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ACINO XXVII - SPAZI

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SPAZI – Europa



Maurizio Ferrera (Napoli, 1955), filosofo, accademico, politologo ed editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, domenica 28 aprile 2019, pag. 1-22, esprime le sue considerazioni su "Macron e l'Italia" – Gli spazi da coprire in Europa", con equilibrio e lungimiranza, con una  accorta visione temporale. Partendo dalla nostra, ormai consueta, conflittualità governativa, che non affronta i problemi, lasciando ogni giorno il Paese senza una mano sicura, si ci sposta sulla Francia, ormai da mesi al centro dell'attenzione per i suoi rivolgimenti sociali. "Nel Paese sono infatti in corso dinamiche sociali e politiche che hanno rilevanza per tutta  Europa e per l'Italia in particolare". "La società francese è oggi un grande palcoscenico che ogni giorno dà spazio alla rappresentazione del disagio e del malcontento dei cittadini". Come ha reagito Macron?  Con una strategia attenta e propositiva, nella ricerca di soluzioni, con "efficaci riforme sociali ed economiche" che se riuscisse  "sarebbe una buona notizia per tutta l'Europa per almeno due motivi". In sintesi: a)  "è possibile rispondere alla crisi sociale….senza ribellarsi alla UE e senza ricorrere al populismo", puntando  sulla lotta alle disuguaglianze sociali, sulla solidarietà, con l'impegno di tutti." " Per garantire protezione ai più deboli si deve chiedere qualche sacrficio a chi ha di più". b) Europa. Macron vuole potenziare l' Europa, mostra il desiderio di una sua riforma, appoggia, ma nel contempo critica la Germania  che "persegue un modello di crescita che è ormai chiaramente contrario all'interesse europeo". Il Presidente francese  "negli ultimi mesi……..ha mostrato responsabilità, capacità di leadership e visione". Non per niente la Francia è patria dell'Illuminismo. Molto, molto lontana l'Italia. "Il Paese sta affondando nella palude del populismo, senza prospettive di uscita dalla crisi sociale e dal declino economico".
( a cura di Giuseppina Serio )

MESSAGGIO

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Come Associazione facciamo nostro il messaggio di Enzo Bianchi del 18 maggio 2019.

Messaggio di Enzo Bianchi

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Come Associazione Politica facciamo nostro il messaggio di Enzo Bianchi, già priore del monastero di Bose, indignati dall'uso strumentale della religione e della religiosità popolare fatto dal Ministro dell'Interno.

Messaggio di Enzo Bianchi, già priore del monastero di Bose. Sono profondamente turbato: come è possibile che un politico oggi, in un comizio elettorale, baci il rosario, invochi i santi patroni d'Europa e affidi l'Italia al Cuore immacolato di Maria per la vittoria del suo partito?
Cattolici, se amate il cristianesimo non tacete, protestate!
Enzo Bianchi, 18 maggio 2019

A tale riguardo si veda anche nel sito il testo Reminiscenze classiche, tra passato e presente, di Gianna Montanari, in data 8 novembre 2018.

ACINO XXIII - Terzo Tempo

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29/04/2019

Federico Fubini (Firenze, 1966), giornalista e scrittore, consigliere di Limes autorevole editorialista de “Il corriere della sera”, su questo quotidiano, giovedì 4 aprile 2019, a pag. 28, espone una sua analisi ben articolata, su una visione “allargata” della politica vissuta in aree diverse, dal titolo emblematico “Il terzo tempo a corto di idee”.


A cura di Giuseppina Serio


ACINO XXII - IDENTITA' Europa

IN EVIDENZA
05/04/2019

IDENTITA’ Europa


Ernesto Galli della Loggia (Roma, 1942) , emerito storico ed accademico, ma anche giornalista e produttivo editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, giovedì 28 marzo 2019, a pag. 17, ha esposto la sua incisiva e breve riflessione sul “Cristianesimo”, considerato come “una condizione essenziale” dell’Europa e della sua specificità. La visione vuole essere storica e nello stesso tempo raccogliere ciò che si è consolidato nel tempo con la secolarizzazione. Sullo sfondo la tradizione cristiana che “ha impregnato di sé” in maniera profonda modi di essere, di pensiero, di civiltà. “Insomma, nel bene e nel male (che esiste sempre in tutte le cose umane) il Cristianesimo ha plasmato come nessun altro fatto la storia e del nostro Continente”. Nomi, oggetti, luoghi, centri abitati, chiese, arte, economia, abbazie, monasteri, quadri, immagini, ovunque a piene mani sono diffuse sul suolo europeo, tanto che ne sono l’asse portante, trasmettendo comunione di pensiero, di valori, di “sentire”, che poggiano sul Cristianesimo appunto:” Senza di esso l’identità europea non è neppure immaginabile “. Ma questa forma di pensiero, questa “verità” non viene colta, valorizzata, ma emarginata: “ I media, l’università, gli ambienti della cultura e della politica, in genere il mondo delle élite, mostra un’indifferenza venata di larvata ostilità”, forse in nome di una supposta laicità. Così l’ autore che ci lascia con la constatazione di gravi conseguenze: “ di non accrescere certo le simpatie per l’Europa di vaste cerchie delle popolazioni del continente che anche se magari lontane dalla pratica religiosa non sono tuttavia disposte a staccarsi dalla tradizione cristiana, e di regalare quindi ai nemici dell’Europa l’ennesimo facile argomento di propaganda”.


 a cura di Giuseppina Serio


ACINO XXI - TECNOLOGIA

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16/03/2019

TECNOLOGIA


Vittorio Colao (Brescia, 1961), quotato dirigente d’azienda e dal 2008 al 2018 in Vodafone, sul Corriere della sera di mercoledì 20 febbraio 2019, analizza il mondo della tecnologia, nel quale siamo “immersi” come sistema quotidiano esistenziale, individuando due punti fondanti: a)”la tecnologia cinese in generale” e b) “la capacità europea di competere e proteggersi”. Si mette, quindi, in questione “ il punto della vulnerabilità futura dei nostri paesi….se adottiamo tecnologia e software prodotti in un Paese con regole e standard democratici diversi dai nostri” perché “ tali Paesi potrebbero usare questi poteri sui produttori di tecnologia come arma geopolitica”. In termini più semplici, si potrebbe spostare il problema sullo spionaggio, sulle possibilità di un boicottaggio, sulla necessità di “protezione di interessi commerciali giudicati strategici”. Il discorso si sposta, a questo punto, su noi europei, sulla necessità della protezione, perché “il rischio vulnerabilità deve essere valutato e, se si ritiene, può essere mitigato”, spostando l’accento sulle nostre potenzialità, senza lasciarci coinvolgere da Cina e Stati Uniti. “Dobbiamo essere più decisi nel sostenere e sviluppare il settore tecnologico europeo” e questo è un punto fermo: “Ma ci vorrà del tempo e comunque dovremo per anni affidarci a tecnologie non europee da certificare tecnicamente e politicamente”. A questo punto, si inserisce la capacità di tecnici appropriati che sapranno gestire bene il problema.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XX - EQUILIBRIO EUROPA

IN EVIDENZA
15/03/2019

EQUILIBRIO-EUROPA
Franco Venturini (Venezia, 1946), fattivo giornalista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, venerdì
22 febbraio 2019, pag. 1-38, ci propone una perfetta analisi della “amara situazione” in cui potrebbe
trovarsi a coesistere l’Europa in un prossimo futuro. “L’Equilibrio che esclude l’Europa “ è Il “pezzo” che
(cin) ci interessa, Europa “schiacciata” da tre “giganti”, Usa, Cina, Russia ( G-3) ed avviata a vivere “l’
illusione isolazionista”, degradata alla insignificanza. Trump si sta rafforzando e nonostante tutto il suo
elettorato lo sostiene: “l’economia continua a tirare”, “il muro anti migranti al confine con il Messico
scandalizza molti americani, ma non dispiace agli elettori del Presidente”, “ non dispiacciono le sanzioni anti
Russia né quelle anti Iran”. I democratici, suoi antagonisti, ottengono modesti risultati. Trump fa una
deliberata “azione di smontaggio” del mondo. Ed ora è la volta della Cina di Xi Jinping, centrata su un
autoritarismo centralizzato e ad una apertura “al capitalismo sfrenato”. “La sua arma per rivaleggiare con
gli Usa consiste in una capacità tecnologica assai vicina a quella americana, anche in campo militare”.
“Destinate a convivere America e Cina troveranno presto o tardi un accordo commerciale e tecnologico”.
Passiamo al terzo attore, a Putin che crea smarrimento per la sua potenzialità bellica, infatti “la Russia
conserva l’unico arsenale nucleare paragonabile a quello americano, ha il diritto di veto all’Onu e conduce
una politica estera spregiudicata, ma efficace”. Insomma, Usa, Cina, Russia ( G. 3) sono costrette a
colloquiare ad alto livello, mentre si sta ridisegnando un nuovo ordine mondiale, con l’Europa in decrescita,
in crisi esistenziale, con il sovranismo alle porte. Ed allora? Così l’autore nella sua amara riflessione: c’è “ la
prospettiva per L'Europa di diventare strategicamente irrilevante e di essere tagliata fuori dalla grande
competizione tecnologica della nuova era”. Il suo ridimensionamento in ogni campo si sta già delineando e
“forze” nuove avanzano. In conclusione, lo scenario per il Vecchio continente è preoccupante “ tra una
limitata sovranità europea pronta a battersi per trovare posto nel G-3 e una sovranità nazionale del tutto
inesistente perché vincolata a rapporti bilaterali con i veri potenti”
( a cura di Giuseppina Serio )


IL SOGNO DELL\'EUROPA E LA SUA CRISI. LE RESPONSABILITA\' DEI CRISTIANI

IN EVIDENZA
10/03/2019

Che l'Europa sia gravemente in crisi è un fatto evidente. La crisi è particolarmente preoccupante perché si inserisce in un quadro mondiale di forti tensioni che minacciano la pace.
Oggi diventa urgente per i cristiani riflettere sulle parole di Papa Francesco: «La buona politica è al servizio della pace», e lo è soltanto se è vissuta come «servizio alla collettività umana».


ACINO XVIII - Anomalia EUROPA

IN EVIDENZA
03/03/2019

ANOMALIA-EUROPA


Angelo Panebianco (Bologna, 1948), apprezzato politologo, saggista, docente Università di Bologna, editorialista del Corriere della Sera, a questo quotidiano , sabato 23 febbraio 2019, affida la sua riflessione, quanto mai lucida ed opportuna, su “L’anomalia italiana in Europa”, inserita nel contesto delle prossime elezioni europee, giudicate come “le prime vere consultazioni europee” perché mettono in gioco “meccanismi” psicologici inediti. “Forse per la prima volta, tanti elettori voteranno a favore o contro l’Europa”, in un momento di vera difficoltà in cui si dibatte l’Unione stessa: in effetti, ora l’integrazione è al centro di un serrato dibattito politico. “Oggi, a differenza di ieri, l'Unione europea si è politicizzata, con spinte ad uscirne ed “ora gli elettori sono chiamati a prendere davvero posizione sul futuro dell’integrazione”. Veniamo all’Italia che “è in una posizione anomala”, con “una maggioranza schizofrenica”. Il motivo si basa sulla confusione, infatti “una parte dei nostri connazionali sembra libera dal vincolo della coerenza: sostiene l’Europa e, contemporaneamente, sostiene il governo più antieuropeista della storia della Repubblica”, con tanti problemi irrisolti, attriti psicologici, incapacità di gestione e di visione. “Una scelta chiara, plausibile, non verrà presentata agli elettori: L’opposizione (quasi tutta pro Europa) è al momento divisa, debole, demoralizzata”. Sullo sfondo, ben marcato, “il governo, non solo con le dichiarazioni, ma soprattutto con gli atti, mostra ogni giorno il suo antieuropeismo”. L’autore “azzarda” un suo pensiero recondito, più che accettabile, cioè che “la divisione che conta oggi in Italia, ma anche altrove, sia quella fra un orientamento più liberale, favorevole alla società aperta, e un orientamento illiberale”. Un rilievo finale consiste nel prendere atto che resta “scoperta” un’area moderata, di centro. “C’è un’ampia area moderata, che non è rappresentata o è mal rappresentata”, area vicina alla identificazione europea. Manca, comunque, una compagine che la esprima e che possa raccogliere i consensi necessari, “in modo da dar vita a una offerta forte e credibile”.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XIX - STRATEGIA MIOPE

IN EVIDENZA
03/03/2019

STRATEGIA MIOPE


Federico Fubini (Firenze, 1966), conosciuto editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, mercoledì 20 febbraio 2019, ha scritto un ben articolato fondo, a pag. 38, su “La miope strategia della UE guidata dalla Germania”, con il preciso intento di mettere in chiaro la debolezza dell’Europa in questo momento e l’Italia che ben si accoda. “L’Italia non solo è in recessione ma quest’ultima sarà più seria e lunga di quanto qualcuno avesse immaginato fin qui” e “l’area euro rischia di fermarsi”: Italia ed Europa mostrano storie parallele, in decrescita, supportate da una visione debole su misure da prendere perché “la miopia…..sta diventando evidente nella strategia europea di questi anni. Nella massima sintesi essa è spesso una brutta copia di quella della nazione guida”, la Germania. Gli Europei, Germania in testa, hanno privilegiato “l’export, un surplus commerciale e quindi sfruttando la voglia di spendere del resto del mondo”. Ma , nel frattempo, la crisi si è abbattuta sull’area dei compratori, “ceto medio”, ora in crisi occupazionale e quindi con limitate possibilità di acquisto: “la quota di lavoratori dipendenti in condizioni di povertà in area euro è esplosa” creando “la povertà fra coloro che hanno un lavoro”. Così la riflessione dell’autore “aver puntato tutto sull’export ha de localizzato il benessere degli europei nelle mani di politici di altri Paesi con valori e problemi diversi dai nostri”. Basta analizzare la politica degli USA, della Cina e, per ultimo, il problema Brexit.. Quindi “ questi segnali dal mondo esterno stanno dicendo all’area euro che è tempo di cambiare strada”, di puntare sugli investimenti di ogni tipo, dall’economia alla conoscenza. In conclusione, a) il governo di Roma deve frenare il debito, mostrare “chiarezza e stabilità”, b) gli alti governi europei “possono coordinare ed agire per un riequilibrio dell’Europa”


( a cura di Giuseppina Serio)


Totale n.327   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33