27/10/2018

Amici e simpatizzanti di Politica,
intanto un sentito grazie ai numerosi partecipanti all'ultimo incontro riguardante il tema migratorio, di cui è possibile ascoltare l'audio [https://drive.google.com/file/d/1T1Tg3BUdOauezQMaZgsObwVSdr5J2eAh/view?usp=drivesdk]. La bocciatura di Bruxelles sulla manovra finanziaria è arrivata e si è dunque di fronte a una delicata fase di affermazione di intesa e di equilibri tra i due contraenti del contratto di Governo.
La presentazione del libro "Homo stupidus, stupidus" di Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, non poteva trovare momento più adeguato. Non c'è niente di meglio dell'idea di stupidus, da intendersi come "stupefacente" che nei tempi attuali rivela l'individuo così e com'è, ovvero noi, miseri mortali, nella nostra crudezza e nudità. Siamo ebbri e attoniti. Ebbri del cambiamento auspicato e attoniti dinnanzi alla quotidianità. Ogni tanto un sobbalzo determina un brusco risveglio, ma di lì a poco si ripiomba in un soporifero torpore.
I due capi politici del Governo del cambiamento, Di Maio e Salvini, legittimato, con il voto di parte dell'elettorato italiano, nel Salvi-Maio, con i loro discorsi, a mo' di tranquillizzante ninna nanna, cullano e addormentano l'Italia, nel mentre che un'altra parte, l'opposizione, minoritaria e disaggregata, è talmente intorpidita che il fendente lanciato si dimostra poco più che un buffetto. C'è tuttavia una larga parte dell'Italia, la vera maggioranza, che, per i più disparati motivi, non è andata al voto, e che, con il trascorrere dei giorni, si chiede se questo Governo, più che del cambiamento non si riveli essere dello smottamento. La qual cosa è ben diversa, decisamente diversa e non si può rischiare che forzose rappresaglie economiche, messe naturalmente in atto dal mercato (ognuno, se non è uno stupido, fa il proprio mestiere) stravolgano la vita degli italiani, asfaltando e seppellendo, ahinoi, prima di tutto i più poveri e deboli che, ironia della sorte, sono in larga massima giovani e dimorano al sud.
Il Presidente del Consiglio Conte, che si è autodefinito Avvocato del popolo, cerca con il Ministro dell'economia Tria di mettere una qualche toppa , rassicurando che, pur non cambiando nulla della manovra, si procederà a un controllo trimestrale di quella che il Premier ha sempre presentato come manovra coraggiosa. Una quindicina di giorni or sono, invece, una giovane piemontese, rappresentante dei pentastellati e sottosegretaria all'Economia e alle finanze, Laura Castelli, confrontandosi in tivù ha convenuto sulla rischiosità della manovra.
A casa mia tra coraggio e rischio corre una bella differenza. Il primo rinvia a forza morale e a senso di responsabilità, il secondo, all'evento pericoloso, all'azzardo. A questo punto, forse, in materia di risparmi e spese dare un'occhiata agli artt. 47 e 81 della nostra Costituzione, penso non guasti.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni