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ACINO XLV - E IL MURO CADDE

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E IL MURO CADDE


Heiko Maas, ministro degli esteri ted

INCONTRO ALL\'UNIVERSITA\'

IN EVIDENZA

Pensiero Tecnica Creativita'

Leonardo e il Rinascimento

7-8 Novembre 2019

09:30 - 18:00
Aula Magna del Rettorato
Via Verdi 8, Torino


ACINO XLIV - USA

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USA

Angelo Panebianco (Bologna, 1948), politologo, saggista, accademico, editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano ha esposto  la sua dotta riflessione  su “Il ruolo smarrito degli USA – Un mondo senza gendarmi, e l’Europa incapace di tutto”, in un fondo pubblicato lunedì 14 ottobre 2019, pag. 1-28. A che punto, dunque si trova l’imperialismo americano? “Adesso gli Americani stanno andando sul serio a casa”: è un bene, è un male?  “ E’ sufficiente ragionare politicamente”. Punto di partenza è l’abbandono dei Curdi a se stessi, in una guerra che li vede in lotta con la Turchia di Erdogan la quale ha posto in essere “una rottura culturale, prima ancora che politica con l’Occidente”, istituendo “ in nome di una combinazione di islamismo e nazionalismo e del ripudio dell’eredità laica di Ataturk –il padre della Turchia moderna”, l’attuale  fisionomia  di quel territorio. Appaiono evidenti alcune considerazioni sul ruolo della Turchia, degli USA, dell’Europa. L’America si è giocata la credibilità come alleato ed ha permesso l’avanzata di potenze autoritarie, Russia e Cina (grandi) e Turchia e Iran (medie). Ora, l’analisi dell’autore riflette su tre questioni: “l’appartenenza della Turchia alla Nato, le sorti dell’Unione Europea, la parabola dell’egemonia statunitense”. Riguardo alla prima questione: la guerra turca in corso dovrebbe indurci a porre il problema dell’appartenenza della Turchia alla Nato, in quanto “non si potrà continuare ancora a lungo a fingere che la Turchi sia un membro come un altro”. “la seconda questione riguarda l’Europa “, tacciata di immobilismo, spaccata nelle decisioni e “biasimare e condannare non risolve nulla. Urgono contromisure”, perché ci sono problemi di influenza, di terrorismo, di profughi e quant’altro. La terza questione  investe gli USA: “Da ultimo c’è la questione della parabola della potenza americana. Il suo declino è  inevitabile? Forse si, forse no”. Ma la strategia di Trump è dirompente e preoccupante, “ha minato la credibilità dell’America, a tutto vantaggio delle potenze autoritarie”.

a cura di Giuseppina Serio


IL LIBRO

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Scheda Libro a cura di Gian Paolo Zara

Luca Mercalli

 Il Clima che Cambia

 Perche’ il riscaldamento globale e’ un problema vero, e come fare per fermarlo

 

BUR Rizzoli 2019

 

Il libro di Mercalli parte da una considerazione “….mai come oggi l’atmosfera terrestre, gli oceani e i continenti sono stati tanto sorvegliati dal punto di vista meteorologico e ambientale . Ogni anno la comunita’ scientifica internazionale produce migliaia di ricerche che confermano la portata epocale dei danni inflitti dalle attivita’ umane al sistema Terra…”. Pertanto questo libro pubblicato in prima edizione nel 2009, necessita di frequenti aggiornamenti e la presente edizione aggiorna tali conoscenze scientifiche. In generale il libro spazia dalla storia di chi ha scoperto il riscaldamento globale, alla fusione dei ghiacciai alpini, fino, verso il termine del libro, a cio’ che possiamo fare nella vita quotidiana per alleggerire il nostro contributo climalterante.

 


ACINO XLI - PERSONA

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PERSONA
Mauro Magatti, sociologo, accademico, attivo all’ Università Cattolica di Milano, editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, martedì 22 ottobre 2019, a pag. 28, ci ha intrattenuto su “Il futuro della politica è investire sulla Persona”, puntualizzandosi su punti essenziali, che sono stati messi in ombra. “Le ricerche di questi ultimi anni sono concordi nel cogliere il cronicizzarsi del malessere che colpisce ampi strati della società”, insoddisfatta del suo attuale habitat e desiderosa di nuovi approdi, stanca di affrontare problemi ambientali, economici, di gruppi di potere, di migrazione. Occorre riprogettare il futuro, meditare sulla “disaffiliazione per indicare la rottura dei legami (familiari, sociali, istituzionali) che tiene insieme le persone al mondo sociale circostante”. Ed allora è giunta l’ora di valutare la centralità della Persona e quindi di basarci sui temi educativi. “Oggi sappiamo che esiste una relazione ben precisa tra il livello di istruzione e la qualità della vita lavorativa da un lato, e la capacità di gestire con successo le tante dimensioni della vita contemporanea dall’altro”: lavoro, aspetti economici, relazioni, tecnologia, tempo libero. “Per essere cittadini a pieno titolo di un mondo sempre più sofisticato e veloce è necessario disporre di un buon capitale culturale … occorrono molte più competenze formali e informali che si apprendono prima di tutto a scuola e poi sul lavoro”. E’ necessario, però, “una cornice” in cui agire, di contorno, per cui un “secondo aspetto riguarda la ricostruzione del senso della comunità” e “i primi nemici da combattere sono la disillusione, la diffidenza, l’isolamento, che di fatto rendono impossibile ogni ripartenza”, in un bisogno di realtà positiva, dove esista legalità, capacità di investimento, tutela della famiglia, dell’educazione, del sociale. In conclusione, l’autore “è finito il tempo dell’espansione, dell’individualismo, dello slegamento”, ma occorre “una straordinaria occasione per intessere una vita sociale che negli anni si è sfrangiata”.

a cura di Giuseppina Serio


ACINO XLII - CULTURA

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CULTURA

Gerardo Villanacci, avvocato, magistrato, accademico Università politecnica delle Marche, sul  Corriere  della Sera, mercoledì  23 ottobre 2019, a pag. 30, ha pubblicato un suo editoriale , esponendo una ben articolata riflessione su “ Il legame tra crescita e cultura”, mettendone in risalto il legame indiscutibile. Infatti, “tra le molte cose che possono mutare rapidamente non è possibile annoverare il sistema sociale, inteso nella sua accezione più tradizionale di organizzazione delle istituzioni collettive”. E qui viene a galla la politica nella sua valenza sociale che oggi è abbastanza misconosciuta , poiché la politica stessa “ appare sempre più avviluppata in analisi statiche ed astoriche risultando incapace di avviare i necessari processi di cambiamento sociale”.  Invece, sarebbe necessario cercare le cause della nostra stagnazione economica “nel mancato riconoscimento della centralità del ruolo della cultura. In particolare,dei profili essenziali che la connotano, vale a dire: l’istruzione, la formazione e la comunicazione”. “L’istruzione, che coinvolge il sistema scolastico nel suo insieme, deve essere rivalutata nella sua funzione di stimolo ad implementare il patrimonio delle conoscenze e delle esperienze e ciò oltre che per trovare occupazione lavorativa anche per conseguire riconoscimenti sociali ed  economici”. La scuola, accanto alla famiglia, deve essere forza trainante in questa impresa, in una loro proficua collaborazione. A seguire, l’Università, le cui riforme non “hanno prodotto risultati sperati”, anzi l’Eurostat colloca l’Italia nella penultima posizione in Europa; appena prima della Romania”. “E’ tempo di puntare sulla qualità alla qualità piuttosto che sulla mera quantità dei laureati”: questo è un dato di fatto. Occorrono, quindi, risorse finanziarie per gli Atenei, in quanto l’Università deve essere vista come un investimento. “E’ tempo che si superi la concezione per la quale finanziare l’Università rappresenti una semplice spesa e accedere definitivamente all’idea che, per  contro, si tratta di un importante ed imprescindibile investimento”. Per ultima, la formazione per realizzare “un vero processo educativo attraverso il quale è possibile trasferire le competenze necessarie allo svolgimento dei compiti per i quali si è preposti”. L’impegno diventa imprescindibile, se si vuole puntare sulla crescita.

a cura di Giuseppina Serio


ACINO XLIII

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LEGGI
Stefano Passigli (Firenze, 1938), politico, con attività nella Sinistra per quattro legislature, accademico, editore, editorialista del Corriere della Sera, a pag. 28 di questo quotidiano di lunedì 14 ottobre, ha enucleato in un ponderato fondo le sue considerazioni, dal titolo “Dibattito sulla legge elettorale – Meglio la democrazia consensuale”. Iniziamo dall’incipit: “L’Italia ha avuto in 15 anni cinque diverse leggi elettorali sino ad oggi e tutte caratterizzate da un mix di proporzionale e maggioritario. Perché allora si vuole tornare al proporzionale? “Tralasciando le motivazioni di FI e Lega, veniamo al “dunque”. “In realtà, una modifica dell’attuale legge elettorale è imposta dal taglio del numero dei parlamentari: riducendo a 200 i senatori, nella metà delle Regioni nessun partito che non consegua almeno il 15% del voto, potrà essere rappresentato, con una fortissima compressione della rappresentanza a rischio di costituzionalità”. Ma non solo: “Anche l’elezione del presidente della Repubblica verrà alterata dal modificato rapporto tra il ridotto numero dei parlamentari e l’invariato numero degli elettori indicati dalle Regioni”. Penetrando più nel profondo del problema, emergono considerazioni politiche di tutto rispetto: infatti “i sistemi maggioritari sono adatti solo a Paesi a forte coesione sociale e privi di conflitti politici fondamentali”. “Nei sistemi proporzionali, invece, proprio la distribuzione proporzionale dei seggi, rende lo scontro meno acceso, anche se obbliga a governi di coalizione”. Mentre nel maggioritario maggioranza ed opposizione condividono principi fondamentali di base, di valenza democratica, in un Paese diviso “leggi elettorali proporzionali consentono più facilmente di raggiungere quel minimo di consenso politico e di integrazione sociale che ne assicurano la governabilità”. Quanto all’Italia, dunque, sarà il proporzionale a garantire la governabilità, facendo appello a chi ci governa, infatti “Compito dell’élite è unire il più possibile il paese, non dividerlo”, infatti “il proporzionale è più adatto a un paese diviso, il maggioritario acuisce i contrasti”. Così l’autore: Il nostro Paese ha già pagato in passato un prezzo molto alto a questo mix di ideologia e promesse illusorie”.

a cura di Giuseppina Serio


ACINO XXXX - CHE COSA

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CHE COSA

Ferruccio de Bortoli (Milano, 1953), per ben due volte direttore del Corriere della Sera, poi direttore del Sole 24ore, scrittore e giornalista, nel suo editoriale sul Corriere della Sera di domenica 6 ottobre 2019, esplicita le sue riflessioni con un ponderato “fondo” (pag. 1-36) sull’ambiente, dal titolo “Dopo gli annunci- che cosa si può fare”. Vuole essere di sprone al miglioramento effettivo del nostro ambiente, ricordando che i benefici si riflettono sulla società intera. Il problema è stato affrontato dal rapporto ASVIS (Associazione per lo sviluppo sostenibile): “Nel febbraio scorso – si legge nel rapporto ASVIS – il governo giallo-verde ha presentato l’analisi di impatto della manovra economica del 2019 sui dodici indicatori di benessere equo e sostenibile. Ma si è fermato a quattro: reddito medio pro capite, disuguaglianza, non partecipazione al mercato del lavoro, emissioni di gas inquinanti”. C’è da rilevare che i tentativi non sono mancati, in effetti “abbiamo tante eccellenze. Molte imprese e amministrazioni all’avanguardia. Ma tantissime aziende italiane non hanno un programma per la sostenibilità ambientale e sociale”. Però parecchie aziende si sono conformate al problema e sono state premiate con una crescita produttiva e di valore. “Anche il mondo delle banche e della finanza può fare molto di più”. Occorre superare il pregiudizio che l’ambiente sia un valore secondario ed inserirlo in un necessario modo di essere. In effetti qualcosa da noi è stato fatto, come dimostra il rapporto ASVIS: si è intervenuti, ad esempio, su salute, economia, innovazioni e quant’altro, trascurando, tuttavia, educazione e clima e siamo peggiorati quanto a povertà, agricoltura, mari, ecc… Nella riconversione occorre essere attenti ai soggetti più deboli, al modo di procedere per non creare disparità. In Italia abbiamo un buon esempio nell’economia circolare: “E’ il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti prodotti”. Può essere un buon inizio. Conclusioni dell’autore: “Ovviamente l’esecutivo deve fare la propria parte e dimostrare che il cosiddetto green new deal non è solo uno slogan”.

