Minuti Contati Crisi Climatica e Green New Deal Globale


Scheda a cura di Gian Paolo Zara



Noam Chomsky Robert Pollin



Minuti Contati



Crisi Climatica  e Green New Deal Globale



Ponte alle Grazie 2020



 



 



NoamChomsky, Nasce a Filadelfia il 7 dicembre1928. E’ un linguista, filosofo, scienziato cognitivista,teorico della comunicazione, accademico, attivista politico, saggista.



Docente emerito di Linguistica al Massachusetts Institute of Technology, è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo. Parallelamente a ciò, Chomsky è particolarmente noto per il suo attivismo ed impegno politico, d'ispirazione socialista libertaria. La costante e aspra critica nei confronti della politica estera di diversi Paesi, in particolar modo degli Stati Uniti, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale statunitense e mondiale. Ha analizzato varie problematiche di politica internazionale partendo dalla critica al neoliberismo (tema centrale dei suoi incontri e dei suoi scritti), inteso come dottrina economica basata sulla radicalizzazione della centralità del mercato che, secondo Chomsky, ha portato a vari disastri sociali, come il crescente divario tra ricchi e poveri (in particolar modo nei paesi dell'America latina) e la perdita di controllo sul potere statale da parte dei cittadini. Nel dibattito sulla pena di morte, Chomsky si è dichiarato un convinto oppositore. Nel 2016 ha dichiarato al quotidiano italiano ilmanifestoche - per via delle dichiarazioni sulla gestione del riscaldamento globale e della politica estera, ma anche per la politica economica liberista l'umanità intera corre seri rischi di involuzione; da socialista libertario, ha più volte affermato in passato che idee liberali-libertarie di tipo anarco-capitalista, qualora applicate al mondo reale della politica, produrrebbero "tali forme di tirannia e oppressione come se ne sono viste poche nella storia dell'umanità"; pur criticando da sempre anche i democratici, ritiene che l'odierno Partito Repubblicano statunitense costituisca "una delle organizzazioni più pericolose nella storia dell'umanità":



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Ultime Pubblicazioni



 





  • Sistemi di potere. Conversazioni sulle nuove sfide globali, Milano, Ponte alle Grazie, 2013.


  • Media e potere, Lecce, Be press, 2014.


  • I padroni dell'umanità. Saggi politici (1970-2013), Milano, Ponte alle Grazie, 2014.


  • Anarchia. Idee per l'umanità liberata. Saggi, conferenze, interviste, Milano, Ponte alle Grazie, 2015.


  • La scienza del linguaggio. Interviste con James Mc Gilvray, Milano, Il saggiatore, 2015..


  • Palestina e Israele. Che fare?, con Ilan Pappé, Roma, Fazi, 2015.


  • La pratica della libertà e i suoi limiti, con altri, Milano, Mimesis, 2015.


  • Terrorismo occidentale. Da Hiroshima ai droni, con Andre Vltchek, Milano, Ponte alle Grazie,


  • Perché solo noi. Linguaggio e devoluzione, con Robert C. Berwick, Torino, Bollati Boringhieri, 2016.


  • Chi sono i padroni del mondo, Milano, Ponte alle Grazie, 2016.


  • L'America di Trump. Interviste di C. J. Polychroniou, Milano, Ponte alle Grazie, 2016.




 



 



Robert Pollin (nato il 29 settembre 1950) è un economista americano. È professore di Economia presso l'Università del Massachusetts Amherst e co-direttore fondatore del suo Political Economy Research Institute (PERI). È stato descritto come un economista di sinistra ed è un sostenitore dell'egualitarismo. Era il portavoce economico nella campagna del 1992 di Jerry Brown per la presidenza degli Stati Uniti.



Pollin si è trasferito al dipartimento economico dell'Università del Massachusetts Amherst dall'Università della California, Riverside nel 1998. Secondo l'economista marxiano Richard D. Wolff, il dipartimento di Pollin è descritto come "keynesiano di sinistra”, ma il keynesismo è la cornice teorica.



