13/11/2018

Amici e simpatizzanti di Politica,
oggi, 11 novembre, la Polonia celebra i suoi 100 anni di nascita come Stato libero e indipendente. In quell'occasione, lo scorso anno, si stima che le strade di Varsavia siano state percorse da 60 mila manifestanti. Quest'anno ne sono previsti 100 mila. Cancellata dalla cartina geografica, dopo tre spartizioni ad opera dell'Austria, della Prussia e della Russia, conclusasi la prima Grande Guerra , la Polonia, situata nel cuore dell'Europa, rinasceva come Stato nazionale, libero e indipendente e tale restò fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Al suo termine divenne uno degli stati satellite dell'Unione Sovietica e dal 1952 al 1989 il suo nome cambiò in Repubblica Popolare di Polonia. I partecipanti alla manifestazione si identificano nei nazionalisti del XXI secolo. Sono militanti della Falange nazional-radicale (ONR) e professano i valori di Dio, onore, patria, famiglia e tradizione. Il partito polacco ultraconservatore di destra, Legge e Giustizia, PiS, al governo dal 2015, quest'anno sarà presente alla marcia. Lo stesso, in passato, ha stretto alleanza con forze politiche antisemite, vicine ad ambienti nazifascisti come la "Lega delle famiglie polacche". Forti sono i legami con la Chiesa cattolica e il cattolicesimo è il suo elemento cardine. Con l'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, la Polonia costituisce il Gruppo di Visegrad che ha dichiarato guerra ai migranti, non accogliendoli e non partecipando alla distribuzione delle quote stabilite dalla UE. Cristina Carpinelli, membro del Comitato Scientifico del CeSPI (Centro Studi Problemi internazionali di Milano per i paesi CEE), il 13 dicembre 2017 in patriaindipendente.it, così scrive: ".... La Polonia sembra in definitiva, incapace di allontanarsi da un passato che la vincola a una visione totalitaria del mondo... Forse dopo secoli di soggezione non ha ancora avuto il tempo di sviluppare gli anticorpi necessari per contrastare forme di intolleranza".
Questa particolare ricorrenza è stata lo spunto per proporre, nella rubrica Scuola e dintorni, le riflessioni di Gianna Montanari sul rapporto che intercorre tra religione e politica. La nostra amica si è chiesta: come fa Salvini a tenere in mano l'effigie della Vergine, giurare sul Vangelo, impugnare il rosario e contemporaneamente non accettare i migranti? PARLIAMO DI... REMINESCENZE CLASSICHE
E ancora, prima di congedarmi, l'anticipazione del contenuto della prossima scheda, tratta dal libro di Mounk Yascha "Popolo vs democrazia" , che sarà a breve pubblicata e che offre suggestioni e stimoli sulla tenuta di questo sistema politico. L'autore analizza l'attuale crisi della democrazia liberale, ne narra le origini e, infine, propone alcuni "rimedi" per il suo salvataggio.
Con stima e simpatia,
Adriana Vindigni