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da ROCCA n.24 - 2018: Sicurezza e legittima difesa

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In un articolo su “Rocca” (rivista della Pro Civitate Christiana di Assisi), n. 24 del 15 dicembre 2018 Gian Carlo Caselli ci parla di sicurezza e legittima difesa come sono contemplate nel “decreto sicurezza” convertito in legge e come sono percepite in una società (la nostra) permeata di odio; odio che, sostenuto da una beata ignoranza e diffuso sul web e nel linguaggio della politica, genera “pensieri di violenza... trivialità... becere semplificazioni”. Da qui il discorso passa al caso di Mimmo Lucano e ai casi delle navi cariche di migranti che non trovano approdo, con una domanda di fondo: esiste il giudice imparziale oppure il giudice è chiamato a interpretare la legge?

Abbiate il coraggio di restare soli

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La lettera del sindaco, letta FC il 7 ottobre 2018 in piazza a Riace. 


È inutile dirvi che avrei voluto essere presente in mezzo a voi non solo per i saluti formali ma per qualcosa di più, per parlare senza necessità e obblighi di dover scrivere, per avvertire quella sensazione di spontaneità, per sentire l’emozione che le parole producono dall’anima, infine per ringraziarvi uno a uno, a tutti, per un abbraccio collettivo forte, con tutto l’affetto di cui gli esseri umani sono capaci.


A voi tutti che siete un popolo in viaggio verso un sogno di umanità, verso un immaginario luogo di giustizia, mettendo da parte ognuno i propri impegni quotidiani e sfidare anche l’inclemenza del tempo. Vi dico grazie.


Il cielo attraversato da tante nuvole scure, gli stessi colori, la stessa onda nera che attraversa i cieli d’Europa, che non fanno più intravedere gli orizzonti indescrivibili di vette e di abissi, di terre, di dolori e di croci, di crudeltà di nuove barbarie fasciste.


Qui, in quell’orizzonte, i popoli ci sono. E con le loro sofferenze, lotte e conquiste. Tra le piccole grandi cose del quotidiano, i fatti si intersecano con gli avvenimenti politici, i cruciali problemi di sempre alle rinnovate minacce di espulsione, agli attentati, alla morte e alla repressione.


Oggi, in questo luogo di frontiera, in questo piccolo paese del Sud italiano, terra di sofferenza, speranza e resistenza, vivremo un giorno che sarà destinato a passare alla storia.


La storia siamo noi. Con le nostre scelte, le nostre convinzioni, i nostri errori, i nostri ideali, le nostre speranze di giustizia che nessuno potrà mai sopprimere.


Verrà un giorno in cui ci sarà più rispetto dei diritti umani, più pace che guerre, più uguaglianza, più libertà che barbarie. Dove non ci saranno più persone che viaggiano in business class ed altre ammassate come merci umane provenienti da porti coloniali con le mani aggrappate alle onde nei mari dell’odio.


Sulla mia situazione personale e sulle mie vicende giudiziarie non ho tanto da aggiungere rispetto a ciò che è stato ampiamente raccontato. Non ho rancori né rivendicazioni contro nessuno.


Vorrei però a dire a tutto il mondo che non ho niente di cui vergognarmi, niente da nascondere. Rifarei sempre le stesse cose, che hanno dato un senso alla mia vita. Non dimenticherò questo travolgente fiume di solidarietà.


Vi porterò per tanto tempo nel cuore. Non dobbiamo tirarci indietro, se siamo uniti e restiamo umani, potremo accarezzare il sogno dell’utopia sociale.


Vi auguro di avere il coraggio di restare soli e l’ardimento di restare insieme, sotto gli stessi ideali.


Di poter essere disubbidienti ogni qual volta si ricevono ordini che umiliano la nostra coscienza.


Di meritare che ci chiamino ribelli, come quelli che si rifiutano di dimenticare nei tempi delle amnesie obbligatorie.


Di essere così ostinati da continuare a credere, anche contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini e donne.


Di continuare a camminare nonostante le cadute, i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, anche dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo un arrivederci.


Ci dobbiamo augurare di mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siamo e ovunque viviamo, perché le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere.


 


Mimmo Lucano. 

ACINO XIII - DOPO LE IDEOLOGIE

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DOPO LE IDEOLOGIE


Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, sul Corriere della Sera di sabato 8 dicembre 2018 (pag.32) ci ha presentato in modo “diretto e lucido” la sua analisi sull’”oggi” in cui viviamo. Già illuminante il titolo “L’Illusione del presente che mina il nostro mondo”, completata da un sopratitolo “Dopo le ideologie. La sparizione degli ideali collettivi ha prodotto un ripiegamento sugli interessi privati”. Veniamo al contesto che spazia nel tempo, analisi ampia, rigorosa, allettante. Il crollo del mondo comunista fa da  spartiacque a due periodi storici ben distinti, “contrapposti dal punto di vista politico, ma anche da quello economico”: nel mondo occidentale prevaleva il sistema di mercato, di ampio respiro, nel mondo comunista ci si basava su un “sistema improntato a una rigida pianificazione”, ma con il crollo del muro di Berlino, nel 1989, ha prevalso un’economia di mercato, con potenzialità enormi, per creare “un ordine universale di segno liberal-democratico”. Questo però non è avvenuto “perché il potere economico-finanziario aveva preso il  sopravvento su quello politico”. L’economia, il mercato, aveva delineato la prospettiva “di profitti massimi ed immediati”, di un “processo incontrollato di finanziazione”, in una sorta di “capitalismo selvaggio”. Il suo “esito disastroso si è manifestato con il collasso della Lehmann Brothers nel 2008, e, a cascata, con la crisi che ne è derivata”. I paesi europei hanno subito un pesante contraccolpo, mentre i paesi  asiatici (India e Cina) si sono rafforzati. L'esito è stato negativo, invece, per le maggiori potenze, che “non hanno dimostrato la capacità di assumere una leadership di ordine culturale, civile e politico e di garantire i valori fondamentali come il liberalesimo e lo Stato di diritto. Né ci sono segni di una trasformazione in senso democratico”. La crisi si è aggravata, soprattutto per il ceto medio, con la globalizzazione, la delocalizzazione, a cui si è aggiunta la crisi politica, la rivolta contro le rappresentanze, l’avvento del sovranismo, ed a livello mondiale il ruolo nuovo assunto dagli Stati Uniti. L’Unione Europea mostra tutte le sue debolezze e la Brexit ne è un momento doloroso. Siamo ad un momento cruciale della storia ed è naturale porsi la domanda sul futuro dell’Occidente, i cui valori sociali, culturali e religiosi sono indeboliti: prevalgono interessi individuali, visioni di corto respiro, sfiducia nella collettività. Quale futuro allora? Per citare l’autore “Se l’Occidente non ritroverà lo spirito creativo di un tempo verrà emarginato. Se lo ritroverà sarà ancora tutto possibile”


( a cura di Giuseppina Serio)

IERI ED OGGI (Acino III)

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05/05/2018

a cura di Giuseppina Serio



Lo studio dell’interiorità umana viene affrontato nel corso degli ultimi due secoli con incisività sempre più marcata, provocando ampi dibattiti ed interesse, spalancando l’accesso a mondi sconosciuti fino ad allora. L’introspezione fu “una ambizione” nata e cresciuta per raggiungere l’essenza più intima dell’uomo (inteso in senso lato), nella ricerca di una consapevolezza nuova nei confronti dell’interiorità: con la psicologia questa richiesta offre una possibilità di riuscita, mantenendo, tuttavia, una qualche riserva, in quanto la personalità umana ha una sua dimensione molto profonda, con una complessità non sempre raggiungibile.


ACINO: Ieri e oggi (II)

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12/04/2018

A cura di Giuseppina Serio


IERI ED OGGI  (II)


Claude Lévi-Strauss (1908-2009) è nel Novecento il più prestigioso esponente di antropologia (studio dell’uomo nella sua storia, origini, razze) e di etnologia ( studio delle culture e civiltà umane): può, per logica conseguenza, illuminarci su particolari aspetti dell’evoluzione secolare dell’umanità. Punto di partenza, le popolazioni primitive ancora in essere in vari luoghi dei continenti, ricche di una loro specificità. L’ambizione consiste nel cercare “la forma comune, le proprietà invarianti che si manifestano dietro i più diversi stili di vita sociale” Ieri ed oggi, appunto, nella speranza di trarre ragguagli, prospettive, insegnamenti, da società diverse che nella loro “diversità” possano offrirci motivi validi per incidere, raccogliendoli, sul nostro oggi. Il nostro stile di vita viene messo confronto dei trascorsi modi di porsi di altre generazioni, in un confronto, appunto, che può essere di stimolo e di ricerca in vista di apporti positivi e necessari.


ACINO: Ieri e oggi

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09/03/2018

Ieri ed oggi


a cura di Giuseppina Serio


Ieri ed oggi, due scansioni della temporalità, due dimensioni della storia, della grande vissuta dall’umanità  nel corso dei secoli, e della piccola che avvolge la nostra quotidianità: viviamo esperienze di vario genere e le “depositiamo” nello scorrere delle ore, delle giornate, degli anni: ma poca traccia permane nella nostra memoria. La nostra esistenza è “pressata” dagli avvenimenti, i grandi ed i piccoli, che ci raggiungono, ci avvolgono, passando, spesso, senza lasciare traccia. Se la lasciano, permane flebile, di poco spessore nella nostra interiorità. Lo scorrere non ci lascia memoria, segno di esperienze, indicazioni, scorre e basta. Tuttavia, è l’umanità che attraversa il tempo, con il suo bagaglio personale di sensazioni, di passioni, di sentimenti, di impulsi, con la sua capacità di errori, ma anche di giuste soluzioni: umanità con un fondo di uguaglianza, di ripetitività di fronte alla  temporalità ed al suo “spessore”. (continua su PDF)


ACINO: Tempo e Tempi

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27/01/2018

Tempo e tempi


a cura di Giuseppina Serio


Norberto Bobbio (da Politica e cultura , Einaudi 1955)

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08/01/2018

Il compito dell'intellettuale è di seminare dubbi


(Norberto Bobbio da Politica e cultura, Einaudi 1955) 


Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccoglier certezze...


Messaggio Papa Francesco al World Medical Association

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22/11/2017

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI AL MEETING REGIONALE EUROPEO
DELLA "WORLD MEDICAL ASSOCIATION"
SULLE QUESTIONI DEL "FINE-VITA"


Vaticano, Aula Vecchia del Sinodo, 16-17 novembre 2017


Don Milani - 3 parte

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19/06/2017

Concludiamo il nostro discorso su don Milani seguendo il dibattito su alcuni giornali, da cui
emerge la risonanza assunta oggi dal cinquantesimo anniversario della sua scomparsa il 26 giugno
1967. Ricordiamo anche che per il 30 giugno prossimo la Fondazione Donat Cattin ha organizzato
un incontro, che trovate segnalato sul sito di Politica alla sezione Incontri-Convegni.


Totale n.330   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34