20/11/2016

Amici e simpatizzanti di Politica,
il tema che mi accingo a introdurre, la Riforma costituzionale, è stato scelto per il sottostante Parliamo di , in cui si propone il punto di vista del Sì e del No. L'argomento è dibattuto da lungo tempo e gli addetti ai lavori non dubitano si accentuerà nelle prossime due settimane, quando i toni dei due schieramenti si alzeranno per avere la meglio e acchiappare voti tra i caustici marginali e gli infastiditi indecisi.
Da un lato si è di fronte ai fautori del Sì, per un sistema funzionante e governativo, dall'altro a quelli del No per uno conservatore e oppositivo.
Poco sotto in due articoli i due punti di vista, scelti tra le diverse pubblicazioni apparse i cui autori non fanno parte dei due Comitati promotori. Per il Sì è stato individuato il testo di Luigi La Spina, per il No quello di Pierre Carniti. Segnalo, ancora, i due link che rinviano agli specifici Comitati e che permetteranno di consultare tutto il materiale pubblicato.
Il comitato direttivo dell'Associazione, prima che arrivasse la primavera, ha proposto al riguardo, in uno dei consueti incontri pubblici, un dibattito tra una docente di diritto comparato, Anna Mastromarino e uno di diritto costituzionale, Francesco Pallante: entrambi molto impegnati nei due opposti schieramenti. Il risultato di quell'incontro, avvenuto il 9 marzo scorso, costituisce la news 26 che potrete leggere nell'area Incontri e dibattiti.
In merito alla Riforma costituzionale, al nostro interno, l'orientamento è duale. La revisione di 47 degli articoli della seconda parte della Carta del Paese non è convincente come, con candore di bambini, avremmo supposto e sperato. Ogni legge è perfettibile, ma in questa che compone e costituisce la Costituzione sono molti i passaggi testuali che determinano, con non poche zone d'ombra, dubbi e perplessità.
I propugnatori del Sì temono fortemente che respingere questa riforma contribuirà ad affossare per sempre l'Italia, così refrattaria al cambiamento; i fautori del No, in una variegata ed eterogenea visione di pensiero, dal canto loro, hanno dato vita e forma a una speciale e bizzarra armata.
Dal mio canto mi limito semplicemente a proporvi quanto io stessa più volte, in tutti questi mesi mi sono chiesta: il popolo sovrano, chiamato e legittimato a pronunciarsi, meritava e merita tutto questo?
Personalmente non considero questo referendum, come qualcuno cerca e vuol far diventare, un plebiscito.
La nostra Associazione crede fermamente nel bene comune, nella pace e nell'armonia tra i popoli e nel comunicarvelo, auspico che condividiate e firmiate con noi il documento "E' tempo di mobilitarsi per fermare i populisti", appello degli intellettuali per salvare l'Europa.

Con stima e simpatia
Adriana Vindigni