27/12/2018

Amici e simpatizzanti di Politica,
come tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo per aver evitato il pesante rischio di incappare in una procedura d'infrazione a danno del Paese da parte dell'Unione europea. Il tutto verrà ufficializzato il 22 gennaio prossimo, ma adesso possiamo accantonare il disagio e dimenticare il malessere provato per una manovra finanziaria che, ancor prima della sua attuazione, è già costata a noi tutti un miliardo buono buono, se non di più.
Nel prosieguo delle festività, che ci si augura trascorrano serenamente, prima di separarci definitivamente dal 2018, contrassegnato da non pochi imprevisti, si propongono altri due acini a cura di Giuseppina Serio.
Il primo, "Dopo le ideologie", riguarda la sintesi di passi di una Lectio magistralis tenuta, il 4 dicembre u.s., da Giovanni Bazoli, banchiere e presidente emerito di Intesa San Paolo, in occasione dell'assegnazione del premio internazionale Francesco Vito. Nella sua analisi egli ripercorre gli avvenimenti epocali che hanno investito il secolo scorso e sottolinea la sparizione di ideali collettivi. Non credo che sia mia semplice opinione personale ma mi sembra sia sotto gli occhi di tutti che in questo mondo globalizzato e iper-connesso l'individuo molto ripiegato su se stesso incontra seri problemi nella relazione con l'altro. Non a caso, in questo primo scorcio di secolo, social e media hanno spesso affrontato e continuano a trattare non solo il definitivo tramonto di alcune categorie e forze sociali a cui il '900 ci aveva abituati (blocco comunista/sistema imperialista, destra/sinistra, partiti, sindacati, corpi intermedi/popolo) ma anche il solipsismo, intriso di avidità ed egoismo, che caratterizza l'attuale società digitalizzata.
Il secondo acino, "Ultimo banco", libro di Giovanni Floris, vede come protagonisti soggetti di un mondo che alcuni di noi, per motivi professionali, hanno seguito molto da vicino e che in questa legge finanziaria o meglio, e più correttamente, nel Contratto di Governo non sono stati per niente calcolati: scuola e giovani.
Mi è venuto alla mente il mio professore di sociologia, Luciano Gallino, che ancora nel suo ultimo libro spronava i giovani a studiare, studiare, studiare. A che cosa serve studiare? Tutti i protagonisti del testo di Floris che gravitano intorno al mondo della scuola, con i loro racconti rispondono all'interrogativo. Alla scuola, al fallimento nei suoi confronti, invece, è ancora la politica che deve trovare e dare una risposta.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni