12/10/2017

Agli amici e simpatizzanti di Politica,
dopo le vacanze c'è sempre un momento di sospensione in cui la ripresa appare maledettamente difficile, quasi impossibile. Avevo anticipato al Direttivo che avrei provveduto nel fine settimana, anche se ancora non avevo chiara la connessione dei vari pensieri che mulinavano in testa. Sono arrivata ad oggi, martedì 10 ottobre e ho aperto il nostro sito:l'occhio è naturalmente caduto sulla colonna delle segnalazioni in evidenza. Ho avuto un barlume di luce.
In Spagna da dieci giorni c'è una grande baraonda, la Catalogna reclama il diritto all'indipendenza. E c'è la preoccupazione di altre analoghe richieste in Europa. Dall'altra parte del mondo, alcune città statunitensi hanno messo in seria discussione la parata del Columbus Day che per tradizione e per celebrare Colombo viene ricordato il secondo lunedì del mese di ottobre. Gli atti di vandalismo perpetrati alle statue di Colombo, simbolo dell'invasione, han fatto sì che dal 2019 a Los Angeles, la parata sarà sostituita e ricordata come la "giornata delle popolazioni indigene".
Ora chi legge si trova al suo fianco le schede di Giuseppina Serio, quella di Gustavo Zagrebelskj, Diritti per forza, ma anche la successiva, di lunedì 9, di Michele Ciliberto, Il nuovo Umanesimo (di cui ci scusiamo per le imperfezioni grafiche). Questo periodo storico letterario così fecondo per l'Italia, con la scoperta delle Nuove Indie, aprirà al Rinascimento.
Eppoi ci sono le riflessioni di Gianna Montanari sulla riapertura delle scuole e dei suoi annosi problemi, unitamente all'ultimo in ordine di tempo, le vaccinazioni. Ma soprattutto nel testo forte è il richiamo all'importanza della conoscenza della lingua. La conoscenza è basilare, in tutti i settori, non a caso a Luigi Einaudi è attribuita la frase: conoscere per deliberare.
E arrivo alla segnalazione conclusiva dell'elenco, l'ultimo dibattito promosso da Politica, prima della pausa estiva. Ha riguardato la nostra Città e l'attuale Amministrazione.
In questo fine settimana, già così denso di notizie la stampa torinese ha puntato l'attenzione sul rapporto Rota in cui è affrontato il declino di Torino e si osserva come l'emergenza lavoro abbia ridotto il capoluogo piemontese alla stessa stregua di una città del Sud. La sindaca Chiara Appendino invece di guardare al futuro ha preferito e preferisce richiamare il passato. I precedenti amministratori hanno fatto le loro rimostranze. Piero Fassino non ha mai nascosto i debiti del capoluogo; Sergio Chiamparino, attuale governatore, ha amministrato parte del periodo in questione impegnandosi nella svolta della riconversione torinese dalla crisi industriale all'espansione culturale. Valentino Castellani, che con la sua Giunta ha predisposto e avviato il cambio del volto della Città, in modo netto ha richiamato al dovere e alla consapevolezza, specie, per chi ha studiato alla Bocconi, che amministrare una città, non è amministrare un condominio. Senza una progettualità, una visione... non si va lontano. E il progetto mette gambe se sai camminare... Ogni tanto è anche vero che occorre riposarsi e io ne ho approfittato per fare un gioco, un esercizio mentale.
Al Movimento 5 Stelle ho tolto le stelle e a una a una le ho sostituite. La prima è diventata smentita, l'aspettiamo con l'assunzione di un diverso atteggiamento. La seconda... sentimento, nel Paese ce n'è tanto. La terza social, chi più chi meno, ne andiamo matti. La quarta smartphone, ne siamo ammorbati e se non lo teniamo tra le mani siamo persi. La quinta mi è venuta di colpo e mi ha un po' intristito. E' stata la battaglia principe dei pentastellati, il reddito di cittadinanza che altri presentano e propongono come reddito di inclusione. A me è venuto da associare la proposta pentastellata, molto semplicemente, al sussidio assistenziale. Ed essendo noi italiani c'è da star bene in campana.
Terminate le stelle, concludo il gioco, estendendolo alle altre formazioni. Due rimandi ancora mi sovvengono alla mente: la legge sullo Ius soli e la riforma elettorale. Sono forse associazioni a sproposito per incominciare a essere grandi?

Con stima e simpatia
Adriana Vindigni