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ACINO XIII - DOPO LE IDEOLOGIE

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DOPO LE IDEOLOGIE


Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, sul Corriere della Sera di sabato 8 dicembre 2018 (pag.32) ci ha presentato in modo “diretto e lucido” la sua analisi sull’”oggi” in cui viviamo. Già illuminante il titolo “L’Illusione del presente che mina il nostro mondo”, completata da un sopratitolo “Dopo le ideologie. La sparizione degli ideali collettivi ha prodotto un ripiegamento sugli interessi privati”. Veniamo al contesto che spazia nel tempo, analisi ampia, rigorosa, allettante. Il crollo del mondo comunista fa da  spartiacque a due periodi storici ben distinti, “contrapposti dal punto di vista politico, ma anche da quello economico”: nel mondo occidentale prevaleva il sistema di mercato, di ampio respiro, nel mondo comunista ci si basava su un “sistema improntato a una rigida pianificazione”, ma con il crollo del muro di Berlino, nel 1989, ha prevalso un’economia di mercato, con potenzialità enormi, per creare “un ordine universale di segno liberal-democratico”. Questo però non è avvenuto “perché il potere economico-finanziario aveva preso il  sopravvento su quello politico”. L’economia, il mercato, aveva delineato la prospettiva “di profitti massimi ed immediati”, di un “processo incontrollato di finanziazione”, in una sorta di “capitalismo selvaggio”. Il suo “esito disastroso si è manifestato con il collasso della Lehmann Brothers nel 2008, e, a cascata, con la crisi che ne è derivata”. I paesi europei hanno subito un pesante contraccolpo, mentre i paesi  asiatici (India e Cina) si sono rafforzati. L'esito è stato negativo, invece, per le maggiori potenze, che “non hanno dimostrato la capacità di assumere una leadership di ordine culturale, civile e politico e di garantire i valori fondamentali come il liberalesimo e lo Stato di diritto. Né ci sono segni di una trasformazione in senso democratico”. La crisi si è aggravata, soprattutto per il ceto medio, con la globalizzazione, la delocalizzazione, a cui si è aggiunta la crisi politica, la rivolta contro le rappresentanze, l’avvento del sovranismo, ed a livello mondiale il ruolo nuovo assunto dagli Stati Uniti. L’Unione Europea mostra tutte le sue debolezze e la Brexit ne è un momento doloroso. Siamo ad un momento cruciale della storia ed è naturale porsi la domanda sul futuro dell’Occidente, i cui valori sociali, culturali e religiosi sono indeboliti: prevalgono interessi individuali, visioni di corto respiro, sfiducia nella collettività. Quale futuro allora? Per citare l’autore “Se l’Occidente non ritroverà lo spirito creativo di un tempo verrà emarginato. Se lo ritroverà sarà ancora tutto possibile”


( a cura di Giuseppina Serio)

ACINO XIV - ULTIMO BANCO

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ULTIMO BANCO


“Ultimo banco”: titolo quanto mai appropriato del libro di Giovanni Floris (Roma, 1967), giornalista di lungo corso e di conosciuta fama,  in quanto “centralizza” il problema della scuola e del mondo che lo anima in tutte le sue componenti, rilevandone aspetti e problemi. Quel mondo ha una struttura variegata, con componenti che raggruppano professori, genitori, studenti, con le loro vicissitudini fatte di delusioni, di difficoltà, di proposte, nello sfondo di un’epoca complessa e problematica. Il “settore” scuola ha avuto nel passato una gestione non proprio felice, non come meritava, non è stato considerato come “preminente” per l’interesse  nazionale, anzi forse è stato messo ai margini senza che ne fosse colta tutta la problematica educativa e formativa. Ma oggi l’argomento si fa scottante, per certi aspetti drammatico nel mettere in luce un mondo fatto di disagio, di sofferenza, di difficoltà, che avvolge sia  “la struttura” (esterna), sia la “gestione” (personale e dirigenti), sia la parte  economica sia la parte conoscitiva e formativa (ambedue importanti). L’insegnante subisce una sottovalutazione di immagine, “ma il suo compito resta il più importante che una collettività possa immaginare”, “peccato che la collettività, perlomeno quella italiana, se lo sia dimenticato”. Eppure è la scuola che porta avanti la formazione della persona, ne sviluppa le potenzialità, ne gestisce la crescita nella trasmissione del sapere: “la scuola è un’opportunità per ogni generazione che la frequenta... Lo spirito critico nasce dallo studio e dalla scuola”. Il ruolo, oggi, degli insegnanti è marginalizzato e “la loro frustrazione, le loro difficoltà, la loro eventuale rinuncia hanno un costo, e lo paga la collettività”. In secondo luogo emerge il “pianeta” studenti, come utenti della scuola e futuri uomini e donne, con compiti sociali nella nazione, che necessitano, dunque, di formazione. Ogni generazione ha avuto i suoi problemi e le sue difficoltà che, forse, oggi si sono aggravate di fronte alle nuove aperture della tecnologia, alla massiccia migrazione, alla necessità del confronto con etnie e culture diverse: tutto questo incide sul comportamento dei giovani e sul loro rapporto con il mondo degli adulti, sulla comprensione della “cultura” che li espone al confronto con il passato. Va aggiunta anche la diversa valutazione dei “valori” morali e sociali del mondo in cui si vive, la fragilità del tessuto familiare, il confronto con altre dimensioni socio-culturali. Ne deriva un mondo giovanile complesso e problematico, di ardua gestione. L’ultima componente della “società” scolastica poggia sui genitori. Per citare l’autore “I professori sono un caso difficile, ma alla fine li gestisci. La burocrazia impari a maneggiarla. Il problema vero, i genitori”. Questi ultimi molto spesso assumono una posizione troppo protettiva nei confronti dei figli, troppo indulgente, vedendo un antagonista nell’insegnante, non cogliendone la dimensione educativa che implica fermezza. Si crea un clima di conflittualità  che “distrugge” l’opera educativa che necessita, invece, di cooperazione per la crescita. Gli organismi scolastici di gestione hanno “aperto” alle famiglie, intendendo creare un’atmosfera di apertura e di armonia. In conclusione, quali le proposte dell’autore? Una rinascita sarà possibile se i due protagonisti della vita scolastica riprenderanno coscienza di sé, “I professori ritrovando l’orgoglio del loro ruolo e mantenendo la qualità del loro lavoro, gli studenti tornando a capire che il valore della scuola è il qui ed ora, ma sulla preparazione che acquisiscono qui e ora si gioca il domani – non solo il loro”


GIOVANNI FLORIS  - Ultimo banco – Solferino, Milano, 2018


( a cura di Giuseppina Serio)

Suggerimento

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Si suggerisce la lettura


Newsletter n° 142. Dentro l'Incarnazione. Lunedì 24 dicembre 2018  CLICCA


 

Scuola e dintorni, Premessa

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26/01/2017

Premessa di Gianna Montanari alla nuova rubrica di Parliamo di..., Scuola e dintorni


L\'insegnamento dei padri

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17/01/2017

spesso e volentieri capita di leggere ed ascoltare che la nostra società è una società senza padri, per
cui corre naturale rivolgersi ai padri trascorsi. Politica, di recente, ha voluto richiamare due Padri
costituenti, Giorgio La Pira e Piero Calamandrei. Di quest’ultimo presenteremo prossimamente il
pensiero sulla scuola.
Alla luce di un lutto nel mondo accademico, il 9 gennaio, per la scomparsa del filosofo Zygmunt
Bauman, presentiamo l'articolo di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti sul filosofo della “società
liquida” apparso su Avvenire il 10 gennaio 2017, postato sul sito “Alzo gli occhi verso il cielo” il
12-1-2017
http://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it/2017/01/chiara-giaccardi-mauro-magatti-bauman-interprete-di-un-mondo-fragile.html
Mi sembra opportuno che a questo articolo sia data debita diffusione e, con l’occasione, anche
ricordare che, in archivio, del sociologo si possono leggere le schede dei suoi ultimi libri: Il demone
della paura, http://politicaassociazione.it/dati/8/Libro-Bauman-Zygmunt.pdf e Conversazioni su
Dio e sull’uomo, http://politicaassociazione.it/dati/8/Bauman-Obirek-scheda.pdf .
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni


Calamandrei 1

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07/01/2017

Parliamo di 2017 si apre con un testo di Piero Calamandrei sull'articolo 34 della Costituzione. Prima parte


Toni Revelli

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20/12/2016

Ricordo di don Toni Revelli


Considerazioni sul dopo referendum e AUGURI

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13/12/2016

Da Adriana Vindigni: considerazioni sul dopo referendum e auguri agli amici di Politica


Continua il dibattito... SI o NO...

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27/11/2016

A integrazione dei documenti sul referendum istituzionale del 4 dicembre già indicati, segnaliamo altri testi utili, in allegato o in link:


- il sito http://www.illibraio.it/libri-referendum-costituzionale-391258/, dove, oltre al testo del quesito referendario e alla sintesi degli eventi che hanno portato a questo referendum,  è indicata una serie di libri schierati per il Sì o per il NO


- “Per un processo costruttivo” editoriale di “Aggiornamenti sociali”, fascicolo di novembre 2016


- un contributo al dibattito inviato a Politica dal professor Mario Rey dal titolo "La posta in gioco"


- “Le dieci bugie sulla “riforma” rifilate da Renzi agli italiani all'estero”, di Marco Travaglio, “Il fatto quotidiano, 14 novembre 2016.


- l'intervista di Rossella Guadagnini al generale in pensione di Corpo d'Armata Fabio Mini, Micromega, 18 novembre 2016.  temi.repubblica.it/micromega-online/referendum-fabio-mini-“no-a-riforma-che-sottrae-al-parlamento-decisione-su-dichiarazione-di-guerra


- Il Manifesto per il sì, su www.bastaunsi.it/manifesto/


Nel corso della prossima settimana Politica, se li riterrà interessanti, segnalerà altri contributi dei due schieramenti.


 


Nella politica soffia il vento della nostalgia - Luigi La Spina

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21/11/2016

Nella politica soffia il vento della nostalgia


Soffia un vento di nostalgia in politica. In quella estera, si torna a parlare di guerra fredda e si innalzano nuovi muri. In Italia, da una parte si difende a spada tratta la Costituzione promulgata nel 1948 e, dall’altra, si affolla il campo di chi vorrebbe il ritorno alla legge elettorale proporzionale, quella della prima Repubblica.....


Totale n.368   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 36 | 37