Pollin ei suoi colleghi hanno difeso Nicolas Maduro dopo le elezioni presidenziali venezuelane del 2013, affermando che gli audit effettuati dal governo venezuelano erano sufficienti e che Maduro ha vinto la presidenza. Nel giugno 2015, il partito spagnolo di sinistra Podemos ha collaborato con Pollin su un piano per le energie rinnovabili che, secondo loro, avrebbe creato posti di lavoro e reso la Spagna più indipendente con l'energia.



 



Ultime Pubblicazioni





  • ·Transforming the US Financial System (ed., with Gary Dymski and Gerald Epstein; 1993)


  • ·The Macroeconomics of Saving, Finance, and Investment (1997)


  • ·Globalization and Progressive Economic Policy (ed., with Dean Baker and Gerald Epstein; 1998)


  • ·The Living Wage: Building a Fair Economy (with Stephanie Luce; 1998)


  • ·Contours of Descent: US Economic Fractures and the Landscape of Global Austerity (2003)


  • ·Back To Full Employment (2012)


  • ·Greening the Global Economy (2015)


  • ·Climate Crisis and the Global Green New Deal (with Noam Chomsky and C. J. Polychroniou; 2020)




 



Questo libro è un dialogo tra l’economista Pollin e il noto linguista noto per l’attività sociale Chomsky sul tema del cambiamento climatico e la grave crisi che ne consegue; vi si formula la proposta di un Green New Deal Globale. L’interrogativo di fondo che anima il libro è che cosa occorre fare per promuovere con successo una mobilitazione politica a favore di questa proposta.



Il primo capitolo inquadra la sfida del riscaldamento globale nell’ambito delle altre crisi affrontate dal genere umano. Secondo il linguista il genere umano si trova di fronte a problemi spaventosi che sono radicalmente diversi rispetto a quelli che ha incontrato in passato e nella sua storia. Ovvero: la civiltà’ umana come oggi la conosciamo nella sua forma attuale e’ in grado di sopravvivere? La responsabilità speciale ricade su coloro che si sono arricchiti negli anni portando la nostra civiltà all’attuale limite della sua probabile estinzione. Il rischio di catastrofe nucleare iniziato con l’esplosione della prima bomba atomica e proseguito con la corsa agli armamenti ha portato un gruppo di scienziati ad attivare l’orologio dell’Apocalisse a 2 minuti dalla mezzanotte. Ora la seconda grave minaccia alla sopravvivenza è la catastrofe ambientale. Il professore di fisica di Oxford Raymond Pierrehumbert, principale autore del terrificante rapporto del 2018 dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), apre la sua rassegna delle circostanze attuali e delle opzioni esistenti scrivendo: «Diciamolo subito chiaramente, senza giri di parole. Per quanto riguarda la crisi climatica, sì, è giunto il momento di farsi prendere dal panico, e conclude che «non c’è un piano B». La CO2 nell’atmosfera ha già raggiunto i valori registrati 4 milioni di anni fa, nel Pliocene, e si sta dirigendo verso i valori dell’Eocene di 50 milioni di anni fa, quando le temperature erano 14 gradi più elevate di quelle del periodo preindustriale. Chomsky fornisce ampie citazioni dei dati elaborati da molti climatologi. Ma è possibile evitare l’olocausto climatico se si procede rapidamente alla decarbonizzazione delle fonti di energia e l’economista Jeffrey Sachs ha calcolato che occorre investire l’1-2% del PIL USA sino al 2050. Per dare un termine di paragone si consideri che per sostenere lo sforzo bellico della seconda guerra mondiale gli USA investirono il 43% del PIL in spese militari. “La crisi ambientale, insieme alla sua crisi gemella, quella nucleare, è un unicum nella storia dell’umanità, e rappresenta una vera e propria crisi esistenziale. Chi è vivo oggi deciderà il destino dell’umanità”. L’economista Pollin commenta il rapporto 2018 IPCC fornendo ulteriori dati climatologici e afferma che occorre approcciare il problema con un metodo assicurativo: dobbiamo intervenire ora in modo risoluto e non attendere di raggiungere una certezza del 100% sulle conseguenze climatiche, ma piuttosto sulla stima di probabilità ragionevoli. Il libero mercato ed il neoliberismo sono il motore che alimenta la crisi climatica. L’economista Nicholas Stern afferma che il cambiamento climatico e’ il risultato del più’ grande fallimento del mercato che il mondo abbia mai avuto. Analizzando in particolare la crisi climatica si osserva che il comparto agroalimentare contribuisce per il 25% delle emissioni di gas serra, determina degrado del suolo, desertificazione e scarsità di acque dolci, perdita di biodiversità, resistenza ai parassiti e inquinamento delle acque. La deforestazione, dopo la produzione di energia, è il fattore più significativo del cambiamento climatico dal momento che gli alberi assorbono e immagazzinano la CO2. La deforestazione e la più’ grande opportunità di profitto per la disponibilità di terreni agricoli per le grandi aziende agrarie. La bovinicoltura necessita di ampi terreni da pascolo e di altre quantità’ di acqua dolce, ma determina alte emissioni del gas serra metano. Va sottolineato lo spreco di terreni e di cibo soprattutto nelle nazioni ad alto reddito.



Nel secondo capitolo del libro, dedicato al ruolo del capitalismo moderno nei cambiamenti climatici, Chomsky inizia esponendo l’atteggiamento contrario del Partito repubblicano in USA verso ogni proposta di attenuazione dei danni climatici. Non solo quindi i recenti discorsi segregazionisti di Trump, ma la politica complessiva del partito sono contro ogni iniziativa di riduzione delle emissioni di gas serra. Ma anche il Partito democratico è su posizioni grossomodo equivalenti a quelle che alcuni anni fa sarebbero state definite repubblicane moderate. “I repubblicani sono perlopiù usciti dai binari, diventando un partito estremista”. Chomsky prosegue con una disamina accurata della crisi del sindacalismo americano, dell’avvio del neoliberalismo e della globalizzazione sfrenata. L’annientamento del sindacato è uno dei trionfi del neoliberismo thacheriano e la sua rinascita potrebbe invece diventare una forza trainante del movimento ambientalista. Il cosiddetto capitalismo è pienamente compatibile con grandi iniziative di politica industriale, sovvenzioni pubbliche, interventi statali e intromissioni nel mercato, e lo è stato per tutto il corso della sua storia. Le implicazioni per l’attuale crisi ecologica dovrebbero essere chiare. Gli elementi fondanti del capitalismo, sia ideologici che istituzionali, conducono direttamente alla distruzione delle basi della vita sociale, se privi di vincoli. In sintesi Chomsky afferma che la logica capitalistica, se priva di vincoli, è una ricetta per la distruzione. Per l’economista Pollin il capitalismo globale è emerso a partire da un sistema energetico basato sui combustibili fossili e afferma che la necessaria transizione all’energia pulita potrebbe essere la chiave di volta per promuovere società più democratiche ed egualitarie. Pertanto nessuno crede che saranno i capitalisti, di loro iniziativa, a tirarci fuori dalla crisi climatica. Pollin è  convinto che “abbiamo bisogno anche di investimenti pubblici nei settori economici strategici, di sovvenzioni pubbliche per gli investimenti verdi privati e di una forte regolamentazione. Questo mix di politiche ci permetterà di abbandonare i combustibili fossili molto più rapidamente di quanto non sia possibile facendo esclusivamente affidamento su una misura come la carbon tax”. Nasce da qui la proposta di un Green New Deal Globale.



L’adozione di fonti energetiche rinnovabili è il fulcro del Green New Deal, ispirato al New Deal di Franklin Delano Roosevelt. Nella seconda parte del libro Pollin espone il suo progetto per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Secondo le stime più’ ambiziose per raggiungere tale obiettivo occorrerà investire il 2,5% del PIL mondiale sino al 2050, focalizzandosi su due aree: 1) migliorare drasticamente l’efficienza energetica di abitazioni, auto, trasporti e processi industriali; 2) espandere la disponibilità di fonti energetiche pulite estendendole a tutti i Paesi del mondo. Per l’efficienza energetica si prevede un investimento di 2,6 trilioni di dollari all’anno, mentre l’investimento in fonti pulite sino al 2050 sarà’ di 120 trilioni di dollari. Nel dettaglio del programma il 50% dei fondi dovrebbe arrivare dal settore pubblico e 50% dal privato; tuttavia le grandi multinazionali che attualmente forniscono le fonti fossili per l’energia certamente si opporranno a una tale svolta verde, per cui occorreranno chiare scelte politiche con una fase di transizione tra le due fonti energetiche. Pollin cita un articolo del 2019 dell’economista Prentiss che afferma che con nuove metodologie, tra cui lo stoccaggio tramite batterie e i migliori sistemi di trasmissione dell’energia, “la scienza e la tecnologia non ci impediscono di costruire negli Stati Uniti un’economia fondata al 100% sulle energie rinnovabili”. Un altro campo di studio dovrebbe essere quello della cattura e dello stoccaggio della CO2 attualmente nell’atmosfera, tuttavia sia Chomsky che Pollin preferiscono incentivare il rimboschimento piuttosto che nuove strutture di stoccaggio sotto terra della CO2.



Più in generale Chomsky osserva che dovrebbe essere fatto molto a livello personale; non tollerare più allevamenti industriali, migrare verso una alimentazione vegetariana, non accettare più un sistema economico basato sul profitto e sulla relazione servo-padrone, per ridefinire un nuovo modo di vita dignitosa. Cambiamenti climatici e disuguaglianze sociali interagiscono in modo chiarissimo, se si tiene conto che le economie sviluppate hanno generato negli anni oltre il 70% delle emissioni di gas serra: i Paesi ricchi consumano più combustibili fossili rispetto ai Paesi poveri, generando più emissioni di anidride carbonica, ma sui Paesi poveri ricadono le conseguenze del cambiamento climatico. E in ogni Stato i ceti più ricchi traggono maggiori benefici dall’economia fossile in virtù del fatto che consumano più beni e servizi. Tuttavia va considerato che la chiusura di industrie a energia fossile determinerà gravi danni sociali ed economici in molte comunità che basano il loro sostentamento su tali fonti di guadagno, per cui particolare attenzione dovrà essere data ad aiuti economici e di riconversione per tali lavoratori, in particolare nel periodo di transizione. La riconversione ad una green economy creerà numerosi posti di lavoro: Pollin calcola che tale incremento varierà da un 75% in Brasile a un 350% in Indonesia. Per questo aspetto l’economista è convinto che le politiche per la piena occupazione favoriranno il Green New Deal globale sotto molteplici aspetti. Creeranno un ambiente favorevole ai numerosi investimenti necessari per costruire un’economia verde. Saranno anche fondamentali per gestire una transizione giusta per i lavoratori e le comunità che ora dipendono dall’industria del fossile.



Gli autori analizzano ulteriormente le politiche industriali e finanziarie per la costruzione di una economia globale a emissione zero. Riguardo alle prime occorrerà promuovere innovazione tecnologica, incentivi per acquisti di energia da fonti rinnovabili, politiche di disincentivazione delle energie fossili attraverso quote di emissione (carbon cap) e imposte sulla CO2 (carbon tax), regolamenti per l’efficientamento energetico di abitazioni e mezzi di trasporto, norme stringenti che assicurino il rispetto di tali indirizzi politici. Per sostenere gli investimenti pubblici vi sono 4 proposte specifiche :1) una carbon tax destinata per il 75% a incentivi privati, 2) un trasferimento di fondi dai bilanci militari di tutti i Paesi, 3) un programma di prestiti obbligazionari sostenuti dalla Banca Centrale USA e dalla Banca Centrale Europea, 4) l’eliminazione di tutti i sussidi alle fonti energetiche fossili, indirizzando il 25% verso le rinnovabili. Su ogni proposta gli autori si soffermano nel dettaglio.



Gli autori si soffermano anche sui gravi attuali problemi dell’emigrazione, ed affermano che occorre dedicare ogni sforzo a ricostruire le società che l’Occidente ha distrutto e ad arginare quella catastrofe ambientale che è già adesso un fattore importante nella fuga di queste persone, e sicuramente lo sarà molto di più in un futuro non lontano, a meno che non vengano intraprese azioni decise.



Al termine del libro un chiaro richiamo alla mobilitazione politica per affrontare questi problemi: se le scelte politiche e la prassi seguiranno la rotta attuale, domande politiche di giustizia saranno inutili poiché la vita sociale organizzata si disintegrerà. Tale pessimistica considerazione si basa essenzialmente sui recenti documenti pubblicati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).



Un ultimo commento alla relazione tra la Pandemia da Covid-19 e i cambiamenti climatici: per Chomsky le politiche instaurate dall’amministrazione Trump continuano a inseguire implacabilmente il potere e il profitto, qualunque siano i costi per il resto del genere umano. Sarebbe catastrofico se le loro mire non fossero contrastate, anzi annientate, da chiunque abbia a cuore la «sopravvivenza dell’umanità». Non è più tempo di pesare troppo le parole per una malintesa educazione. La sopravvivenza dell’umanità è a rischio se ci ostineremo su questa strada. Esempio ne sia la distruzione degli habitat naturali e i gravi problemi dell’inquinamento che sono alla base della pandemia Covid e di altre epidemie come Ebola, il virus del Nilo occidentale, e l’HIV.



La conclusione del libro è affidata a Chomsky: “il Green New Deal Globale, per come lo abbiamo analizzato in questo libro, costituisce l’unico percorso verso la stabilizzazione climatica che sia anche in grado di espandere le opportunità di un lavoro dignitoso e di migliorare il tenore di vita in tutte le regioni del mondo. Il Green New Deal rappresenta quindi un’alternativa chiara e concreta all’economia dell’austerità a livello globale”.



 



Nell’appendice del libro gli autori riportano nel dettaglio lo schema di finanziamento del Green New Deal Globale



 



Livello degli investimenti per il 2024 – Anno 1 del ciclo di investimenti:



2,6 bilioni di dollari in investimenti pubblici e privati, pari al 2,5% del PIL



Aree di investimento nell’energia pulita



– Energia rinnovabile pulita: 2,1 bilioni di dollari eolica, solare, geotermica, idroelettrica su piccola scala, bioenergia a basse emissioni



– Efficienza energetica: 500 miliardi di dollari



– Ammodernamento di edifici, trasporti, attrezzature industriali, stoccaggio di energia mediante reti e batterie



Fonti pubbliche di finanziamento: 1,3 bilioni di dollari



– Entrate dalla carbon tax: 160 miliardi di dollari, 25% delle entrate dalla tassa; 75% restituito ai consumatori tramite rimborsi



– Trasferimenti dai bilanci militari: 100 miliardi di dollari, 6% della spesa militare globale



– Acquisto di green bond da Federal Reserve e BCE: 300 miliardi di dollari, 1,6% del piano di salvataggio di Wall Street da parte della FED durante la crisi finanziaria



– Trasferimento del 25% dei sussidi ai combustibili fossili: 750 miliardi di dollari. Sussidi complessivi ai carburanti fossili: 3 bilioni di dollari, 75% dei fondi destinati ad abbassare il prezzo delle energie pulite o a trasferimenti diretti di reddito alle famiglie a basso reddito



Fonti private di finanziamento: 1,3 bilioni di dollari



Politiche per incentivare gli investitori privati. Misure del governo



Normative Carbon cap e carbon tax



Regolamenti sul portafoglio rinnovabili per le società pubbliche



Regolamenti di efficienza energetica per edifici e trasporti



Sussidi agli investimenti. Incentivi in conto energia



Finanziamenti a basso costo tramite banche di sviluppo e banche specializzate nell’economia verde



 



APPROFONDIMENTI SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA



 



Transizione ecologica, cosa è, come si fa e quanto costa. Registrazione del Webinar con Gael Giraud; economista, gesuita, dirige il Centro per la giustizia ambientale della Georgetown University di Washington D.C. https://app.livestorm.co/editricemissionariaitaliana/transizioneecologica/live?s=83aaf1bf-09cb-4cd3-801c-7e6dd2f57dab#/chat



 



Jeremy Rifkin. Un Green New Deal globale: Il crollo della civiltà dei combustibili fossili entro il 2028 e l'audace piano economico per salvare la terra. Editore Mondadori 2019



 



Gael Giraud. Transizione ecologica: La finanza a servizio della nuova frontiera dell'economia. Edizioni EMI 2015



 



Rob Hopkins. Ecologia di ogni giorno: Terra, cibo, comunità. La transizione, un nuovo modo di stare al mondo. Edizioni EMI 2016

A tua disposizione il documento:
chomsky-minuti-contati.pdf
Puoi leggerlo o scaricarlo...

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