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Messaggio di Enzo Bianchi

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Come Associazione Politica facciamo nostro il messaggio di Enzo Bianchi, già priore del monastero di Bose, indignati dall'uso strumentale della religione e della religiosità popolare fatto dal Ministro dell'Interno.

Messaggio di Enzo Bianchi, già priore del monastero di Bose. Sono profondamente turbato: come è possibile che un politico oggi, in un comizio elettorale, baci il rosario, invochi i santi patroni d'Europa e affidi l'Italia al Cuore immacolato di Maria per la vittoria del suo partito?
Cattolici, se amate il cristianesimo non tacete, protestate!
Enzo Bianchi, 18 maggio 2019

A tale riguardo si veda anche nel sito il testo Reminiscenze classiche, tra passato e presente, di Gianna Montanari, in data 8 novembre 2018.

INCONTRO - Elezioni Regione Piemonte: Quale sanita\\\' nei prossimi anni?

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A N N U L L A T O


Causa problemi improvvisi l'incontro viene annullato!


Giovedi 23 maggio 2019 a Torino alle ore 18 presso la Sala gialla dell'Educatorio della
Provvidenza- Corso Trento 13- si terra' un incontro dibattito dal titolo: Elezioni Regione Piemonte:
Quale sanita' nei prossimi anni? Interverranno il dr. Mario Nicola Campanella, candidato della lista
Popolo della Famiglia ed il prof. Mauro Salizzoni, candidato della lista del Partito Democatico. I
due rappresentanti, medici di professione, si confronteranno sulle proposte elettorali indicate dai
loro rispettivi schieramenti.

ACINO XXIV - CENTRO

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CENTRO


Angelo Panebianco (Bologna, 1948), politologo, saggista, professore Università di Bologna, editorialista abituale del Corriere della Sera, su questo quotidiano, lunedì 8 aprile 2019, pag. 1-26, si occupa e lo fa in modo diretto, del "centro" nella vita politica, con una sua riflessione breve, ma intensa, con titolo "La difficile ricerca del centro perduto". La breve disanima parte dalla presa d’atto di due sistemi politici contrapposti: " i maggioritari funzionano al meglio quando prevale in essi la dinamica bipolare - destra contro sinistra- I sistemi politici di tipo proporzionale, invece, hanno bisogno – quando sono molto intense le contrapposizioni ideologiche –di un partito di centro o un raggruppamento di partiti di centro, in grado di assicurare stabilità tenendo a bada le formazioni estremiste". In Italia, oggi, la logica prevalente è proporzionale, ma nel contesto manca un centro che funga da equilibratore e difficile appare formulare ipotesi sul futuro. In prima istanza, manca una forte personalità capace di monopolizzare il potere, di imporsi con autorevolezza, come De Gasperi, capace di lungimiranza gestionale, in seconda istanza, una formazione di centro richiede tempi lunghi: "i tempi che servono alla maturazione di nuovi equilibri politici possono essere molto lunghi". Il nostro tempo vede cambiamenti epocali, forze dirompenti, cambi di visione politica nel contesto mondiale, come "declino dei rapporti interatlantici, crisi dell’Unione europea, pressioni degli imperialismi russo e cinese, minacce dal Medio oriente", quindi quadro generale molto compromesso. Così l’autore nella sua conclusione: "Ciò che occorre alla democrazia italiana per ritrovare stabilità, ossia un nuovo centro politico, potrebbe tardare troppo ad affermarsi".


(a cura di Giuseppina Serio)

ACINO XXI - TECNOLOGIA

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16/03/2019

TECNOLOGIA


Vittorio Colao (Brescia, 1961), quotato dirigente d’azienda e dal 2008 al 2018 in Vodafone, sul Corriere della sera di mercoledì 20 febbraio 2019, analizza il mondo della tecnologia, nel quale siamo “immersi” come sistema quotidiano esistenziale, individuando due punti fondanti: a)”la tecnologia cinese in generale” e b) “la capacità europea di competere e proteggersi”. Si mette, quindi, in questione “ il punto della vulnerabilità futura dei nostri paesi….se adottiamo tecnologia e software prodotti in un Paese con regole e standard democratici diversi dai nostri” perché “ tali Paesi potrebbero usare questi poteri sui produttori di tecnologia come arma geopolitica”. In termini più semplici, si potrebbe spostare il problema sullo spionaggio, sulle possibilità di un boicottaggio, sulla necessità di “protezione di interessi commerciali giudicati strategici”. Il discorso si sposta, a questo punto, su noi europei, sulla necessità della protezione, perché “il rischio vulnerabilità deve essere valutato e, se si ritiene, può essere mitigato”, spostando l’accento sulle nostre potenzialità, senza lasciarci coinvolgere da Cina e Stati Uniti. “Dobbiamo essere più decisi nel sostenere e sviluppare il settore tecnologico europeo” e questo è un punto fermo: “Ma ci vorrà del tempo e comunque dovremo per anni affidarci a tecnologie non europee da certificare tecnicamente e politicamente”. A questo punto, si inserisce la capacità di tecnici appropriati che sapranno gestire bene il problema.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XX - EQUILIBRIO EUROPA

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15/03/2019

EQUILIBRIO-EUROPA
Franco Venturini (Venezia, 1946), fattivo giornalista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, venerdì
22 febbraio 2019, pag. 1-38, ci propone una perfetta analisi della “amara situazione” in cui potrebbe
trovarsi a coesistere l’Europa in un prossimo futuro. “L’Equilibrio che esclude l’Europa “ è Il “pezzo” che
(cin) ci interessa, Europa “schiacciata” da tre “giganti”, Usa, Cina, Russia ( G-3) ed avviata a vivere “l’
illusione isolazionista”, degradata alla insignificanza. Trump si sta rafforzando e nonostante tutto il suo
elettorato lo sostiene: “l’economia continua a tirare”, “il muro anti migranti al confine con il Messico
scandalizza molti americani, ma non dispiace agli elettori del Presidente”, “ non dispiacciono le sanzioni anti
Russia né quelle anti Iran”. I democratici, suoi antagonisti, ottengono modesti risultati. Trump fa una
deliberata “azione di smontaggio” del mondo. Ed ora è la volta della Cina di Xi Jinping, centrata su un
autoritarismo centralizzato e ad una apertura “al capitalismo sfrenato”. “La sua arma per rivaleggiare con
gli Usa consiste in una capacità tecnologica assai vicina a quella americana, anche in campo militare”.
“Destinate a convivere America e Cina troveranno presto o tardi un accordo commerciale e tecnologico”.
Passiamo al terzo attore, a Putin che crea smarrimento per la sua potenzialità bellica, infatti “la Russia
conserva l’unico arsenale nucleare paragonabile a quello americano, ha il diritto di veto all’Onu e conduce
una politica estera spregiudicata, ma efficace”. Insomma, Usa, Cina, Russia ( G. 3) sono costrette a
colloquiare ad alto livello, mentre si sta ridisegnando un nuovo ordine mondiale, con l’Europa in decrescita,
in crisi esistenziale, con il sovranismo alle porte. Ed allora? Così l’autore nella sua amara riflessione: c’è “ la
prospettiva per L'Europa di diventare strategicamente irrilevante e di essere tagliata fuori dalla grande
competizione tecnologica della nuova era”. Il suo ridimensionamento in ogni campo si sta già delineando e
“forze” nuove avanzano. In conclusione, lo scenario per il Vecchio continente è preoccupante “ tra una
limitata sovranità europea pronta a battersi per trovare posto nel G-3 e una sovranità nazionale del tutto
inesistente perché vincolata a rapporti bilaterali con i veri potenti”
( a cura di Giuseppina Serio )


IL SOGNO DELL\'EUROPA E LA SUA CRISI. LE RESPONSABILITA\' DEI CRISTIANI

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10/03/2019

Che l'Europa sia gravemente in crisi è un fatto evidente. La crisi è particolarmente preoccupante perché si inserisce in un quadro mondiale di forti tensioni che minacciano la pace.
Oggi diventa urgente per i cristiani riflettere sulle parole di Papa Francesco: «La buona politica è al servizio della pace», e lo è soltanto se è vissuta come «servizio alla collettività umana».


ACINO XVIII - Anomalia EUROPA

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03/03/2019

ANOMALIA-EUROPA


Angelo Panebianco (Bologna, 1948), apprezzato politologo, saggista, docente Università di Bologna, editorialista del Corriere della Sera, a questo quotidiano , sabato 23 febbraio 2019, affida la sua riflessione, quanto mai lucida ed opportuna, su “L’anomalia italiana in Europa”, inserita nel contesto delle prossime elezioni europee, giudicate come “le prime vere consultazioni europee” perché mettono in gioco “meccanismi” psicologici inediti. “Forse per la prima volta, tanti elettori voteranno a favore o contro l’Europa”, in un momento di vera difficoltà in cui si dibatte l’Unione stessa: in effetti, ora l’integrazione è al centro di un serrato dibattito politico. “Oggi, a differenza di ieri, l'Unione europea si è politicizzata, con spinte ad uscirne ed “ora gli elettori sono chiamati a prendere davvero posizione sul futuro dell’integrazione”. Veniamo all’Italia che “è in una posizione anomala”, con “una maggioranza schizofrenica”. Il motivo si basa sulla confusione, infatti “una parte dei nostri connazionali sembra libera dal vincolo della coerenza: sostiene l’Europa e, contemporaneamente, sostiene il governo più antieuropeista della storia della Repubblica”, con tanti problemi irrisolti, attriti psicologici, incapacità di gestione e di visione. “Una scelta chiara, plausibile, non verrà presentata agli elettori: L’opposizione (quasi tutta pro Europa) è al momento divisa, debole, demoralizzata”. Sullo sfondo, ben marcato, “il governo, non solo con le dichiarazioni, ma soprattutto con gli atti, mostra ogni giorno il suo antieuropeismo”. L’autore “azzarda” un suo pensiero recondito, più che accettabile, cioè che “la divisione che conta oggi in Italia, ma anche altrove, sia quella fra un orientamento più liberale, favorevole alla società aperta, e un orientamento illiberale”. Un rilievo finale consiste nel prendere atto che resta “scoperta” un’area moderata, di centro. “C’è un’ampia area moderata, che non è rappresentata o è mal rappresentata”, area vicina alla identificazione europea. Manca, comunque, una compagine che la esprima e che possa raccogliere i consensi necessari, “in modo da dar vita a una offerta forte e credibile”.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XIX - STRATEGIA MIOPE

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03/03/2019

STRATEGIA MIOPE


Federico Fubini (Firenze, 1966), conosciuto editorialista del Corriere della Sera, su questo quotidiano, mercoledì 20 febbraio 2019, ha scritto un ben articolato fondo, a pag. 38, su “La miope strategia della UE guidata dalla Germania”, con il preciso intento di mettere in chiaro la debolezza dell’Europa in questo momento e l’Italia che ben si accoda. “L’Italia non solo è in recessione ma quest’ultima sarà più seria e lunga di quanto qualcuno avesse immaginato fin qui” e “l’area euro rischia di fermarsi”: Italia ed Europa mostrano storie parallele, in decrescita, supportate da una visione debole su misure da prendere perché “la miopia…..sta diventando evidente nella strategia europea di questi anni. Nella massima sintesi essa è spesso una brutta copia di quella della nazione guida”, la Germania. Gli Europei, Germania in testa, hanno privilegiato “l’export, un surplus commerciale e quindi sfruttando la voglia di spendere del resto del mondo”. Ma , nel frattempo, la crisi si è abbattuta sull’area dei compratori, “ceto medio”, ora in crisi occupazionale e quindi con limitate possibilità di acquisto: “la quota di lavoratori dipendenti in condizioni di povertà in area euro è esplosa” creando “la povertà fra coloro che hanno un lavoro”. Così la riflessione dell’autore “aver puntato tutto sull’export ha de localizzato il benessere degli europei nelle mani di politici di altri Paesi con valori e problemi diversi dai nostri”. Basta analizzare la politica degli USA, della Cina e, per ultimo, il problema Brexit.. Quindi “ questi segnali dal mondo esterno stanno dicendo all’area euro che è tempo di cambiare strada”, di puntare sugli investimenti di ogni tipo, dall’economia alla conoscenza. In conclusione, a) il governo di Roma deve frenare il debito, mostrare “chiarezza e stabilità”, b) gli alti governi europei “possono coordinare ed agire per un riequilibrio dell’Europa”


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XVII - EUROPA AL VOTO

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22/02/2019

EUROPA AL VOTO


Antonio Polito ( Castellamare di Stabia, 1956), politico e giornalista, editorialista del Corriere della sera, su questo quotidiano, giovedì 24 gennaio 2019, pag. 1-22, ha messo in atto le sue riflessioni sul prossimo voto, il 26 maggio prossimo, relativo alle elezioni europee, con una analisi stringente e fattiva. Il titolo è già tutto un programma, “Le trappole del voto europeo” tra tendenze, tensioni, conflittualità, mancanza di visione concreta dei problemi e di adeguata presa di coscienza di alcuni temi ricorrenti, quali populismo e sovranismo, che possono generare false interpretazioni. Innanzi tutto, è d’obbligo una “scontata” constatazione: la mancanza della controparte, in quanto “l’opposizione non sembra in grado di dare una spallata al governo nelle prossime elezioni”, poiché inesistente sul piano politico e senza contenuti veramente forti ed innovativi da proporre. Dopo di che si passa all’analisi del “populismo” reale e percepito. “Il termine populismo si è rivelato un boomerang per chi lo ha appiccicato con intento denigratorio alle forze politiche emerse in questi anni, che infatti lo esibiscono con orgoglio”. Ma questo termine viene accolto dall’opinione pubblica in modo superficiale, senza giungere al suo vero significato, senza approfondirne la portata: “ alla maggioranza degli italiani viene immediatamente in testa la parola popolo, che poi nella sua versione latina, corrisponde al greco demos, da cui viene democrazia; e non ci trovano niente di male”. Ma la differenza tra populismo e democrazia è abissale, non sarebbe percepita “nel dibattito pubblico, alquanto semplificato, dei nostri tempi”. Dal populismo al sovranismo, “una descrizione sbagliata per la politica estera del governo, che le rende anzi troppo onore”. A ben riflettere, l’ipotesi di uscire dall’Europa è tramontata, anzi il nostro governo ha “accettato una considerevole limitazione della sovranità….correggendo “la manovra e di fatto accettando le richieste della Commissione, ha accettato, quindi, le limitazioni. Da qui una constatazione “le forze cosiddette sovraniste stanno infatti chiedendo voti per prendersi l’Europa, non per dissolverla, dal momento che è diventato chiaro anche a loro che non gli conviene e non è questo il volere degli elettori: Ciò che resta della loro politica è piuttosto isolazionismo, sciovinismo, protezionismo”, “oppure trascolora in un nazionalismo”. Per l’opposizione (se così si può chiamare) si tratta di un tranello: il sovranismo non c’è e l’europeismo appare astratto. Infatti, si assiste ad una decadenza politica dell’Europa, con leader poco rappresentativi e mancanza generalizzata di programmi, idee, forza innovativa, piuttosto emerge disgregazione. In conclusione, occorre cambiare strategia: “L’opposizione di centrodestra e di centrosinistra pagano il prezzo di sospensione del pensiero politico”, stretti da anni “ in cui ci si è barcamenati tra interesse elettorale e interesse personale, ed è svanita la ricerca di idee guida da proporre all’elettorato”.


( a cura di Giuseppina Serio)


ACINO XVI - TANTA VOGLIA DI KEYNES

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08/02/2019

Guido Alpa (Ovada, 1947), giurista ed avvocato, delinea con semplicità e chiarezza le proposte del celebre economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946), nel suo editoriale su La Stampa di lunedì 14 gennaio 2019, a pag. 26, aiutato da una titolazione appropriata “Tanta voglia di Keynes”, “La politica dei sacrifici dà benefici apparenti, è ora di rilanciare le opere pubbliche”: questo è in sintesi il pensiero del grande economista di Cambridge.


Totale n.315   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32