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Reminescenze dantesche a cura di Gianna Montanari Bevilacqua

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Il 25 marzo 2020 si aprirà ufficialmente l’anno dantesco, che si pro

ACINO XLVIII - DANTEDI

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DANTEDI


Il nostro grande padre Dante ha trovato finalmente una collocazione nel nostro vivere quotidiano, con una giornata dedicata alla sua memoria. Infatti, il 25 marzo , in modo perenne,  sarà ricordato nel nostro calendario, dopo 700 anni dalla sua morte, giorno così ufficializzato: Firenze, 1265- Ravenna 1321.

La proposta, partita dal Corriere della Sera, ha trovato riscontro  ed appoggio di eminenti studiosi ed è stata sostenuta dal nostro attuale ministro dei Beni culturali, con un'operazione a largo raggio, volendo coinvolgere anche le scuole, oltre che l'opinione pubblica.

Uomo di grande statura intellettuale e morale, di vastissima cultura, si apre ad una scelta coraggiosa, usando la nuova lingua, il volgare, come mezzo di espressione di nuovo conio. Visse anche nell'agone socio-politico e l'amara esperienza dell'esilio e della precarietà esistenziale con forza e dignità.

Nella Divina Commedia esprime la profonda conoscenza dell'umanità, nelle sue sfumature psicologiche, e la possibilità della crescita interiore verso il perfezionamento, fiducioso nella capacità degli uomini (in senso lato) della  conoscenza. Infatti, ce ne lascia un forte monito con la celebrata terzina: "Considerate la vostre semenza/ fatti non foste a viver come bruti/ ma per  seguir virtute e canoscenza" (Inferno, canto XXVI, 118-120).

(a cura di Giuseppina Serio)


8 MARZO - FESTA DELLA DONNA

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Natura è Donna

Ascolto la Natura che parla all’uomo
e colgo nitide le parole che la sinuosa figura
emette con forte passione e intensità.

E’ emozione quella che esce dalle labbra,
un suono che annuncia il da farsi
e che richiama la Sua forza generatrice.

La tenerezza del Suo sguardo si alterna alla Sua tenacia,
il Suo fascino emana la volontà della Sua essenza,
la Sua creatività si esalta pur evocando alla mera realtà.

Si, è il volto della Donna che come la madre Terra
lacrima su un mondo che la umilia, la violenta, la uccide:
una vergognosa verità che distrugge l’Umanità.

A denti stretti! Il Tuo sorriso illumini sempre la vita
e trasformi con il Tuo essere mamma, compagna, amica
il desiderio del nostro cuore in concreto Amore.

SM


IL LIBRO

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Scheda a cura di Giuseppina Serio

 

VESPA BRUNO

Perché l'Italia diventò fascista

Mondadori, Mi. 2019, €20

Anche in e-book

 

Bruno Vespa (L'Aquila, 1944) può essere definito giornalista e saggista, ma anche conduttore televisivo di notevole successo, soprattutto con il suo programma "Porta a Porta", in onda dal lontano 1996, su RAI 1. Entrato giovanissimo nel giornalismo, si è laureato in Giurisprudenza all'Università "La Sapienza" di Roma. Suoi, ormai, sono i numerosissimi libri di successo, tutti editi da Mondadori. Tra gli altri: Soli al comando, 2017, Rivoluzione, uomini e retroscena della Terza Repubblica, 2018.

Le 332 pagine che compongono il volume ci permettono una ponderata riflessione su una larga parte della nostra storia, vissuta anche drammaticamente, partendo dalla fine della prima guerra mondiale fino ad oggi. L'autore, nei suoi testi precedenti, ha già "toccato" parecchi temi che ora riprende e sviluppa alla luce degli ultimi avvenimenti della nostra storia, analizzandoli in capitoli strutturati in modo articolato e ricco nella loro linearità, offrendoci una "visione" aperta e stimolante su quello che viene giudicato "il secolo lungo" (nella più vasta accezione del termine).


Spiritualità e responsabilità politica

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Spiritualità e responsabilità politica

Dialogo con
Luciano Manicardi - Priore della comunità monastica di Bose
e
Gustavo Zagrebelsky - Presidente emerito della Corte Costituzionale
Sabato 22 febbraio 2020,
dalle ore 9.30 alle 13
Torino, Teatro San Massimo, via Provana 6


PORTE APERTE. VIAGGIO NELL' ITALIA CHE NON HA PAURA

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LA FONDAZIONE VERA NOCENTINI, OPERAZIONE COLOMBA, PIEMME EDIZIONI, COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO, ASSOCIAZIONI ADERENTI A TORINO FOR SYRIA, 

hanno piacere di invitarti  alla 

     

          PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARIO MARAZZITI "PORTE APERTE. VIAGGIO NELL’ ITALIA CHE NON HA PAURA"

 

 
VENERDI’ 28 FEBBRAIO, Polo del ‘900, Sala ‘900

Via Del Carmine,14 TORINO

Alle ore 17,45. 

Discutono con l’autore, Mario Marazziti:

Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino

Mario Giro, Viceministro degli Esteri nella XVII legislatura

Silvia Donnantuono, volontaria di Operazione Colomba, Corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII

Modera: Tommaso Panero, Fondazione Vera Nocentini

 

"Porte aperte: della comunità, della propria casa, della mente. Le storie raccolte in questo libro iniziano così, da persone che, vincendo la diffidenza, hanno accolto in vario modo persone in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla morte. Attraverso di loro la rete dei Corridoi Umanitari promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche e dalla Conferenza Episcopale Italiana si è allargata ed è diventata il modello concreto e praticabile di una vera integrazione. Mario Marazziti, esperto e protagonista di politiche sociali innovative, ha attraversato l'intero Paese, da Treviso a Palermo, visitando città e piccoli centri, per raccogliere esperienze di un tipo di accoglienza diffusa che funziona e non richiede finanziamenti pubblici e che, mentre offre una nuova vita ai profughi, fa rinascere anche le comunità locali intorno a un progetto comune. Nel suo viaggio dà voce all'Italia che non cede alla paura, non distoglie lo sguardo dalle sofferenze degli altri; a cittadini che a partire dalle ragioni della solidarietà e di un umanesimo profondo, hanno dato l'avvio a una significativa trasformazione sociale. E nella conclusione offre proposte operative per le politiche italiane ed europee. Un libro di storie autentiche che lasciano intravedere un futuro alternativo ai muri e ai porti chiusi e rappresentano l'antidoto alle narrazioni che impediscono di vedere nell'altro la somiglianza con noi stessi."

 

Anche in Piemonte sono giunte, tramite i corridoi umanitari, alcune famiglie di profughi, provenienti dal Campo profughi di Tel Abbas in Libano in cui da anni Operazione Colomba, Corpo di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, è presente con il suo sostegno. Queste famiglie, tramite il supporto organizzativo ed economico di Organizzazioni del territorio, sono state accolte ed inserite in percorsi d’integrazione. Alcuni di questi progetti, tra cui anche "Per chi ama le sfide" sono raccontati nel libro.

L'incontro, in particolare, oltre a evidenziare queste ed altre esperienze, analizza le positività e le criticità delle iniziative di accoglienza e dei corridoi umanitari, e si propone di approfondire le condizioni che rendano fattibile nuovi percorsi di accoglienza ed integrazione di famiglie di profughi.


LA SCOMPARSA DI GIOVANNI AVONTO

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Venerdì 14 febbraio è mancato Giovanni Avonto, “storico” sindacalista Fim Cisl. I funerali si terranno lunedì 17 febbraio alle 14.30 nella chiesa di San Lorenzo, corso Massimo d’Azeglio 71, IVREA.

Come Associazione Politica esprimiamo la nostra partecipazione al dolore della moglie Paola e dei familiari e pubblichiamo un ricordo di Gianna Montanari.


IL LIBRO

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Fabrizio Barca

Cambiare Rotta. Piu’ Giustizia Sociale per il rilancio dell’Italia

Editori Laterza 2019

Scheda a cura di Gian Paolo Zara

 

NOTA DELL’EDITORE: Questa pubblicazione, gratuita e fornita esclusivamente in versione digitale, consiste nella relazione introduttiva di Fabrizio Barca (Forum Disuguaglianze e Diversità alla sessione plenaria introduttiva del Seminario “Tutta un’altra storia. Gli anni 20 del 2000”. Il Seminario è stato organizzato dal Partito Democratico a Bologna dal 15 al 17 novembre 2019, con l’obiettivo di ascoltare e confrontarsi con le analisi, le esperienze e le proposte delle organizzazioni di cittadinanza attiva e dei ricercatori impegnati sui temi della giustizia sociale e ambientale e dello sviluppo.

Il testo di Barca, che presenta qualche lieve aggiustamento, è inoltre arricchito dai contributi di altri esponenti del Forum: Sabina De Luca, Massimo Florio, Elena Granaglia, Vincenzo Manco, Anna Lisa Mandorino, Andrea Morniroli, Andrea Roventini.

Il proposito del Forum Disuguaglianze e Diversità è quello di contribuire a un dibattito, fattivo quanto visionario, sulla sinistra nell’Italia dell’immediato futuro.


IL LIBRO

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MOLINARI MAURIZIO
Assedio all'Occidente
La nave di Teseo, Mi, 2019, € 18
Maurizio Molinari (Roma, 1964), ha  usufruito di una formazione  culturale ricca e multiforme, con studi all'Harris Manchester College di Oxford, all'Università ebraica  di Gerusalemme, con laurea in Scienze politiche, all'Università La Sapienza di Roma, con laurea in Storia. Ha scelto con successo la professione di giornalista, che gli ha permesso di conoscere di prima mano paesi, situazioni, popoli e culture. Ha "militato" in tanti giornali, approdando in seguito a La Stampa, come direttore, dal primo gennaio 2016. Altri testi: Il califfato del terrore, Rizzoli, 2015, Il ritorno delle tribù, Rizzoli, 2017.
In complessive 237 pagine si "evolve" una lunga disanima. In una "lettura" condotta in modo puntuale vengono messi in luce temi e problemi della nostra esistenza, con i quali dobbiamo fare i conti ogni giorno. Va sottolineato il sottotitolo, illuminante ed estensivo del discorso, "Leader, strategie e pericoli della seconda guerra fredda", la quale "innesca cambiamenti destinati a durare nel tempo e contiene un bivio per l'Occidente: reagire alla sfida o far passare gli avversari" (risvolto finale di copertina).
 
a cura di Giuseppina Serio


ACINO XLVII - BUON GOVERNO

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Michele Salvati (Cremona 1937) laureato in Giurisprudenza a Pavia e successivamente in Economia
all'Università di Cambridge, parlamentare dell'Ulivo (1996-2001), è stato teorizzatore del Partito
democratico ed è editorialista al Corriere della Sera.
Su questo quotidiano, in un articolo apparso l'otto gennaio u.s., analizza le caratteristiche che
contraddistinguono il buon governo e le difficoltà che incontrano al riguardo il fronte liberaldemocratico
e quello populista.
A suo avviso tre sono i caratteri che contraddistinguono il "buon governo": il primo, essere
democratico, in cui "il consenso dei cittadini (è) misurato da una legge elettorale largamente
accettata..."; il secondo, essere liberale, nel rispetto dei "principi contenuti in gran parte delle
Costituzioni europee vigenti: separazione dei poteri e diritti/doveri dei cittadini ben definiti e
difesi..."; il terzo, essere in grado di "affrontare in modo realistico e competente le sfide da cui
dipende il benessere a lungo termine dei cittadini...". Alle forze politiche democratiche e liberali è
richiesto, anche con approssimazione, di rispettare al meglio tutti e tre questi elementi. "L'Italia è
quella in cui l'approssimazione è tra le meno riuscite" soprattutto per l'ultimo aspetto. "Nel caso
italiano- prosegue l'editorialista- le riforme, da mettere in cantiere per scongiurare il declino che
minaccia il Paese e rende impossibile il "benessere a lungo termine " dei cittadini, sono difficili e
impopolari. E anche se ben disegnate e perseguite con continuità, esse impiegherebbero molto
tempo a sortire effetti benefici percepiti dalla maggioranza della popolazione: troppo forte il
degrado accumulato in passato e troppo ampio il terreno da recuperare". Le difficoltà economicosociali,
incontrate dagli italiani hanno costituito, ormai è noto, ma è bene ricordarlo, la prima causa
del successo populista. Successo populista che prima è stato a trazione fortemente pentastellata e
oggi appannaggio del salvinismo leghista. La seconda causa dell'avanzata del fronte populista -
continua Michele Salvati -" è il discredito in cui sono caduti i partiti che hanno governato in questi
anni. I populisti danno all'insoddisfazione dei cittadini risposte demagogiche, miranti a catturare il
loro consenso elettorale immediato...". In questa seconda causa, a giudizio dell'autore, si cela il
tallone d'Achille dei populisti, che consiste nella "contraddizione tra la loro capacità di raccogliere
un grande consenso elettorale combinata con l'impossibilità di definire un programma realistico di
governo nel contesto europeo e internazionale..". Il politologo individua alcuni temi di programma
di governo e l'elenco che ne fa potrebbe essere ancora più lungo: debito pubblico, scuola,
Mezzogiorno, Europa, pubblica amministrazione, produttività, giustizia, demografia. "A far
esplodere la contraddizione dovrebbero essere le forze liberal-democratiche, tallonando su questi
temi i populisti, al governo o all'opposizione che siano". "Ma queste forze, oltre ad affrontare il
formidabile ostacolo di dover "vendere" agli elettori un programma realistico e orientato al lungo
periodo.... devono anche dare l'idea di essere un fronte unito... Capace insomma di attuare quel
"buon governo" di cui l'Italia ha grande bisogno".
(a cura di Adriana Vindigni)


IL LIBRO

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Scheda a cura di Giuseppina Serio

POLITO ANTONIO

Il muro che cadde due volte

Solferino ed., Milano, 2019, € 16

Antonio Polito, (Castellammare di Stabia, 1956) è un giornalista di professione, ma ha anche avuto un’attività come politico nell’ambito della sinistra. E’ stato, infatti, senatore della Repubblica nella XV legislatura. Come giornalista, sua professione, è stato attivo all’Unità, alla Repubblica, al Riformista, per poi passare nella redazione del Corriere della Sera diventandone dal 2015 vicedirettore. Fa, inoltre, parte di centri studi ed associazioni internazionali. Altri suoi testi: Riprendiamoci i nostri figli, Marsilio, 2015 – Prove tecniche di resurrezione, Marsilio, 2018.