29/04/2019

Amici e simpatizzanti di Politica,
il 15 marzo si è svolta la giornata dello sciopero mondiale per il futuro dell'ambiente (su tale tema, un impulso nevralgico è da attribuire al gesto di pacifica, esplosiva, protesta, compiuto, a partire dal 20 agosto scorso, dall'adolescente svedese Greta Thunberger. Un cartello, esibito con caparbietà, ogni settimana, davanti al parlamento, con la scritta "Skolstrejk for klimatet, sciopero scolastico per il clima", ha portato alla diffusione esponenziale del Movimento che si batte per salvare la Terra, #climatechange) e, ripensandoci, mi è venuto in mente il calendario di quest'anno in cui la Pasqua, momento alto per il cristiano, è caduta pochi giorni prima di altre due importanti ricorrenze civili per l'Italia.
Se la Resurrezione del Signore è la manifestazione di salvezza e dell'amore di Dio per tutta l'umanità, il 25 aprile rappresenta, grazie al sacrificio di tante giovani vite, la riconquistata libertà dal regime fascista e l'avvio dell'attuale Repubblica. Infine il 1° maggio, per antonomasia, la festa del lavoro che è valore portante per ogni persona, a salvaguardia e difesa della propria esistenza e dignità. Mi sono detta che di fronte ai marasmi in cui ci troviamo questa fortuita cronologia temporale può forse aiutarci e venirci un po' incontro per sortire, anche solo un pochetto, un effetto farfalla, come quello innescato da Greta Thunberger sulla lotta all'inquinamento, per mettere un po' di ordine nei pensieri, alfine di dare alla memoria, avvalendoci anche di alcuni acini, sempre curati da Giuseppina Serio, il suo ragionevole peso.
Il 3 agosto u.s., sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" è apparso un appello di Massimo Cacciari, seguito il giorno dopo da una lettera di Gianni Cuperlo. Detti testi sono entrambi qui disponibili.
Il pensiero del filosofo, che non ha lesinato critiche prima a Matteo Renzi e ora anche all'attuale segretario del partito democratico, Nicola Zingaretti, ritenendo poco coraggiose le mosse messe in campo per ampliare il consenso, verrà sintetizzato utilizzando due fonti: la prima rinvia ad alcuni passaggi esposti nel corso della conferenza "Quale idea di Europa" svoltasi a Viterbo nella Sala della Provincia il 15 febbraio u.s. e la seconda a stralci di un suo articolo "Il nuovo conflitto sarà radicale" pubblicato sul settimanale "L'Espresso" del 7 aprile u.s..
L'Europa così e com'è, già è stato scritto, non piace. Il filosofo e sindaco di Venezia per due mandati, nell'esposizione a Viterbo, molto apprezzata, ha messo in evidenza, a partire dalla incontrovertibile necessità che esista l'Europa, su quali elementi fondanti fin qui essa si è sorretta, quali i limiti odierni e, in previsione, gli sviluppi. Aspetto quest'ultimo che verrà esposto nel prossimo Preambolo. Al momento anticipo che, pur potendo risultare agli occhi dei più giovani una novità, appartiene ad antiche idee. Suggestioni che per via delle intrinseche caratteristiche dell'Europa, certamente saranno molto difficili da comporre e realizzare, ma che, a mente fredda, possono essere e risultare la significativa e opportuna chiave di volta per un futuro di pace e prosperità.
L'Europa -ha sostenuto, a Viterbo, Cacciari- è necessaria, ma per renderla possibile occorre che vi sia la volontà politica. Ha ricordato il ruolo che il vecchio continente ha ricoperto in passato. "Era il centro della terra e ha fatto la terra a propria immagine" ora è "uno spazio in crisi, di trasformazioni, di mutamenti". Dopo la caduta del muro di Berlino "siamo diventati piccoli". L'Europa "è debole democraticamente, debole politicamente", incapace di competere con imperi trascorsi ed emergenti. "Noi europei dobbiamo fare da soli se vogliamo l'Unione". Ha preso ad esempio il rapporto, le relazioni con gli Stati Uniti che non sono più quelli di una volta. A questo riguardo la lettura dell'acino "Terzo tempo", il primo proposto di questa serie, può risultare utile. Gli elementi fondanti, i pilastri della sua impalcatura, dai suoi albori, hanno poggiato su tre componenti, il primo, la religione di appartenenza che è quella cristiana, il secondo, l'ideologia social democratica che si è attuata nel Welfare fin qui raggiunto e, da ultimo, l'economia liberale che, tramutandosi in liberismo, ha portato a quelle vistose disuguaglianze sociali che hanno determinato l'indebolimento, per non dire il quasi annientamento del ceto medio, ossatura della società, che, schiacciato e impoverito, ingrossa le fila del malcontento e del risentimento. Su ciò Giuseppina Serio ha predisposto il secondo acino "Centro" che verrà pubblicato da qui a breve. Concludo nel segnalare il materiale sull'Europa predisposto dall'Istituto De Gasperi di Bologna.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni