07/06/2017

Amici e simpatizzanti di Politica
nello scusarmi per l'inconveniente verificatosi, qui di seguito i due acini sul governo e diritti e sulla partecipazione, richiamati nel precedente preambolo, riguardante la definizione di Aristotele sull'uomo. Con questi e i restanti, già inseriti, che trattano le varie scuole di pensiero, si conclude il documento preparato da Giuseppina Serio.
La svista di cui sopra, dopo quanto è avvenuto a Torino la sera di sabato 3 giugno - su cui occorrerà soffermarsi e indagare - e a Londra, il giorno dopo, m'induce a proporre, anticipandola, una mia considerazione, unitamente alla scheda del libro di Sabino Cassese.
Gli ultimi attentati e le immagini giunte nelle nostre case nelle prime ore di sabato 3 giugno, del festoso e pacato evacuamento di giovani che, per un allarme terroristico, ha portato in Germania all'interruzione del festival Rock-am Ring, rafforzano l'idea di ribadire che si è con Cappuccio Rosso, ovvero con Ayse Karacagil, di anni 24, che è morta ieri l'altro alle porte di Raqqa, ultima roccaforte del Califfato jihadista in Siria, e lo si è, con altrettanta forza, con le vittime, in gran parte donne e bambini, di Kabul, Minja e Manchester. E' per non dimenticare.
Di fronte a questa guerra a pezzi che, oltre i noti focolai , teatro di guerra, sparsi in Africa, in Medio Oriente e in Asia, riguarda anche noi, non si può far finta di niente. Siffatta guerra, che in Europa è una guerra a strappi, coinvolge noi tutti che percorriamo spensieratamente strade, assistiamo ad affollati concerti, applaudiamo le nostre rockstars.
Attoniti dobbiamo fare i conti da un lato con la morte di Cappuccio Rosso, ragazza curda , condannata a 103 anni, che sfugge al carcere turco e scappa sulle montagne per combattere lo Stato islamico, dall'altro a rivoli di altrettanti giovani, di terza generazione, cittadini europei che, senza alternative e in un viaggio senza ritorno, si immolano per la Jihad.
Di fronte a quest'orrore imperante, che sta abbruttendo l'uomo per un desiderio spasmodico di conquista di potere o, peggio ancora, per esserne insignificante merce, al fine di sopraffare, per non dire annientare, altri propri simili, non si può indugiare oltre. Quest'uomo, assetato di rivincita e famelico di cruenta giustizia la ricerca vigliaccamente, perpetrando stragi di innocenti. In quanto cosmopoliti non si può non convenire con l'americano Martin Luther King quando ebbe a dire: " Può darsi che voi non siate responsabili della situazione del vostro Paese, ma lo diventerete nel momento in cui non farete nulla per cambiarla" , cerchiamo, allora, di correre ai ripari prima che il mondo, con il suo barbarico crollo, ci crolli addosso.

Con stima e simpatia
Adriana Vindigni