11/01/2019

Amici e simpatizzanti di Politica,
innanzitutto un doveroso e sentito ringraziamento a chi mi sprona a continuare.
Oggi due note: la prima riguarda uno scritto di Mimmo Lucano, Sindaco dimissionario di Riace che già in passato ha praticato la disobbedienza civile, a cui è stata interdetta la dimora nel paesino calabro. Il testo, che mi è pervenuto il 3 gennaio, tramite whastapp, è una lettera aperta. D'istinto, ritenendola una comunicazione del momento, mi sono mobilitata e, contemporaneamente, ho pensato di predisporre un preambolo. Più tardi, in quella stessa giornata, ho saputo che la missiva era apparsa, per la prima volta, il giorno 8 ottobre 2018. In questi tempi di comunicazione istantanea, virale, avevo preso per buona una notizia che risaliva a più di due mesi prima. Il tempo, comunque, corre veloce. Gli accadimenti che si sono susseguiti da allora, meno di dieci giorni da questo inizio d'anno, ne sono stati la conferma. La disobbedienza di Sindaci al Decreto Salvini immigrazione e sicurezza (di cui poco sotto si forniscono spiegazioni) il ricorso al riguardo, inviato alla Consulta e alla Corte Costituzionale da parte di Presidenti di Regione, unitamente allo sbarco a Malta di 49 migranti, avvenuto, finalmente, il 9 gennaio, dopo una permanenza in mare di quasi venti giorni, fanno di quella lettera, di cui consiglio la lettura, uno scritto senza tempo. A fronte di un esodo umano che interessa varie parti del globo, l'Italia, coinvolta in prima linea, quale paese mediterraneo di frontiera, non può non ignorare tutto ciò e voltare lo sguardo altrove.
Il testo di Lucano non è un cinguettio di 140 caratteri. E' di più.
Nel momento in cui storiche Nazioni a guida del Vecchio Continente stanno dimostrando a noi europei, fragilità e debolezze, tali da minare la fiducia fondante, lo sprone e la voce di un uomo che intende continuare a credere a un'utopia sociale, ci dà speranza e ci aiuta a non dimenticare l'appartenenza di noi tutti al medesimo genere umano. L'auspicio è che, nel rispetto dell'altro, le parole di Mimmo possano essere monito per un'Europa più attenta e più provvida. Sovrana. Sì, una sovrana aperta e tersa. Regina accogliente, libera da obnubilanti paure e da ottusi e discriminanti pregiudizi.
La seconda nota è la proposta della scheda del libro "Homo civicus" di Franco Cassano, sociologo marchigiano. Il libro, scritto ben 14 anni fa, è di grande attualità. Nel tenere in debito richiamo l'Europa e la sua posizione geografica, due i temi chiave trattati: la cittadinanza e il mar Mediterraneo, Il sociologo parla della ragionevole follia dei beni comuni e il buon uso di questi, inclusi la solidarietà e la cooperazione. Come scrive la nostra curatrice, Giuseppina Serio, Franco Cassano fa l'elogio della cittadinanza e segnala la visione comunitaria come indice di maturità civile. Egli, nel distinguere due tipologie di uomini, il civicus e l'emptor, ne indica i diversi modi di porsi, il primo si basa sulla cittadinanza, l'altro sull'individualismo. Afferma, ancora il sociologo, che il bene comune è "il risultato di un'operazione complessa, di un dare e di un togliere, è una sintesi che tutela la libertà di tutti anche in quanto chiede ai liberi cittadini delle prestazioni, impone oneri e sacrifici". Di fronte al consumismo, allo spreco e alla manipolazione psicologica "la risposta più alta a questo pericolo è l'esercizio della cittadinanza". L'autore invita alla pratica della cittadinanza attiva che, in estrema sintesi, può definirsi "una mobilitazione capace di trasformare l'affetto in vigilanza".
Con stima e simpatia,
Adriana Vindigni