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Recovery Fund: è in gioco futuro nostro Paese


da www.regioni.it




Sul Recovery Fund "vedo un'enorme questione Paese e un bivio decisivo per il nostro futuro", afferma Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni: "Da un lato una pandemia che continua a mietere centinaia di vittime al giorno, mettendo a durissima prova la vita sociale dell'Italia. Dall'altro, l'occasione inedita di poter disporre di risorse europee straordinarie, anche per aggredire nodi strutturali: innovazione tecnologica e digitale, transazione ecologica, divari territoriali, diseguaglianze sociali, occupazione femminile e giovanile".
"Il punto è questo – osserva Bonaccini - come vincere la prima sfida e sfruttare al meglio l'occasione che abbiamo davanti. Ogni ragionamento al di sotto di questo diventa inadeguato o addirittura irresponsabile. E’ evidente che un passaggio così non lo si affronta né con un uomo solo al comando, ma nemmeno con un caos organizzato intorno".
In merito alle risorse del Mes Bonaccini ribadisce che "i soldi li avrei presi ieri. Invece, abbiamo assistito a uno scontro ideologico mentre dovremmo rafforzare i nostri ospedali".
"Bene l’accordo UE sul Recovery Fund che porterà all’Italia 209 miliardi, ma nelle ipotesi di piano del Governo le risorse destinate alla sanità sono decisamente insufficienti. Così non va", sottolinea l’assessore alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini.
Anche il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, è convinto che "i fondi del Recovery fund che il governo intende destinare alla sanità "siano insufficienti ma anche che siano state sbagliate tutte le politiche a livello nazionale in passato che hanno ridotto investimenti sulla sanità".
"In passato - spiega Fontana - sono stati tagliati 37 miliardi alla sanità. Credo che si debba investire di più in quell'ambito, non fare dei tagli. Così come sono sbagliate le politiche di reclutamento. Il fatto che oggi manchino medici e infermieri fanno riferimento a delle scelte fatte in passato. Ritengo si debbano ripensare le politiche in campo sanitario e che i fondi siano scarsi ora, che ci si debba impegnare molto di più".
"Tutta la medicina territoriale – rileva Fontana - di tutto il Paese è stata indebolita per colpa dei tagli, è un problema che coinvolge tutto il Paese. Noi stiamo cercando di attrezzarci, stiamo cercando di porre rimedio alle debolezze".
"Credo che la pandemia – afferma Fontana - abbia dimostrato la fondamentale presenza delle Regioni che sono intervenute in maniera sostanziale sia durante la pandemia sia dopo la fase emergenziale. Tutte le regole sono nate dalle Regioni con la Conferenza delle Regioni, altrimenti rischiavamo di non riuscire ad arrivare ad alcun tipo di decisione. Io credo ci sia necessità di una maggior autonomia delle Regioni in questi ambiti".
"Se vogliamo rilanciare il Paese – sottolinea Fontana - dobbiamo fare in modo che ci siano più possibilità decisionali sul territorio".
Per il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, la governance del Recovery Plan rappresenta "un problema cruciale: abbiamo bisogno di una funzione di coordinamento perchè questi sono progetti complessi e non sono attribuiti a una unica amministrazione. C'è bisogno di una cabina di regia".
Sul Recovery Fund e sulla necessità di una cabina di regia, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, si dice favorevole "a una condivisione di queste scelte strategiche". Soluzione che è "sempre data come Regioni", ma "non sempre l'appello è stato accolto nella sua interezza".
"L'idea iniziale – spiega il commissario Ue Paolo Gentiloni - era quella di avere una prima approvazione del piano" e quindi "la possibilità di erogare il prefinanziamento del 10%, circa 20 miliardi per l'Italia", nella "tarda primavera: la decisione finale" sul Next Generation Eu "è arrivata la scorsa settimana, i tempi saranno quelli della tarda primavera o inizio estate".
"Il governo – rileva il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - è al lavoro per definire compiutamente la struttura per il monitoraggio e l'attuazione" del Recovery Plan "che potrà avvalersi anche di un quadro normativo ad hoc. Questa struttura in nessun caso sarà sovraordinata o sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali. Molti dei progetti del piano avranno successo solo innescando sinergie tra pubblico e privato".
Infine il presidente della regione Basilicata, Vito Bardi, evidenzia che "ancora una volta il Sud è mortificato. Se all’Italia è stata attribuita la fetta più consistente delle risorse del Recovery Fund, lo si deve proprio al Meridione. Ora, invece, il governo Conte dirotta al Nord la parte più cospicua. E questo nonostante il parere contrario di tutti i presidenti della Regioni del Sud al di là degli schieramenti politici".

















 


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