30/10/2017

Agli amici e simpatizzanti di Politica
"...sì bella e perduta"

Non è il caso di dilungarmi sul ribollimento internazionale e nazionale che ovviamente non aiuta gli animi degli elettori italiani a districarsi su quanto accade e a spingerli a votare, non si dimentichi che il primo partito del paese è quello dei non votanti. L'affluenza al referendum consultivo in Veneto e Lombardia sembra dimostrate il contrario, ma attenzione in quel caso si chiedeva di pronunciarsi sui cordoni della borsa delle due regioni del Nord che, per quel che riguarda il reddito, sono tra le più fiorenti del Paese.
... E dunque? Mi inviterebbe a meglio spiegarmi qualche caro amico.
Dunque tre brevi riflessioni.
La prima: sulle richieste di autonomia c'è da fare un distinguo su che cosa questa sottenda: federalismo fiscale o indipendenza e secessione?
La seconda: voleva essere speranzosa. Non lo sarà perché quasi sicuramente ci terremo la riforma elettorale in atto così e com'è, senza alcun correttivo, perché ha prevalso il mantra.. purché vi sia una legge.
La terza: ci si dovrà rassegnare al risultato delle votazioni siciliane dove viene dato per vincente il candidato del centro destra su quello pentastellato. Per la sinistra non c'è storia. A meno che, questa però è fantapolitica, uno dei due candidati rinunci e tiri seriamente la volata all'altro. Ma a meno di pochi giorni della campagna elettorale è realistico pensarlo, o meglio, ammesso che ciò si possa verificare, sarebbe legittimamente possibile?
Certo è che sarebbe un colpo gobbo e aprirebbe un varco a quella intesa, a quella ricerca di unità di cui tanto si parla e si dice.
Sarebbe un segnale forte e chiaro che, se avvenisse, spianerebbe la strada alla prossima tornata nazionale, la cui campagna, di fatto, si è già avviata. Sarebbe, infine, una netta presa di distanza dal subdolo (astag) diventerabellissima.

Con stima e simpatia

Adriana Vindigni