08/01/2018

Agli amici e simpatizzanti di Politica,
Riprendiamo con la nostra consueta attività e iniziamo l'anno con la proposta di un autore già presentato, il coreano Byung-Chul Han. Nel testo trascorso "Psicopolitica" egli si soffermava sull'individualismo imperante e sull'incapacità di relazioni sociali all'interno di una società nevrotica qual'è la nostra, in cui l'umanità finisce di essere "schiava" del suo essere "libera", vittima inconsapevole della sua spinta continua al consumo. In questa sua ultima fatica "L'espulsione dell'Altro" Byung sottolinea che "la persona cresce e matura nella gestione del conflitto non nella connessione digitale" e ancora che la soluzione è "prendere coscienza dell'Altro, avere la capacità del confronto, ascoltarne le dimensioni interiori..."
L'amica Gianna Montanari, a corredo della scheda di Byung, mi ha proposto e fornito alcuni stralci di un filosofo, caro alla cittadinanza torinese, e di cui mi avvarrò nel proseguire.
Norberto Bobbio nel 1955, in un contesto storico assai diverso dell'attuale, nel suo libro "Politica e Cultura" , così si esprimeva: "Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze...Cultura significa misura, ponderatezza, circospezione, valutare tutti gli argomenti prima di pronunciarsi e non decidere mai a guisa di oracolo dal quale dipende, in modo irrevocabile, una scelta perentoria e definitiva". In questo scorrere lento e pacato del pensiero si coglie l'essenza dell'uomo di cultura "il suo modo di non appartarsi: che è quello di riflettere di più di quel che si faccia di solito". Continua il filosofo torinese "...la sua filosofia militante non si deve confondere sia con quella messa al servizio di un Partito che ha le sue direttive o di una Chiesa che ha i suoi dogmi o di uno Stato che ha la sua politica" Nossignore la filosofia militante che Bobbio ha in mente è "la filosofia che lotta contro gli attacchi....alla libertà della ragione rischiaratrice".
Sulla forza motrice della ragione rischiaratrice che è dentro noi tutti, anche se ridotta, a volte, ad un flebile lumicino, credo che dobbiamo prossimamente appellarci, perché, sempre richiamando Bobbio di fronte al sequestro di Aldo Moro, avvenuto nel 1978, così si rivolgeva all'allora Ministro degli Interni Cossiga "Quando non si vede bene cosa c'è "davanti" viene spontaneo chiedersi cosa c'è "dietro".
Un gesto è stato compiuto nei giorni scorsi da Bruno Tabacci che ha dato ad Emma Bonino la tranquillità di poter partecipare alle prossime Politiche. Indipendentemente dagli schieramenti rappresentati e da una qualche opportunità futura, il gesto è stato inequivocabilmente un bel segno di garanzia di pluralismo democratico e il Cielo sa quanto in questo momento, in questo mondo scombinato, ce ne sia bisogno.
Andremo a votare con una legge elettorale che sgomenta e forse se tanti parti di fazioni, più o meno piccole, saranno in grado, a elezioni concluse, senza pretenziosità, di compattarsi tra loro, avendo ben chiari programmi e ideali, nel rispetto di quanti li hanno legittimati a rappresentarli, chissà che non si verificherà la meraviglia, cosicché della data del 4 marzo si potrà dire: buona la prima.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni