23/02/2018

Amici e simpatizzanti di Politica,
dal voto ci separa una manciata di giorni e ben si sa che, tralasciando chi si asterrà, saranno gli indecisi a decidere le sorti di questa campagna elettorale. Essi, come da prassi, si convinceranno su chi andare a votare solo nelle ultime 48 ore che precederanno l'apertura delle urne.
Nel piccolo cercherò di fare il punto della situazione, esaminando gli schieramenti di maggior attrattiva. Parto dalla prima lista, il Movimento5Stelle dato come il raggruppamento che otterrà il maggior consenso, ma non sarà, per seggi conseguiti, primo. In questi giorni il non corretto versamento volontario di parte della retribuzione di loro 8 parlamentari ha dato il via a quella che è stata definita "la traversata nel deserto" da cui il Movimento sembra essere uscito pressoché indenne. Pur tuttavia rappresentanti e rappresentati molto presto dovranno fare i conti con l'ortodossia delle loro regole interne e prima ancora dovranno riuscire a chiarire chi detiene peso e forza: il fondatore, il leader politico emergente o il leader aziendale, o ancora il co-responsabile della piattaforma Rousseau.
A seguire la coalizione del Centro destra che, se gli avversari: Partito Democratico e relativi apparentati,Liberi e Uguali, e pentastellati, non riusciranno a smorzare, specie al Sud e al Centro-Sud, forse forse riuscirà ad ottenere l'ambito 40% e il gioco sarà fatto.
Per fortuna il caso che non hanno un leader designato è la riprova di quanta debolezza ci sia al loro interno. Ognuno va per la propria strada, i propri obiettivi, anche se qualche punto di convergenza esiste, per esempio il rimpatrio di 600mila migranti e la garanzia di maggior sicurezza. E meno male che Silvio c'è. Il Cavaliere oltre ad aver perso lo smalto di un tempo, e apparire ripetitivo nell'aver proposto e riproposto il passato, a mio avviso ha fatto un improvvido scivolone quando ha anticipato che se nessuno delle tre forze raggiungerà la maggioranza si ritornerà a votare con la medesima legge elettorale. Voler mantenere una legge elettorale che da molti è stata già ritenuta improvvida, una legge "fatta per contarsi" "costruita su misura" conferma che il Cavaliere della volontà sovrana del popolo che dovrebbe eleggere i suoi rappresentanti, non ha poi una così grande considerazione.
Una breve riflessione ora sul PD. Partito uscente di maggioranza relativa che punta i riflettori sui risultati conseguiti, sull'uscita dal tunnel, sui conti in ordine, assicura che, con il nuovo mandato continuerà sulla strada intrapresa delle riforme, avvierà la riduzione dell'enorme debito pubblico e soprattutto garantirà la stabilità del Paese agli occhi del mondo e della vicina Europa, potendo avere e svolgere all'interno dell' Unione europea un diverso ruolo. Anche per questo schieramento le perplessità rimangono. Elenco le due, a mio parere, maggiori. La prima rinvia al leader che non è stato volutamente dichiarato, anche se l'attuale Presidente del Consiglio gode di un ragguardevole consenso che ha superato e supera tutte le attese. Su questa mancata indicazione, inutile dirlo, hanno buon gioco i pentastellati. La seconda è la diaspora verificatasi al suo interno e da cui è poi sorta la nuova formazione di sinistra Liberi e Uguali. Il dissenso sorto che, è bene ricordarlo, ha avuto la sua prima manifestazione pubblica con l'adesione alla bocciatura del referendum costituzionale, si è acuito, fino alla rottura, con l'articolato dell'attuale legge elettorale, che, non condiviso, è stato sin da subito considerato dai fuoriusciti un mero strumento di rapporto di forza a scapito del popolare esercizio elettorale.
Prodi, uno dei padri del PD all'inizio si era prodigato affinché lo schieramento a sinistra, nelle sue variegate forme, potesse mantenersi compatto, ha poi desistito, e dall'esterno ora appoggia il gruppo Italia Europa Insieme, coalizzato al PD. In tutta onestà avevo fatto un pensierino su questo raggruppamento, ma non mi appare così pugnace come l'altro schieramento +Europa che i sondaggi danno al 3% e quindi con possibilità di affrancamento. Nel piccolo, ma liberi. Nello stesso modo un pari segnale avrebbe potuto dare Insieme, ma così al momento non appare.
Mi scusi, Professore, suvvia, che saranno PD, + Europa, Civica popolare, Insieme e LeU paragonate ai 17 schieramenti di trascorsa memoria? Ma si vuole lanciare la spugna proprio ora e buttare tutto a mare? Se si esterneranno meglio le posizioni, come pure gli altri intenti programmatici della sinistra, chissà, forse saranno maggiormente compresi, più accolti, anche e soprattutto al Sud, la parte più sofferente del Paese, dove il futuro ai giovani sembra irrimediabilmente precluso. Sì, forse si potranno recuperare oltre gli indecisi, anche parte di quell'ampio bacino di elettorato disilluso e scoraggiato che da tempo non vota, così da permettere ai due schieramenti di sinistra e di centro-sinistra di comprimere atteggiamenti populisti e di destra che da un po' di tempo in qua affiorano e avanzano in Italia, e non solo.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni