che è un'organizzazione di estrema destra. Polacchi, che si pregia di affermare "Io sono fascista. L'antifascismo è il vero male di questo Paese", ha pubblicato il libro Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio che si sarebbe dovuto presentare all'interno della manifestazione torinese. Il ministro dell'interno Salvini ha fatto sapere, attraverso l'ufficio stampa, che egli ha rilasciato una lunga intervista alla giornalista Chiara Giannini. Non ha firmato alcun contratto né preso accordi sulla casa editrice, scelta e individuata dalla giornalista e autrice. Questo episodio, venuto e arrivato alla cronaca come caso politico, tempestivamente, grazie a Comune e Regione, è diventato giudiziario, con l'accusa a Polacchi di apologia del fascismo. La nostra Costituzione, infatti, nelle Disposizioni transitorie e finali XII I° comma, recita, "è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista" .
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni