24/08/2018

Amici e simpatizzanti di Politica,
da Pozzallo, e questa volta consapevolmente, pensavo di assistere all'attracco della nave Diciotti, guardia costiera italiana, che invece è ferma nel porto di Catania. A bordo ci sono ancora i 150 migranti - 27 minori hanno potuto lasciare la nave nella notte di mercoledì 22 - , in attesa che ne venga stabilita la ridistribuzione a base europea e che da oggi, venerdì 24, hanno iniziato lo sciopero della fame.
Sabato 18 a Genova hanno avuto luogo i funerali di Stato di 19 delle 43 vittime del crollo del viadotto Morandi e Pozzallo, per i rapporti che i suoi marittimi hanno con il capoluogo ligure, ha sospeso tutte le iniziative in programma per quella serata. Piccolo segno ma gesto naturale di partecipazione a un così grave lutto.
Martedì 21, a una settimana esatta dal dramma genovese e di fronte all'altra tragedia calabrese delle gole del Raganello, nel parco naturale del Pollino, non ho potuto fare a meno di ripensare a Gaetano Salvemini. Lo storico pugliese, scomparso nel 1957, nell'affrontare la "Questione Meridionale" indicava i mali dell'Italia: terremoti, alluvioni ed emigrazione. Non erano trascorsi neanche quarant'anni dalla morte del molfettano che, mentre l'Avvocato nazionale per antonomasia,Gianni Agnelli, asseriva che l'Italia era diventata una Repubblica delle banane, dal versante opposto si continuava a rinviare alla "Questione Morale" richiamata il 28 luglio 1981 dall'allora Segretario del Partito Comunista, Enrico Berlinguer.
Siamo entrati nell'attuale secolo e, dopo vent'anni dalla fine del '990, a queste due annose e amare questioni mi permetterei di aggiungere le attuali: la Crescita e l'Europa.
In questi giorni, a pié sospinto, mentre dalle diverse Procure si indaga, apparati e servizi mediatici hanno adoperato termini rinvianti all'incuria, al degrado e a gravi responsabilità, ma nel nostro bello, fragile e sventurato - perché un po' di nostro ce lo mettiamo - Paese, dove, oltre a tutto il resto, le infrastrutture e il sistema viario peccano da tempo, essendo noi avvezzi a portare le cose al limite, le mancanze appaiono non riguardarci.
Ormai siamo in vista di settembre e con la nostra voce e nel modo a noi più congeniale abbiamo cercato di seguire i fatti che hanno reso dirompente quest'estate 2018. Nel nostro ultimo direttivo, avvenuto agli inizi di giugno, Giuseppina Serio aveva anticipato la preparazione di una scheda del testo di Mauro Ceruti "Il tempo della complessità". L'abbiamo tenuta "in caldo" e, a breve, sarà proposta. Nell'attesa segnalo la scheda di Gian Paolo Zara del libro di Tom Nichols "La conoscenza e i suoi nemici - L'età dell'incompetenza e i rischi per la democrazia" e il sottostante link con l'intervista del 28 luglio 1981 a Berlinguer.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni