11/06/2018

Amici e simpatizzanti di Politica,
sono trascorsi dieci giorni esatti dalla pubblicazione dell'ultimo preambolo e inconsuetamente mi appresto a prepararne un altro.
Ieri, 7 giugno, l'esecutivo del nostro Paese, con a capo Giuseppe Conte, ha completato la sua presentazione alle Camere e governo e Parlamento si apprestano ai loro uffici.
Gli ultimi giorni di maggio sembravano aver posto il Paese in uno stato di improvviso tumulto, tanto alto è stato il fragore dei marosi che si è abbattuto su coste e territori. Ora, da più parti, prevale l'invito all'attesa, con il suggerimento di praticare l'esercizio della calma e della prudenza e dare, nel frattempo, all'esecutivo il tempo di vederlo all'opera. Anch'io mi atterrò a ciò. Nel frattempo con il direttivo si è voluto predisporre un piccolo dossier sulle carattesristiche che connotano il nuovo governo. Il contenuto rinvia ad articoli apparsi sul Corriere della Sera, che ringraziamo per la concessione a poter utilizzare quanto da loro pubblicato, sul quindicinale Rocca e su Spogli - supplemento di segnalazioni e spogli di articoli apparsi sulla stampa e sul web- dell'Associazione culturale Amore e Psiche.
Il dossier, suddiviso idealmente in due parti, si compone di otto articoli, l' ultimo dei quali ritengo una sorta di commento e riflessione finale. Nella prima, con testi comparsi tra il 1 e il 3 giugno, tema portante è il neo governo, nella seconda, con testi scritti il 2 giugno, prevale il rimando alla festa della Repubblica.
La prima parte si apre con lo scritto di Angelo Panebianco, apparso sul "Corriere della Sera", che esamina le due diverse anime del governo. A seguire il pensiero di Bill Emmott, pubblicato su "La Stampa" sull'ambiguità della crisi italiana. Paolo Mieli, sul "Corriere della Sera" prende in esame le opposizioni, la loro fibrillazione, specie a sinistra. Marco Revelli dalle pagine de "Il Manifesto" si sofferma sull'attuale disordine nuovo, privo di un significato proprio. Roberta Carlini, sulla rivista della Pro Civitate Christiana, concentrandosi su umori e sentimenti, individua come nel contratto M5S-Lega si prediliga il principio "prima gli italiani", anche se un programma non è ancora un governo.
La seconda parte si compone di due articoli: uno pubblicato su "Il fatto quotidiano" ad opera di Salvatore Settis e l'altro su "La Repubblica" di Michele Ainis. I due autori prendono in considerazione la Carta costituzionale formale e materiale e l'invasione delle piazze.
Conclude il dossier l'articolo di Sabino Cassese. Il giurista, nel suo articolo, del 7 giugno, sul "Corriere della Sera", tra l'altro e a proposito dell'affermazione fatta, "lo Stato siamo noi", precisa che "il governo è solo una (piccola) parte dello Stato", perché questo è costituito oltre che da molti altri organismi, anche da tre milioni di dipendenti pubblici. Individuare all'interno di questi chi darà vita, con competenza, allo stato maggiore del nostro Paese sarà un notevole aiuto per tenere in asse tutta la barca.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni