Notizie

ACINO XXVII - GIOSTRE

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GIOSTRE
Ernesto Galli della Loggia (Roma, 1942) accademico, intellettuale di richiamo, editorialista del Corriere della
Sera, su questo quotidiano, mercoledì 29 maggio 2019, pag. 1 36, ha elaborato la sua dotta analisi sul voto
appena concluso, con un editoriale dal forte richiamo : La giostra elettorale e il distacco dal passato.


A cura di Giuseppina Serio

I MISSIONARI COMBONIANI D’ITALIA

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ROSARIO ELETTORALE
Noi _Missionari Comboniani_ in Italia siamo schierati. Portiamo nel
cuore il Vangelo che si fa strada con le Afriche della storia. Che non
scende a compromessi e strategie di marketing. Né elettorali né di
svendita becera dei picco li in nome del denaro....

Intervista a Lorenza Patriarca a cura di Gianna Montanari

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Intervista a Lorenza Patriarca, dirigente scolastica Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo. A cura di Gianna Montanari.


La Tommaseo di Torino è la scuola delle mie elementari, una costruzione a pianta quadrata infondo ai Giardini Cavour, fra via Cavour e via Dei Mille; non senza tremore mi accingo a passareil cancelletto dal lato di via Dei Mille e varcare la porta d'ingresso nell'ampio atrio per intervistareLorenza Patriarca, attuale dirigente scolastica dell' “Istituto comprensivo Niccolò Tommaseo diTorino”: comprende, oltre alla sede centrale, una scuola materna, altre due sedi di elementari edue scuole medie. Uso questi termini che mi sono più familiari, ma devo premettere che la vecchiascuola elementare oggi si chiama “scuola primaria”, la media “scuola secondaria di primogrado”, la materna “scuola per l'infanzia”.

Professoressa sia fiera dei suoi studenti......

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02/06/2019

Una riflessione di Marco Revelli su quanto successo alla Prof.ssa Rosa Maria dell'Aria apre la newsletter di questa settimana: è importante una mobilitazione che contrasti l'assurda persecuzione cui la professoressa è stata sottoposta, e, insieme, il riconoscimento del valore culturale del "lavoro" dei suoi allievi.


ACINO XXV - PATRIE

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22/05/2019

PATRIE – Europa

Stefano Passigli (Firenze, 1938), accademico, politico, parlamentare nell' ambito della Sinistra, anche editore, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, di martedì 23 aprile 2019, a pag. 29, propone una sua riflessione su "L'Europa delle Patrie ed i suoi paradossi storici", che ora vengono alla ribalta in modo prorompente. Partendo dalla constatazione dello stato di precarietà in cui versa l' Europa, l'autore mette in risalto situazioni irrisolte da quando l'Europa è stata fondata, con un progetto ancora in fieri: "il percorso del progetto di unificazione europea è stato infatti sin dall'inizio altalenante con avanzamenti ed improvvisi arresti". Il tutto ha sullo sfondo una visione federalista mai realizzata, anzi la si fermava, infatti si poneva in essere "una visione dell'integrazione europea secondo un modello intergovernativo di cooperazione fra stati" nazionali". La liberalizzazione di movimenti, uomini, beni, merci, capitali, fu positiva, ma a livello istituzionale può essere giudicata non sufficiente per una vera unificazione, anzi venne in auge "l'Europa della patrie", secondo i dettami di De Gaulle: "la visione cioè si una comunità di Stati, uniti da molti obiettivi comuni, ma separati da differenti tradizioni nazionali". La situazione non cambiò, nonostante l'allargamento della Comunità fino a 28 Stati, nonostante successivi trattati di Nizza, 2001, e di Lisbona, 2007 che " pur modificando il termine Comunità europea con quello di Unione europea……. non conferisce competenze esclusive e sovranazionali all'Unione". L'Europa, in definitiva, è ancora "bloccata" ad una visione intergovernativa "che trova la sua massima espressione nel Consiglio dei Capi di Stato e di Governo, vero dominus dell'aspetto istituzionale europeo". La mancata visione federalista genera "il principio della Europa delle Patrie che tuttora ispira il nazionalismo dei sovranisti". Così l'autore: " L'Europa, di cui i sovranisti criticano i difetti è la loro Europa, l'Europa degli Stati- Alla vigilia delle elezioni, l'importante è comprendere che per superare tali difetti, occorre non meno Europa e più sovranità degli Stati nazionali, ma più Europa".

(a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XXVI - FEDERALISMO

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22/05/2019

FEDERALISMO



Angelo Panebianco (Bologna, 1948), politologo, saggista, accademico, emerito editorialista  del Corriere della Sera, su questo quotidiano, a pag. 19, mercoledì 17 aprile 2019, ha espresso  la sua riflessione, eloquente ed esaustiva, sul “Federalismo", argomento già dibattuto in una prospettiva europea anni orsono e poi accantonato. In effetti, “ il sogno di un'Europa federale ci accompagna fin dall'avvio, negli anni Cinquanta, del processo di integrazione europea", ma il termine stesso va sviscerato fino in fondo per coglierne  le istanze essenziali. “Il federalismo è parola che si riferisce tanto a una dottrina  che a un modo di organizzazione dei poteri pubblici….. e non va confuso né con la confederazione  né con lo Stato moderno". Ed ecco spiegato, in modo sintetico ed efficace, il distinguo: “Nella confederazione ciascun membro mantiene la propria autonomia e ha la facoltà di recedere dal patto", cosa non fattibile nel federalismo che “ a differenza della confederazione, implica una aggregazione assai più stringente fra le entità sub federali". Questa è una prima differenziazione di base, alla quale ne seguono altre, ben più specifiche. Infatti, “Il federalismo si distingue anche dallo Stato sia per i modi di legittimazione che per quelli di organizzazione dei poteri pubblici" e qui entra in gioco il concetto di sovranità che secondo la prassi europea è intesa come “una ed indivisibile", mentre “ nella federazione vige la sovranità divisa: il governo federale è sovrano in certe materie, le entità sub federali  - vengono chiamati Stati, cantoni o Lander – sono a loro volta, sovrani in altre".  In conclusione, occorre meditare sui termini per evitare confusioni, contraddizioni, ambiguità, che dividono “anche i fautori dell'unificazione europea". Così l'autore: “Alcuni dicono federalismo, ma in realtà pensano a una qualche forma di super-Stato. Altri, invece, fedeli alla dottrina  federalista, immaginano una unione politica liberata, dal loro punto di vista, dai vincoli organizzativi ed ideologici, della statualità".
(a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XXVII - SPAZI

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22/05/2019

SPAZI – Europa



Maurizio Ferrera (Napoli, 1955), filosofo, accademico, politologo ed editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, domenica 28 aprile 2019, pag. 1-22, esprime le sue considerazioni su "Macron e l'Italia" – Gli spazi da coprire in Europa", con equilibrio e lungimiranza, con una  accorta visione temporale. Partendo dalla nostra, ormai consueta, conflittualità governativa, che non affronta i problemi, lasciando ogni giorno il Paese senza una mano sicura, si ci sposta sulla Francia, ormai da mesi al centro dell'attenzione per i suoi rivolgimenti sociali. "Nel Paese sono infatti in corso dinamiche sociali e politiche che hanno rilevanza per tutta  Europa e per l'Italia in particolare". "La società francese è oggi un grande palcoscenico che ogni giorno dà spazio alla rappresentazione del disagio e del malcontento dei cittadini". Come ha reagito Macron?  Con una strategia attenta e propositiva, nella ricerca di soluzioni, con "efficaci riforme sociali ed economiche" che se riuscisse  "sarebbe una buona notizia per tutta l'Europa per almeno due motivi". In sintesi: a)  "è possibile rispondere alla crisi sociale….senza ribellarsi alla UE e senza ricorrere al populismo", puntando  sulla lotta alle disuguaglianze sociali, sulla solidarietà, con l'impegno di tutti." " Per garantire protezione ai più deboli si deve chiedere qualche sacrficio a chi ha di più". b) Europa. Macron vuole potenziare l' Europa, mostra il desiderio di una sua riforma, appoggia, ma nel contempo critica la Germania  che "persegue un modello di crescita che è ormai chiaramente contrario all'interesse europeo". Il Presidente francese  "negli ultimi mesi……..ha mostrato responsabilità, capacità di leadership e visione". Non per niente la Francia è patria dell'Illuminismo. Molto, molto lontana l'Italia. "Il Paese sta affondando nella palude del populismo, senza prospettive di uscita dalla crisi sociale e dal declino economico".
( a cura di Giuseppina Serio )


MESSAGGIO

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19/05/2019

Come Associazione facciamo nostro il messaggio di Enzo Bianchi del 18 maggio 2019.


Messaggio di Enzo Bianchi

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19/05/2019
Come Associazione Politica facciamo nostro il messaggio di Enzo Bianchi, già priore del monastero di Bose, indignati dall'uso strumentale della religione e della religiosità popolare fatto dal Ministro dell'Interno.

Messaggio di Enzo Bianchi, già priore del monastero di Bose. Sono profondamente turbato: come è possibile che un politico oggi, in un comizio elettorale, baci il rosario, invochi i santi patroni d'Europa e affidi l'Italia al Cuore immacolato di Maria per la vittoria del suo partito?
Cattolici, se amate il cristianesimo non tacete, protestate!
Enzo Bianchi, 18 maggio 2019

A tale riguardo si veda anche nel sito il testo Reminiscenze classiche, tra passato e presente, di Gianna Montanari, in data 8 novembre 2018.


ACINO XXIV - CENTRO

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07/05/2019

CENTRO


Angelo Panebianco (Bologna, 1948), politologo, saggista, professore Università di Bologna, editorialista abituale del Corriere della Sera, su questo quotidiano, lunedì 8 aprile 2019, pag. 1-26, si occupa e lo fa in modo diretto, del "centro" nella vita politica, con una sua riflessione breve, ma intensa, con titolo "La difficile ricerca del centro perduto". La breve disanima parte dalla presa d’atto di due sistemi politici contrapposti: " i maggioritari funzionano al meglio quando prevale in essi la dinamica bipolare - destra contro sinistra- I sistemi politici di tipo proporzionale, invece, hanno bisogno – quando sono molto intense le contrapposizioni ideologiche –di un partito di centro o un raggruppamento di partiti di centro, in grado di assicurare stabilità tenendo a bada le formazioni estremiste". In Italia, oggi, la logica prevalente è proporzionale, ma nel contesto manca un centro che funga da equilibratore e difficile appare formulare ipotesi sul futuro. In prima istanza, manca una forte personalità capace di monopolizzare il potere, di imporsi con autorevolezza, come De Gasperi, capace di lungimiranza gestionale, in seconda istanza, una formazione di centro richiede tempi lunghi: "i tempi che servono alla maturazione di nuovi equilibri politici possono essere molto lunghi". Il nostro tempo vede cambiamenti epocali, forze dirompenti, cambi di visione politica nel contesto mondiale, come "declino dei rapporti interatlantici, crisi dell’Unione europea, pressioni degli imperialismi russo e cinese, minacce dal Medio oriente", quindi quadro generale molto compromesso. Così l’autore nella sua conclusione: "Ciò che occorre alla democrazia italiana per ritrovare stabilità, ossia un nuovo centro politico, potrebbe tardare troppo ad affermarsi".


(a cura di Giuseppina Serio)


Totale n.325   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33