20/12/2016

Amici e simpatizzanti di Politica,
Mi duole annunciare la scomparsa di don Toni Revelli i cui funerali avranno luogo mercoledì 21
alle ore 10 presso la parrocchia di San Giulio d'Orta, corso Cadore 17/3, mentre il rosario
avverrà stasera alle ore 19,00,
L'ho conosciuto di persona e per la prima volta, intorno il 2007. Emanava un fascino tutto
particolare, carico di forza e tensione morale. Ha partecipato ed è intervenuto attivamente ad alcuni
dei nostri incontri interni e ha continuato a seguirci in tutti questi anni. Nel 2012, a tre anni dalla
scomparsa di Pier Ignazio Bovero, fondatore di Politica, lo ha ricordato nel video che gli abbiamo
dedicato.
Don Toni Revelli, prete operaio, in quella prima volta che l'ho incontrato, di quella sua espulsione
aveva fatto, come un breve soffio di vento, solo un fugace accenno, per cui, al riguardo, un piccolo
richiamo.
Sul finire degli anni '50 e l'inizio dei '60, sulla base di accordi stipulati direttamente con le
aziende, venne stabilito che all'interno degli stabilimenti sarebbe stata fornita agli operai assistenza
religiosa. E' l'ingresso nelle fabbriche e nelle officine dei cappellani del lavoro e dei preti operai.
Esperienza che, peraltro già durante la guerra del '40-45, aveva avuto un inizio e albore con i
"raggi operai" di Domenico Sereno Regis.
Il contatto diretto di questi religiosi, come indica Marta Margotti in un suo studio riguardante il
cattolicesimo torinese in quel periodo storico, che si trovarono a diretto contatto con gli ambienti di
lavoro e le pesanti forme di discriminazioni emerse, causò l'insorgere di tensioni. Quelle maturate
tra cappellani del lavoro e dirigenza Fiat portarono nel 1962 all'espulsione dagli stabilimenti di don
Toni Revelli e don Carlo Carlevaris. Questo atto, di fatto, come scrive la studiosa, è l'inizio "del
deterioramento dei rapporti tra i cattolici "inquieti" e i vertici del potere politico ed economico della
Città".
A seguire, in Parliamo di un articolo scritto da don Toni il 22 marzo 2010 e pubblicato su "La Voce
del Popolo", a proposito del reato di clandestinità.
Adriana Vindigni