IL LIBRO


Luca Ricolfi (Torino 1950), professore alla Facoltà di Psicologia di Torino, nel suo libro La società signorile di massa analizza gli aspetti del nostro tempo abbinando la definizione "società signorile" (abitualmente riferita al 1400-'500) al carattere "di massa" dei nostri giorni, riferendosi particolarmente all'Italia. Si tratta di una società opulenta, dove l'economia non cresce, basata sul consumo e destinata alla stagnazione.


I pilastri sulla quale si regge sono tre: la ricchezza del ceto medio-alto reale e finanziaria accumulata, la distruzione della scuola, fortemente ridimensionata dal 1960 in poi, con l' abbassamento del grado d’istruzione che porta con sé l'incapacità d'impegno, di pensiero riflessivo e logico, ed infine la formazione di un ceto sociale fragile esposto alla povertà, formato da immigrati, da lavoratori, stagionali o no, di vario livello, etc. etc, anello debole del sistema. Si tratta di una società basata sul voluttuario, sul consumismo, sul vuoto culturale, su internet, ma solo come evasione, sulla immediatezza, sulla mediocrità, sull'individualismo, che sfugge alla moderazione dei bisogni. Il lavoro viene dilatato nel tempo. Ma senza lavoro non si può né vivere né sfuggire alla stagnazione. Il problema economico, finiti i soldi, si porrà con tutta la sua forza: il lavoro sarà l'ingrediente primario da cercare. Intanto in altri Paesi, fuor'Italia, si è continuato a lavorare, a produrre, a crescere.


 


(a cura di Giuseppina Serio)

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