ACINO XLVIII - DANTEDI


DANTEDI




Il nostro grande padre Dante ha trovato finalmente una collocazione nel nostro vivere quotidiano, con una giornata dedicata alla sua memoria. Infatti, il 25 marzo , in modo perenne,  sarà ricordato nel nostro calendario, dopo 700 anni dalla sua morte, giorno così ufficializzato: Firenze, 1265- Ravenna 1321.



La proposta, partita dal Corriere della Sera, ha trovato riscontro  ed appoggio di eminenti studiosi ed è stata sostenuta dal nostro attuale ministro dei Beni culturali, con un'operazione a largo raggio, volendo coinvolgere anche le scuole, oltre che l'opinione pubblica.



Uomo di grande statura intellettuale e morale, di vastissima cultura, si apre ad una scelta coraggiosa, usando la nuova lingua, il volgare, come mezzo di espressione di nuovo conio. Visse anche nell'agone socio-politico e l'amara esperienza dell'esilio e della precarietà esistenziale con forza e dignità.



Nella Divina Commedia esprime la profonda conoscenza dell'umanità, nelle sue sfumature psicologiche, e la possibilità della crescita interiore verso il perfezionamento, fiducioso nella capacità degli uomini (in senso lato) della  conoscenza. Infatti, ce ne lascia un forte monito con la celebrata terzina: "Considerate la vostre semenza/ fatti non foste a viver come bruti/ ma per  seguir virtute e canoscenza" (Inferno, canto XXVI, 118-120).



(a cura di Giuseppina Serio)

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