29/05/2018

Agli amici e simpatizzanti di Politica
nel mio ultimo preambolo avevo espressamente dichiarato che riponevo molta fiducia e speranza nell'operato del Capo dello Stato che all'occorrenza avrebbe agito per il bene del Paese, cosa che è avvenuta domenica 27 maggio. A 84 giorni dalle elezioni, dopo aver molto pazientato e atteso, nel rispetto delle sue prerogative e a tutela del risparmio e degli interessi economici degli italiani, Sergio Mattarella ha preso atto della rinuncia del mandato del presidente incaricato Conte, rappresentante dei pentastellati, in quanto non è stato modificato, bensì mantenuto nella lista dei ministri, il nominativo, indicato dalla Lega, per l'economia, Paolo Savona, persona senz'altro autorevole, ma anche euroscettico.
Spiace farlo rilevare ma il capo politico dei pentastellati, Luigi Di Maio, che ha sempre avuto parole di stima per il Presidente Mattarella ha compiuto, come si è avuto modo di vedere e constatare durante tutta la campagna elettorale, un'altra giravolta, cui peraltro sembra avvezzo. Egli ha avuto parole di fuoco per la maggiore carica dello Stato e non ha dato, invece, a vedere di non essersi accorto di essere rimasto impigliato nella tela di ragno che il suo leale alleato, firmatario del contratto di governo, Matteo Salvini, forte dei sondaggi che lo davano in netta crescita, gli stava lentamente e silenziosamente preparando. Peccato per i giovani e volenterosi pentastellati, ma senz'altro più per noi, comuni, invisibili cittadini che tra non molto ritorneremo alle urne. Il governo se sarà presto in carica non avrà probabilmente vita lunga, ma Sergio Mattarella e il presidente incaricato Cottarelli tutto questo lo stanno considerando.
Tra qualche mese, forse già in autunno, se non addirittura prima, il boccino sarà di nuovo ricollocato sul campo e messo a nostra disposizione. E noi comuni, invisibili cittadini dovremo fare uno sforzo, uno sforzo grande, per non lasciarci fuorviare dalla mera propaganda elettorale. Prima dovremo ben capire eppoi agire, per dimostrare con il nostro unico e solo mezzo di difesa, il voto, in quale Paese intendiamo vivere, "quello che noi vogliamo essere come Paese", come guardiamo al mondo circostante, ossia all'Africa e all'Europa e cosa auspichiamo per noi e per i nostri figli. Non nascondo che personalmente guardo all'ulivo. Un ulivo altro, senza spacconerie, più grande e unito, fruttuoso, concreto e sincero, costituito da una compagine di cui posso potermi fidare e a cui posso poter affidare le mie speranze e i miei sogni.
Al momento, comunque, grazie Presidente, ti stanno buttando la croce addosso per aver firmato una legge elettorale non esaltante, figurarsi per tutto il resto. Questo è un ulteriore motivo per aderire alla petizione in difesa del Capo dello Stato lanciata da http://www.progressi.org/iostoconmattarella
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Con stima e simpatia
Adriana Vindigni