Notizie

ACINO XXVIII - Democrazia

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DEMOCRAZIA


Stefano Passigli (Firenze 1938), politologo, più volte deputato al Parlamento nell’ambito della sinistra, accademico, editore, collaboratore del Corriere della Sera, su questo quotidiano, domenica 12 maggio 2019, a pag. 28, ha precisato, in termini forti e chiari, il senso della Democrazia, nella sua riflessione “Per la (vera) democrazia non basta un si o un no”, mettendo al centro il rapporto tra cittadini e governo.


a cura di Giuseppina Serio

ACINO XXVII - GIOSTRE

IN EVIDENZA

GIOSTRE
Ernesto Galli della Loggia (Roma, 1942) accademico, intellettuale di richiamo, editorialista del Corriere della
Sera, su questo quotidiano, mercoledì 29 maggio 2019, pag. 1 36, ha elaborato la sua dotta analisi sul voto
appena concluso, con un editoriale dal forte richiamo : La giostra elettorale e il distacco dal passato.


A cura di Giuseppina Serio

I MISSIONARI COMBONIANI D’ITALIA

IN EVIDENZA

ROSARIO ELETTORALE
Noi _Missionari Comboniani_ in Italia siamo schierati. Portiamo nel
cuore il Vangelo che si fa strada con le Afriche della storia. Che non
scende a compromessi e strategie di marketing. Né elettorali né di
svendita becera dei picco li in nome del denaro....

ACINO XX - EQUILIBRIO EUROPA

IN EVIDENZA
15/03/2019

EQUILIBRIO-EUROPA
Franco Venturini (Venezia, 1946), fattivo giornalista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, venerdì
22 febbraio 2019, pag. 1-38, ci propone una perfetta analisi della “amara situazione” in cui potrebbe
trovarsi a coesistere l’Europa in un prossimo futuro. “L’Equilibrio che esclude l’Europa “ è Il “pezzo” che
(cin) ci interessa, Europa “schiacciata” da tre “giganti”, Usa, Cina, Russia ( G-3) ed avviata a vivere “l’
illusione isolazionista”, degradata alla insignificanza. Trump si sta rafforzando e nonostante tutto il suo
elettorato lo sostiene: “l’economia continua a tirare”, “il muro anti migranti al confine con il Messico
scandalizza molti americani, ma non dispiace agli elettori del Presidente”, “ non dispiacciono le sanzioni anti
Russia né quelle anti Iran”. I democratici, suoi antagonisti, ottengono modesti risultati. Trump fa una
deliberata “azione di smontaggio” del mondo. Ed ora è la volta della Cina di Xi Jinping, centrata su un
autoritarismo centralizzato e ad una apertura “al capitalismo sfrenato”. “La sua arma per rivaleggiare con
gli Usa consiste in una capacità tecnologica assai vicina a quella americana, anche in campo militare”.
“Destinate a convivere America e Cina troveranno presto o tardi un accordo commerciale e tecnologico”.
Passiamo al terzo attore, a Putin che crea smarrimento per la sua potenzialità bellica, infatti “la Russia
conserva l’unico arsenale nucleare paragonabile a quello americano, ha il diritto di veto all’Onu e conduce
una politica estera spregiudicata, ma efficace”. Insomma, Usa, Cina, Russia ( G. 3) sono costrette a
colloquiare ad alto livello, mentre si sta ridisegnando un nuovo ordine mondiale, con l’Europa in decrescita,
in crisi esistenziale, con il sovranismo alle porte. Ed allora? Così l’autore nella sua amara riflessione: c’è “ la
prospettiva per L'Europa di diventare strategicamente irrilevante e di essere tagliata fuori dalla grande
competizione tecnologica della nuova era”. Il suo ridimensionamento in ogni campo si sta già delineando e
“forze” nuove avanzano. In conclusione, lo scenario per il Vecchio continente è preoccupante “ tra una
limitata sovranità europea pronta a battersi per trovare posto nel G-3 e una sovranità nazionale del tutto
inesistente perché vincolata a rapporti bilaterali con i veri potenti”
( a cura di Giuseppina Serio )


IL SOGNO DELL\'EUROPA E LA SUA CRISI. LE RESPONSABILITA\' DEI CRISTIANI

IN EVIDENZA
10/03/2019

Che l'Europa sia gravemente in crisi è un fatto evidente. La crisi è particolarmente preoccupante perché si inserisce in un quadro mondiale di forti tensioni che minacciano la pace.
Oggi diventa urgente per i cristiani riflettere sulle parole di Papa Francesco: «La buona politica è al servizio della pace», e lo è soltanto se è vissuta come «servizio alla collettività umana».


ACINO XVIII - Anomalia EUROPA

IN EVIDENZA
03/03/2019

ANOMALIA-EUROPA


Angelo Panebianco (Bologna, 1948), apprezzato politologo, saggista, docente Università di Bologna, editorialista del Corriere della Sera, a questo quotidiano , sabato 23 febbraio 2019, affida la sua riflessione, quanto mai lucida ed opportuna, su “L’anomalia italiana in Europa”, inserita nel contesto delle prossime elezioni europee, giudicate come “le prime vere consultazioni europee” perché mettono in gioco “meccanismi” psicologici inediti. “Forse per la prima volta, tanti elettori voteranno a favore o contro l’Europa”, in un momento di vera difficoltà in cui si dibatte l’Unione stessa: in effetti, ora l’integrazione è al centro di un serrato dibattito politico. “Oggi, a differenza di ieri, l'Unione europea si è politicizzata, con spinte ad uscirne ed “ora gli elettori sono chiamati a prendere davvero posizione sul futuro dell’integrazione”. Veniamo all’Italia che “è in una posizione anomala”, con “una maggioranza schizofrenica”. Il motivo si basa sulla confusione, infatti “una parte dei nostri connazionali sembra libera dal vincolo della coerenza: sostiene l’Europa e, contemporaneamente, sostiene il governo più antieuropeista della storia della Repubblica”, con tanti problemi irrisolti, attriti psicologici, incapacità di gestione e di visione. “Una scelta chiara, plausibile, non verrà presentata agli elettori: L’opposizione (quasi tutta pro Europa) è al momento divisa, debole, demoralizzata”. Sullo sfondo, ben marcato, “il governo, non solo con le dichiarazioni, ma soprattutto con gli atti, mostra ogni giorno il suo antieuropeismo”. L’autore “azzarda” un suo pensiero recondito, più che accettabile, cioè che “la divisione che conta oggi in Italia, ma anche altrove, sia quella fra un orientamento più liberale, favorevole alla società aperta, e un orientamento illiberale”. Un rilievo finale consiste nel prendere atto che resta “scoperta” un’area moderata, di centro. “C’è un’ampia area moderata, che non è rappresentata o è mal rappresentata”, area vicina alla identificazione europea. Manca, comunque, una compagine che la esprima e che possa raccogliere i consensi necessari, “in modo da dar vita a una offerta forte e credibile”.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XIX - STRATEGIA MIOPE

IN EVIDENZA
03/03/2019

STRATEGIA MIOPE


Federico Fubini (Firenze, 1966), conosciuto editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, mercoledì 20 febbraio 2019, ha scritto un ben articolato fondo, a pag. 38, su “La miope strategia della UE guidata dalla Germania”, con il preciso intento di mettere in chiaro la debolezza dell’Europa in questo momento e l’Italia che ben si accoda. “L’Italia non solo è in recessione ma quest’ultima sarà più seria e lunga di quanto qualcuno avesse immaginato fin qui” e “l’area euro rischia di fermarsi”: Italia ed Europa mostrano storie parallele, in decrescita, supportate da una visione debole su misure da prendere perché “la miopia…..sta diventando evidente nella strategia europea di questi anni. Nella massima sintesi essa è spesso una brutta copia di quella della nazione guida”, la Germania. Gli Europei, Germania in testa, hanno privilegiato “l’export, un surplus commerciale e quindi sfruttando la voglia di spendere del resto del mondo”. Ma , nel frattempo, la crisi si è abbattuta sull’area dei compratori, “ceto medio”, ora in crisi occupazionale e quindi con limitate possibilità di acquisto: “la quota di lavoratori dipendenti in condizioni di povertà in area euro è esplosa” creando “la povertà fra coloro che hanno un lavoro”. Così la riflessione dell’autore “aver puntato tutto sull’export ha de localizzato il benessere degli europei nelle mani di politici di altri Paesi con valori e problemi diversi dai nostri”. Basta analizzare la politica degli USA, della Cina e, per ultimo, il problema Brexit.. Quindi “ questi segnali dal mondo esterno stanno dicendo all’area euro che è tempo di cambiare strada”, di puntare sugli investimenti di ogni tipo, dall’economia alla conoscenza. In conclusione, a) il governo di Roma deve frenare il debito, mostrare “chiarezza e stabilità”, b) gli alti governi europei “possono coordinare ed agire per un riequilibrio dell’Europa”


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XVII - EUROPA AL VOTO

IN EVIDENZA
22/02/2019

EUROPA AL VOTO


Antonio Polito ( Castellamare di Stabia, 1956), politico e giornalista, editorialista del Corriere della sera, su questo quotidiano, giovedì 24 gennaio 2019, pag. 1-22, ha messo in atto le sue riflessioni sul prossimo voto, il 26 maggio prossimo, relativo alle elezioni europee, con una analisi stringente e fattiva. Il titolo è già tutto un programma, “Le trappole del voto europeo” tra tendenze, tensioni, conflittualità, mancanza di visione concreta dei problemi e di adeguata presa di coscienza di alcuni temi ricorrenti, quali populismo e sovranismo, che possono generare false interpretazioni. Innanzi tutto, è d’obbligo una “scontata” constatazione: la mancanza della controparte, in quanto “l’opposizione non sembra in grado di dare una spallata al governo nelle prossime elezioni”, poiché inesistente sul piano politico e senza contenuti veramente forti ed innovativi da proporre. Dopo di che si passa all’analisi del “populismo” reale e percepito. “Il termine populismo si è rivelato un boomerang per chi lo ha appiccicato con intento denigratorio alle forze politiche emerse in questi anni, che infatti lo esibiscono con orgoglio”. Ma questo termine viene accolto dall’opinione pubblica in modo superficiale, senza giungere al suo vero significato, senza approfondirne la portata: “ alla maggioranza degli italiani viene immediatamente in testa la parola popolo, che poi nella sua versione latina, corrisponde al greco demos, da cui viene democrazia; e non ci trovano niente di male”. Ma la differenza tra populismo e democrazia è abissale, non sarebbe percepita “nel dibattito pubblico, alquanto semplificato, dei nostri tempi”. Dal populismo al sovranismo, “una descrizione sbagliata per la politica estera del governo, che le rende anzi troppo onore”. A ben riflettere, l’ipotesi di uscire dall’Europa è tramontata, anzi il nostro governo ha “accettato una considerevole limitazione della sovranità….correggendo “la manovra e di fatto accettando le richieste della Commissione, ha accettato, quindi, le limitazioni. Da qui una constatazione “le forze cosiddette sovraniste stanno infatti chiedendo voti per prendersi l’Europa, non per dissolverla, dal momento che è diventato chiaro anche a loro che non gli conviene e non è questo il volere degli elettori: Ciò che resta della loro politica è piuttosto isolazionismo, sciovinismo, protezionismo”, “oppure trascolora in un nazionalismo”. Per l’opposizione (se così si può chiamare) si tratta di un tranello: il sovranismo non c’è e l’europeismo appare astratto. Infatti, si assiste ad una decadenza politica dell’Europa, con leader poco rappresentativi e mancanza generalizzata di programmi, idee, forza innovativa, piuttosto emerge disgregazione. In conclusione, occorre cambiare strategia: “L’opposizione di centrodestra e di centrosinistra pagano il prezzo di sospensione del pensiero politico”, stretti da anni “ in cui ci si è barcamenati tra interesse elettorale e interesse personale, ed è svanita la ricerca di idee guida da proporre all’elettorato”.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XVI - TANTA VOGLIA DI KEYNES

IN EVIDENZA
08/02/2019

Guido Alpa (Ovada, 1947), giurista ed avvocato, delinea con semplicità e chiarezza le proposte del celebre economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946), nel suo editoriale su La Stampa di lunedì 14 gennaio 2019, a pag. 26, aiutato da una titolazione appropriata “Tanta voglia di Keynes”, “La politica dei sacrifici dà benefici apparenti, è ora di rilanciare le opere pubbliche”: questo è in sintesi il pensiero del grande economista di Cambridge.


ACINO XV - VIDEOCRAZIA

IN EVIDENZA
27/01/2019

Giovanni Sartori (Firenze 1924- Roma 2017) politologo di livello internazionale, ci viene ripresentato dal Corriere della Sera, a pag. 49, di sabato 22 dicembre 2918, con un estratto di una sua conferenza tenuta in Svezia nel lontano 1994, ma ora attuale, nella sua analisi del “video-potere”. La democrazia ha una sua lunga storia e si incrocia con la storia della civiltà, ne segue le vicissitudini, ne subisce le sconfitte: oggi la sua “situazione” presenta delle complessità. Perché mai? Sentiamo l’autore: “La mia risposta parte da lontano: è infatti il “pensiero debole” la causa principale dei nostri problemi attuali. E dietro il pensiero debole si trova spesso un pensiero critico che alla fine dei conti tanto critico non è”. La situazione oggi si è di molto aggravata per via dell’espandersi della tecnologia che tutto invade. “E’ l’era del video-potere, quello che mi spaventa” confessa l’autore, gettando un accorato allarme sul fatto che la democrazia “è messa in pericolo da livelli insostenibilmente bassi di competenza politica”. In democrazia deve esistere il dibattito politico, la dialettica continua tra opposte ideologie, un continuo scambio di proposte atte a consolidare la vita sociale, ma oggi “diventa sempre più difficile sostenere una democrazia di successo”. Oggi, poi, le novità della tecnologia mettono in campo nuovi modelli di comunicazione, che vogliono creare un “modo diretto” di porsi tra chi governa e chi è governato, con i sondaggi, con i social, con i media: “la sondocrazia e la videocrazia stanno generando una democrazia senza demos, senza un popolo degno di questo nome. E così veniamo al problema della demo-inflation, cioè dell’inflazione o del rigonfiamento del popolo”, si acquisisce “un sempre maggior direttismo”. Queste “procedure dirette” mettono all’angolo il valore della democrazia rappresentativa fatta di dialogo, annullano di fatto il popolo a cui si rivolgono. “La democrazia diretta in questione è in realtà una democrazia demoscopica e, dunque, una democrazia monitorata dai sondaggisti. Una sondocrazia. E quindi tutta un’altra specie”. Non, dunque, democrazia rappresentativa basata sulla partecipazione, sul rapporto dialogante, ma passiva accettazione, con “risposte” pilotate. “E’ evidente che nella sondocrazia non si dà partecipazione e nessuno sviluppaun interesse per la politica”. Di fatto si alleva “un demos debole incoraggiato a nulla-sapere ed a nulla-fare”. Ne vien fuori un sistema politico debole, la passività dell’utente, l’eclissi della democrazia: “alla fine ci lascia soltanto con un popolo di cartone, un pubblico finto che nella realtà non esiste”.


( a cura di Giuseppina Serio- In questo sito parecchie schede di testi di questo autore)


Totale n.356   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 36