(a cura di Giuseppina Serio)


IL LIBRO

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Scheda a cura di Giuseppina Serio

TOURAINE Alain

In difesa della modernità

Raffaello Cortina ed., Mi, 2019, € 26.

Traduzione di Rosella Prezzo

 

Alain Touraine (Hermanville sur Mer, France, 1925) può essere considerato uno dei massimi sociologi, a livello mondiale, contemporanei: i suoi “campi” d’azione prediletti sono la sociologia industriale e l’analisi politica. Si è formato a Parigi presso l’École normale supérieure, ed è stato attivo nelle Università di Harvard, Columbia, Chicago, del Cile e per ultimo di Parigi-Nanterre. Ha prestato la sua collaborazione come direttore ricercatore all’École des hautes études en science sociale di Parigi. I suoi contributi hanno affrontato, con un’analisi accurata, la trasformazione del mondo, il suo cambiamento in senso epocale, mettendo in luce che le “costruzioni” sociali del passato, come possono essere Stato, famiglia, società, sono ormai obsolete, e quindi da archiviare. Occorre un ripensamento profondo per ridare un senso all’esistenza: nel passato si sono avvicendate le società costruite sulla religione, poi sul dinamismo politico ed infine sul capitalismo finanziario-speculativo. Ma oggi, tutto questo crolla: quelle costruzioni sono diventate inutilizzabili e devono uscire di scena, incapaci di comprendere il presente che avanza. Occorre ripartire da una innovativa visione del soggetto autocosciente, della sua capacità creativa. Occorre comprendere tutta la portata della società nuova che avanza, le sue proposte, la sua ragion d’essere. Altri testi: Noi soggetti umani, Il Saggiatore, 2017, La globalizzazione, Il Saggiatore, 2015.


Si riaprono le scuole...

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In occasione della riapertura delle scuole Vi rimandiamo alla lettura dell'intervista di Lorenza Patriarca a cura di Gianna Montanari


CONVEGNO 10 OTTOBRE 2019

IN EVIDENZA

EMERGENZA CLIMATICA, AGENTI INQUINANTI: S.O.S. PER I TERRESTRI?

Convegno organizzato da Politica Associazione con l'adesione dell'I.I.S. Primo Levi

 

Giovedì 10 ottobre 2019

 

Mattino          Aula Magna I.I.S. Primo Levi (riservato agli studenti del Primo Levi)

                         ore 9.45 Apertura lavori

                        ore 9.55 Gian Paolo Zara - Associazione Politica

                                    Perchè abbiamo scelto il nome Politica

                         ore 10.00 prof. Franco DOSIO

                                    Dipartimento di Scienza e Tecnologia del farmaco Università di Torino

                                    L'uomo e l'ecosistema marino: inquinamento e aspetti etici

                         ore 12.00 Chiusura lavori

 

Pomeriggio  Palazzo Lascaris - Sala Viglione

                        ore 15.45 Registrazione Iscritti

                        ore 16.00 Saluti istituzionali

                        Moderatore dell'incontro il prof. Mauro Salizzoni

                        ore 16.20 ing. Secondo Paolo BARBERO

                                    Direttore del Dipartimento Rischi naturali e Ambientali - ARPA Piemonte

                                    Principali effetti dei cambiamenti climatici in Piemonte e azioni di adattamento

 

                        ore 17.00 prof. Claudio SMIRAGLIA

                                    già Università di Milano - Comitato Glaciologo Italiano

                                    Clima, montagna, ghiacciai: qualche riflessione su una “specie” in estinzione

                         ore 17.20 prof. Franco DOSIO

                                    Dipartimento di Scienza e Tecnologia del farmaco - Università di Torino

                                    Impatto antropico su mari e oceani

                         ore 18.00 dr.ssa Cristiana IVALDI

                                    Medico epidemiologo Responsabile Ambientale - ARPA Piemonte

                        Ondate di calore e impatto sulla salute: le attività di ARPA Piemonte per il sistema di Sorveglianza e Prevenzione di Regione Piemonte

                         ore 18.30 Dibattito

                        ore 18.50 Chiusura lavori

 

E’ consigliata la prenotazione alla mail: posta@politicaassociazione.it