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ACINO XXVII - GIOSTRE

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GIOSTRE
Ernesto Galli della Loggia (Roma, 1942) accademico, intellettuale di richiamo, edito

I MISSIONARI COMBONIANI D’ITALIA

IN EVIDENZA

ROSARIO ELETTORALE
Noi _Missionari Comboniani_ in Italia siamo schierati. Portiamo nel
cuore il Vangelo che si fa strada con le Afriche della storia. Che non
scende a compromessi e strategie di marketing. Né elettorali né di
svendita becera dei picco li in nome del denaro....


IL LIBRO

IN EVIDENZA

Scheda a cura di Giuseppina Serio

ZICCARDI Giovanni
Tecnologie per il potere
Raffaello Cortina ed., Mi., 2019, € 16
Giovanni Ziccardi (Castelfranco Emilia, Modena, 1969)  si è laureato nell'Università di Modena in Giurisprudenza ed ha conseguito il dottorato di ricerca nell'Università di Bologna. E' avvocato, pubblicista, accademico. Nell'Università di Milano insegna Informatica giuridica ed in quella di Bologna si occupa del Master di Diritto delle nuove tecnologie. Si è anche occupato del problema degli hacker, studiandone gli intenti ed i procedimenti. Collabora con "Il Mulino", "Il fatto quotidiano", il "Corriere della Sera". Altri suoi testi  editi da Cortina: Internet, controllo e libertà, 2015, L'odio on line, 2016, da Marsilio, La rete ombra, 2018.


Intervista a Lorenza Patriarca a cura di Gianna Montanari

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Intervista a Lorenza Patriarca, dirigente scolastica Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo. A cura di Gianna Montanari.

La Tommaseo di Torino è la scuola delle mie elementari, una costruzione a pianta quadrata infondo ai Giardini Cavour, fra via Cavour e via Dei Mille; non senza tremore mi accingo a passareil cancelletto dal lato di via Dei Mille e varcare la porta d'ingresso nell'ampio atrio per intervistareLorenza Patriarca, attuale dirigente scolastica dell' “Istituto comprensivo Niccolò Tommaseo diTorino”: comprende, oltre alla sede centrale, una scuola materna, altre due sedi di elementari edue scuole medie. Uso questi termini che mi sono più familiari, ma devo premettere che la vecchiascuola elementare oggi si chiama “scuola primaria”, la media “scuola secondaria di primogrado”, la materna “scuola per l'infanzia”.


IL LIBRO

IN EVIDENZA

Scheda lettura a cura di Giuseppina Serio

 

TEODORI Massimo

Controstoria della Repubblica

Castelvecchi, Roma, 2019, € 20

 

Massimo Teodori (Force nelle Marche, Ascoli Piceno, 1938), può essere considerato a diversi livelli, storico, politico, scrittore, accademico, giornalista. Come politico è stato attivo nel partito radicale per più legislature, VIII –IX – X, e si è battuto contro la corruzione e per il miglioramento dei diritti civili, a cui si è dedicato con determinazione e passione. Si è laureato a Roma in architettura, ma non ha seguito la professione per la quale la laurea lo abilitava, dedicandosi invece a studi approfonditi sulla storia americana ed esplicando la sua attività in parecchie università, come Lecce e Perugia. In quest’ultima è rimasto dal 1979 al 2007 come professore ordinario di Storia ed istituzioni degli Stati Uniti. In seguito, presso la Luiss , Roma, ha insegnato Politica italiana contemporanea. Negli Stati Uniti ha svolto il suo insegnamento nelle Università di California, Columbia, Harvard. Editorialista del Corriere della sera, Sole 24, Espresso.Altri testi: Risorgimento laico, Rubbettino, 2011- Complotti, come i politici ci ingannano (con M. Bordin), Marsilio, 2014.


