08/02/2019

Amici e simpatizzanti di Politica,
una notizia dell'ultima ora ha riguardato il dossier sulla linea Alta Velocità Torino-Lione che il Ministro delle Infrastrutture ha fatto pervenire all'Ambasciatore francese ancor prima di consegnarlo al Vice Premier Leghista al Governo. L'altro Vice Premier, buttando acqua sul fuoco, ha informato che neanche a lui era stato pervenuto.
Ho iniziato da questo piccolo fatto, perché se non fosse per la vigilanza con cui occorre e occorrerà tener d'occhio l'operatività di chi ci governa, verrebbe spontanea una risatina.
I dati numerici sono quel che sono e, di certo, non rincuorano. Si sa che le crisi, senza ridurla, creano povertà. Se poi ci troviamo di fronte a una crisi che non è solo economica, ma ha risvolti socio-culturali e geopolitici non trascurabili, non c'è gioco che tenga.Per tutti l'aria finisce per essere insopportabile.
Che fare dunque in questa fase di decadenza della società?
Si può incominciare a correre ai ripari ( ed è il tentativo cui concorre anche l'Associazione) dando spazio a un'informazione attenta e scrupolosa che abbia in sé la capacità di ridurre l'incertezza, non fomenti veleni, né insegua un capro espiatorio. Un'informazione che costruisca le questioni in modo da far comprendere cosa ci sia dietro a un problema.
Ritornando all'interesse suscitato da questa tratta di linea ferroviaria dell'Italia Nord-orientale che riguarda il Piemonte, il successo delle due manifestazioni che si sono svolte a Torino nei mesi scorsi, ha spostato il problema da regionale a nazionale. L'attenzione, infatti, ora è posta a che il Paese si dia un piano di sviluppo e di realizzazione di opere pubbliche e di infrastrutture che lo faccia uscire dallo stallo in cui si trova, come viene suggerito, richiamando Keynes, nel sottostante acino.
Questa richiesta di inversione di tendenza, rispetto alle attuali politiche governative, unitamente alla memoria del nostri trascorsi, sia collettivi,sia individuali, buttandosi alle spalle un clima di pregiudizio e di sfiducia, di fronte alle traversie affrontate dai nostri avi e nonni, ai successi da loro conseguiti con intelligenza, caricandosi di una buona dose di fiducia nel nostro passato e in noi stessi, non può che fare solo bene.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni