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25 APRILE - SEMPRE RESISTENZA

IN EVIDENZA

"Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa Costituzione. Dietro a ogni suo articolo dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti nei campi di concentramento, giovani che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità del nostro Paese, andate lì, perché lì è nata la nostra Costituzione"


Piero Calamandrei

INCONTRI ELEZIONI EUROPEE

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In collaborazione con CSF - Centro Studi sul Federalismo


e CESI – Centro Einstein di Studi Internazionali


IL CIRCOLO DEI LETTORI


Venerdì 17 maggio ore18 | Polo del '900


IL PARLAMENTO EUROPEO


PASSATO, PRESENTE, FUTURO


Con Umberto Tulli



In collaborazione con CSF - Centro Studi sul Federalismo


Martedì 21 maggio ore 21 | il Circolo dei lettori


QUALE SCENARIO DOPO LE ELEZIONI EUROPEE?


IPOTESI E PREVISIONI


Con presentazione del numero di LIMES Antieuropa,


con Lucio Caracciolo e Lorenzo Pregliasco



In collaborazione con You Trend


Domenica 26 maggio ore 22 – 04 | Polo del ‘900


EULECTION NIGHT


MARATONA NOTTURNA PER COMMENTARE I RISULTATI IN DIRETTA



In collaborazione con CSF - Centro Studi sul Federalismo


e CESI – Centro Einstein di Studi Internazionali, Polo del ‘900 e i suoi enti partner


martedì 28 maggio ore 21 | il Circolo dei lettori


POST ELEZIONI – LE PREVISIONI SONO STATE CONFERMATE?

BUONA PASQUA

IN EVIDENZA

LA PACE SIA SEMPRE NEI NOSTRI CUORI E LA TERRA, TUTTA, NE SIA CUSTODE.

Calamandrei 3

IN EVIDENZA
18/02/2017

Prosegue la citazione dal discorso di Piero Calamandrei sull'articolo 34 della Costituzione.


Giovanni Fantola

IN EVIDENZA
07/02/2017

La Presidente introduce l'iniziativa di presentazione di un libro su Giovanni Fantola, gesuita, insegnante e molto altro ancora


Calamandrei 2

IN EVIDENZA
01/02/2017

Prosegue il discorso di Piero Calamandrei sull'articolo 34 della Costituzione


Calamandrei e la scuola-1

IN EVIDENZA
26/01/2017

La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione.


Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si


trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue[…].


La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è


il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della


classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti.


Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine. No. Nel nostro pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilità di liberare verso l’alto i suoi elementi migliori, perché ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualità personali al progresso della società […].


A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità. Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali.


Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. È l’art. 34, in cui è detto: “La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.


Questo è l’articolo più importante della nostra Costituzione.


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