Smarrita occupazione: giovani, territorio e il lavoro che non c'e'

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Giovedi 27 Giugno 2019 – ore 18.00

Binaria Centro Commensale

Via Sestriere 34 – Torino

 

 

Incontro dibattito sul libro

Smarrita occupazione:

giovani, territorio e il lavoro che non c'e'

 

Intervengono

Mauro Zangola

Autore del libro

 

Piercarlo Frigero

Universita' di Torino

 

Coordina Gian Paolo Zara, Associazione Politica


MOSTRA DI PITTURA: Giovanni Bevilacqua

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Invito alla Mostra di Mostra di Pittura

GIOVANNI BEVILACQUA

Pittura come vita ogni tela uno specchio...

Da sabato 8 giugno a domenica 16 giugno

Orari: domenica 10.30-12.00 e 15.30-18.00 - Feriali 16.00-18.00 (Iunedì chiuso)


IL LIBRO

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Marco Revelli
Politica senza Politica, perche' la crisi ha fatto entrare il populismo nelle nostre vite
Edizioni Einaudi 2019
Figlio del partigiano-scrittore Nuto Revelli, è titolare delle cattedre di Scienza della politica, Sistemi Politici e Amministrativi Comparati e Teorie dell'Amministrazione e Politiche Pubbliche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento. È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).
Dal 2007 è presidente della Commissione di indagine sull'Esclusione Sociale (CIES). Nel 2014 è tra i promotori della lista della sinistra radicale in vista delle elezioni europee, denominata L'Altra Europa con Tsipras.


Segnalazione Incontro

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GIUSTIZIA DIVINA
GIUSTIZIA UMANA
Dio perdona l'uomo no?


Professoressa sia fiera dei suoi studenti......

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Una riflessione di Marco Revelli su quanto successo alla Prof.ssa Rosa Maria dell'Aria apre la newsletter di questa settimana: è importante una mobilitazione che contrasti l'assurda persecuzione cui la professoressa è stata sottoposta, e, insieme, il riconoscimento del valore culturale del "lavoro" dei suoi allievi.


ACINO XXV - PATRIE

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PATRIE – Europa

Stefano Passigli (Firenze, 1938), accademico, politico, parlamentare nell' ambito della Sinistra, anche editore, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, di martedì 23 aprile 2019, a pag. 29, propone una sua riflessione su "L'Europa delle Patrie ed i suoi paradossi storici", che ora vengono alla ribalta in modo prorompente. Partendo dalla constatazione dello stato di precarietà in cui versa l' Europa, l'autore mette in risalto situazioni irrisolte da quando l'Europa è stata fondata, con un progetto ancora in fieri: "il percorso del progetto di unificazione europea è stato infatti sin dall'inizio altalenante con avanzamenti ed improvvisi arresti". Il tutto ha sullo sfondo una visione federalista mai realizzata, anzi la si fermava, infatti si poneva in essere "una visione dell'integrazione europea secondo un modello intergovernativo di cooperazione fra stati" nazionali". La liberalizzazione di movimenti, uomini, beni, merci, capitali, fu positiva, ma a livello istituzionale può essere giudicata non sufficiente per una vera unificazione, anzi venne in auge "l'Europa della patrie", secondo i dettami di De Gaulle: "la visione cioè si una comunità di Stati, uniti da molti obiettivi comuni, ma separati da differenti tradizioni nazionali". La situazione non cambiò, nonostante l'allargamento della Comunità fino a 28 Stati, nonostante successivi trattati di Nizza, 2001, e di Lisbona, 2007 che " pur modificando il termine Comunità europea con quello di Unione europea……. non conferisce competenze esclusive e sovranazionali all'Unione". L'Europa, in definitiva, è ancora "bloccata" ad una visione intergovernativa "che trova la sua massima espressione nel Consiglio dei Capi di Stato e di Governo, vero dominus dell'aspetto istituzionale europeo". La mancata visione federalista genera "il principio della Europa delle Patrie che tuttora ispira il nazionalismo dei sovranisti". Così l'autore: " L'Europa, di cui i sovranisti criticano i difetti è la loro Europa, l'Europa degli Stati- Alla vigilia delle elezioni, l'importante è comprendere che per superare tali difetti, occorre non meno Europa e più sovranità degli Stati nazionali, ma più Europa".

(a cura di Giuseppina Serio)