10/05/2017

Amici e simpatizzanti di Politica,
i francesi domenica prossima avranno ufficialmente un nuovo e giovane presidente di appena 39 anni. Nel Paese a noi più prossimo è prevalsa la speranza. Osservatori e analisti politici si dilungheranno a sondare e scavare tra le pieghe di questa scelta che, comunque, su tutto e tutti afferma la libertà a non lasciarsi sopraffare dalle paure e dall'efferatezza. Le priorità indicate da Emmanuel Macron possono considerarsi e ritenersi anche le nostre priorità: lavoro, tasse ed Eurozona. Nei prossimi cento giorni e sulla scia delle abitudini ormai in atto di esternare il bilancio del proprio mandato politico - recentemente è accaduto al Presidente americano Donald Trump - sapremo come il presidente francese avrà operato al riguardo e se sarà così riuscito non solo a vincere ma anche a convincere i suoi concittadini. Delle tre priorità presumo che quella che ci potrà interessare più direttamente sarà quella che rinvia all'Eurozona. Bisognerà vedere come s'incardinerà nell'asse franco-tedesco, che tra non molto sarà sotto gli occhi di tutti, il posizionamento dell'Italia. Sarà una sorta di duplice o triplice alleanza? En maintenant. In attesa e prima della sequenza degli acini più direttamente legati alla natura politica dell'agire e successivo all'acino, presentato la volta scorsa sull'Europa, mi permetto di sottoporne un altro, sempre di Giuseppina Serio, all'attenzione e lettura. Si tratta di " Popoli e popoli" in cui il suggestivo richiamo a una caratteristica ambientale, il deserto, aiuta a far comprendere quanto è e può continuare a essere importante, utile e conveniente ridare vitalità e nuovo smalto al malconcio e malandato Vecchio Continente, artefice di luce e illuminismo, in cui, a dirlo con il cuore in mano, l'Unione europea proprio del tutto brillato non ha.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni