15/04/2017

Cari Amici e Simpatizzanti di Politica,
la storia può essere fatta a fette oppure è una e continua?
Rientro da Pozzallo, città natale di Giorgio la Pira, e non in programma, ho letto alcune relazioni che lo hanno riguardato nel terzo convegno nazionale, svoltosi a Firenze nell'ottobre 2015, Spes contra spem "Una civiltà a misura d'uomo nel pensiero di Giorgio la Pira". In una di queste si richiamava la pedagogia dei gesti che supera di gran lunga quella delle immagini e delle parole.
Scrivo, adopero quindi parole, ma l'intento è un gesto, un grazie a chi si adopera per il buon funzionamento del sito e a quanti, nel silenzio, ci seguono. Alla vigilia di Pasqua oltre il breve commento che segue e che vuol far intuire il perché della scelta di parlare del Medioevo da parte di Giuseppina Serio, la curatrice delle nostre schede, anche gli auguri, a nome mio e di tutto il direttivo, di una Buona Pasqua, attraverso due scritti: due poesie.
Ritorno alla domanda di partenza. E' su questo interrogativo che si snodano gli argomenti presentati nella scheda dei due testi sul Medioevo di Le Goff e Percivaldi. Quest'epoca storica, nota ai più come secolo buio, si fa partire dalla conversione di Costantino (313 d.C) oppure dalla caduta dell'Impero romano d'occidente (476) e concludere con la scoperta dell'America ( 1492). In questa scheda gli autori presentano e identificano tale periodo storico come l'età di mezzo in cui valori "apparentemente immutabili" di fatto subivano lenti e costanti mutamenti che nel tempo portarono "all'ascesa dei ceti artigianali e mercantili con i massicci traffici commerciali e le nuove scoperte geografiche".
Uno sguardo e luce nuova nell'arco di un tempo che esamina "la nascita di nuovi stati in un'Europa sempre più pluralista".

Con stima e simpatia
Adriana Vindigni