03/11/2017

Ai siciliani
Agli amici e simpatizzanti di Politica

Se non l'avessi constatato di persona difficilmente l'avrei creduto. Eppure è proprio così. A meno di quattro giorni dalle elezioni regionali in Sicilia i diretti interessati non paiono particolarmente coinvolti.
La mia terra, il mio paese adagiato sul mare della costa sud orientale, meta di turisti, di migranti assume ai miei occhi, le sembianze di un "non luogo" dove è inimmaginabile e impensabile l'utopia dell'istruzione.
Oggi i siciliani si dimostrano stanchi e sfiduciati. Dai loro discorsi traspare un unico desiderio, quello di poter vivere una vita normale, avere concrete prospettive per il loro futuro e quello dei figli, unitamente alla sicurezza di potersi curare senza dover necessariamente oltrepassare la via stretta del mare.
E mentre in Altitalia e nel Continente imperversano spinte di autonomia, qui i più ne farebbero francamente a meno. Abitare in una Regione a statuto speciale qual è la Sicilia è ritenuto un guaio, fin'anche causa rovinosa dell'attuale condizione in cui versa la Trinacria così abbagliante e, in egual modo, così oscura.
La rabbia silente dei siciliani trova spazio ed espressione nel non voto.
Secondo l'indagine svolta dall'Istituto Demopolis e pubblicata su "La Sicilia" il 27 ottobre, la fiducia dei siciliani nell'istituzione Regione è crollata dal 33% del 2006 al 12% di oggi e un quarto di essi, ossia 25 siciliani su 100 non sa che il 5 novembre si vota.
Cinque i candidati governatori: Roberto La Rosa dei Siciliani liberi, contrastando nettamente la tendenza del momento è un indipendentista ad oltranza. Claudio Fava, rappresentante della sinistra, poco incline al sorriso, che non vuole avere al suo fianco nessun big, con i suoi "Cento passi per la Sicilia" vuole restituire buone pratiche e buona politica. Il programma enunciato dal giornalista e scrittore che ha avuto il padre ucciso dalla mafia punta sui diritti dei cittadini, sull'innovazione e sulla cura. Fabrizio Micari, individuato tra la società civile, ingegnere e Rettore dell'Università di Palermo, è stato scelto dal Partito Democratico. Il suo programma "Progettare il futuro" è "una sfida gentile" che poggia su due ben precisi indirizzi. Da un lato mettere in campo le azioni rivolte a stabilizzare, mettere in sicurezza i territori e superare le emergenze di cui soffre l'isola e dall'altro promuoverne lo sviluppo e il rilancio. Giancarlo Cancelleri, rappresentante dei 5 Stelle con l'invito "Scegliete il futuro" e forte del fatto che il Movimento d'appartenenza ha restituito più di tre milioni di euro ai siciliani, sfodera uno strabiliante "Noi faremo tutto". Infine Nello Musumeci, candidato del Centro destra, in competizione per la seconda volta alle Regionali è un politico navigato e di lungo corso. Entrato a quindici anni nelle file del MSI, ha poi militato in Alleanza Nazionale e ora in Fratelli d'Italia. Per "In Sicilia" punta sulla sua persona e onorabilità. Gli altri concorrenti non indugiano a mettere in risalto che tra chi lo sostiene vi sono degli "impresentabili".
In modo molto, molto sommesso mi rivolgo e invito la mia gente, la gente sicula, abituata a soggiacere a secoli di dominazione e sopraffazione, in nome e in virtù della libertà di cui si gode e per la quale tanti sono morti, han combattuto e continuano a combattere, ad indugiare un attimo a riflettere sul significato che assume il conoscere, il riconoscere e il corrispondere. Tali verbi si possono esplicitare nell'apprendere e nel sapere, nell'identificare e distinguere, nel propendere verso l'altro e contraccambiare.
Alla stregua di ciò non sarebbe il caso di condividere le proprie aspettative con chi ha nell'animo la speranza di poter cambiare quest'isola? Perché non andare a votare chi è disposto al confronto e si ritiene portavoce di una cultura di pace, germe e frutto della ricerca della verità e dell'amore per la giustizia, valori che dovrebbero essere insiti in un cuore e spirito democratico?
Perché rinunciare ad andare a votare e lasciare che altri decidano per voi?
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni