12/06/2017

Amici e simpatizzanti di Politica,
domani in più parti d'Italia si voterà e nell'attesa dei risultati, mentre: 1) nel Regno Unito Theresa May che ha voluto anticipare le elezioni per via dei venti punti in percentuale di vantaggio che la distanziavano dai laburisti, non ha ottenuto la maggioranza assoluta e per poter governare dovrà allearsi con il partito protestante dell'Irlanda del Nord, il Democratic Unionist Party (DUP); 2) e la riforma della nostra legge elettorale che iniziava il suo iter parlamentare, a sorpresa, è stata incidentalmente affossata, ho appena finito di leggere alcuni articoli dell'ultima newsletter di Micro Mega. Tra questi un bell'articolo di Cristina Cecchi, "Da Hobbes ai neuroni specchio: la natura è egoista o altruista?"; ma qui, memore di una frase che in Pierignazio Bovero ricorreva sovente - la strada si allarga camminando - mi vorrei soffermare su dell'altro. Sempre nella speranza di una partecipazione allargata.
In questo numero 3/17 della rivista, Moni Ovadia, intervistato da Giacomo Russo Spena in merito a un appello che sarà ufficialmente presentato il 18 giugno al teatro Brancaccio di Roma, dà ai propositori, Anna Falcone e Tomaso Montanari, alcuni accorti suggerimenti, invitando, infine, i partiti a fare dei passi indietro in quanto "Ci vogliono facce nuove e credibili". Oltre quest'intervista viene pubblicata anche una lettera aperta che è una risposta a Falcone, Montanari e a tutta la sinistra in buona fede. E' del collettivo napoletano Jè so pazzo. In poco più di quattro pagine vergate con molta rabbia e amarezza gli scriventi lamentano le molte parole, petizioni inutili... ma è così grande il desiderio di ritrovarsi con altri per promuovere le proprie azioni, le proprie idealità che nella terza pagina scrivono "... se gli intellettuali vogliono essere utili si devono mettere a servizio delle masse popolari e non tentare di rappresentarle. Non devono fare gli "illuminati" ma mettere a disposizione dei più deboli le loro risorse, i loro soldi, i loro contatti, la loro visibilità..." e concludono " dobbiamo subito irrompere con un'immagine concreta di speranza e di riscatto". Segue la firma, Potere al Popolo.

Il testo dell'appello " Una nuova sinistra per l'eguaglianza" si avvarrà di una piattaforma a cui, dietro registrazione, si potrà aderire.

I promotori dello stesso al termine si sentono in dovere di specificare: "Vogliamo che sia chiaro fin da ora: noi non ci stiamo candidando a guidarla (leggi, la piattaforma politica). Anzi, non ci stiamo candidando a nulla: anche perché le candidature devono essere scelte dagli elettori. Ma in un momento in cui gli schemi della politica italiana sembrano sul punto di ripetersi immutabili, e immutabilmente incapaci di generare giustizia ed eguaglianza, sentiamo - a titolo personale, e senza coinvolgere nessuna delle associazioni o dei comitati di cui facciamo parte - la responsabilità di fare questa proposta. L'unica adeguata a questo momento cruciale. Perché una sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo."
Sul richiamo al popolo mi soffermerò la prossima volta.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni