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BUONA PASQUA 2021

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Solo Tu sai quanto è difficile per me imparare a non aver paura del buio e della solitudine.
Solo Tu sai quanto è difficile non riuscire a trattenermi e risvegliarmi ogni mattina tutto bagnato.
Solo Tu sai quanto è difficile non riuscire a parlare bene come gli altri, a pensare svelto e a fare i conti giusti.
Solo Tu sai quanto è difficile vedere i miei genitori litigare e sbattere forte la porta e non parlarsi per giorni.
Solo Tu sai quanto è difficile essere preso in giro dagli altri e accorgersi di venire escluso dalle feste.
Solo Tu sai che significa essere povero e dover rinunciare a quello che hanno i miei amici.


Solo Tu sai quanto è difficile liberarsi da un segreto che mi fa tanto male e non sapere a chi dirlo per paura di essere tradito, accusato o non creduto.


(dal discorso di Papa Francesco alla Via Crucis)


SOLO TU SAI QUANTO E' DIFFICILE… MA SOLO TU CI DONI SPERANZA E FORZA: BUONA PASQUA A TUTTI

Grazie, grazie, grazie a TUTTE LE DONNE

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Grazie, grazie, grazie a TUTTE LE DONNE che con AMORE e FORZA donano al MONDO LA SPERANZA.


 


8 MARZO 2021: CUORE DI DONNA


Nel ripercorrere la storia dell'Umanità


la moviola dell'esistenza ripropone, avanti e indietro,


la forza delle Donne che illumina il tempo.


 


Tempo che non rende ad Esse giustizia


perché la loro opera va oltre le ore,


oltre i soprusi e le violenze: è nel loro CUORE.


 


SM

Spes contra spem, in questi primi di gennaio 2019

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Voglio qui parlare della speranza, proponendo un commento che ho pubblicato sul sito del caro amico e collega Neri Pollastri, il più valoroso consulente filosofico italiano. Neri oggi giustamente scrive che c’è poco da festeggiare in un mondo e in un tempo dove e quando la violenza e le ingiustizie sono così dilaganti. I botti ricordano le bombe di quelle le guerre, parafraso il suo scritto, e quindi non gli piacciono. Non piacciono neanche a me, per nulla, mi disturbano e mi annoiano. Non parliamo poi della inqualificabile abitudine di gettare in strada oggetti dalle finestre, rischiando di ferire qualcuno e sporcando il suolo pubblico. L’uomo a volte celebra riti che svelano con chiarezza quanto di belluino ancora permanga nella sua struttura di antropoide, mostrandosi -se così si può dire, e so di rischiare l’approssimazione sotto il profilo di una antropologia equilibrata- peggiore degli altri animali e soprattutto dei cugini antropoidi.


Intanto, Neri, buon anno a te e ai tuoi cari con speranza, perché stavolta su una cosa non concordo con te, proprio sulla definizione che dai di “speranza”. Non penso che la speranza sia una vecchia truffa ma sia due altre cose: prima di tutto è una passione che contrasta la disperazione, come insegna Tommaso d’Aquino nella sua elencazione delle undici passioni. In quanto passione è movimento, spinta interiore, ossigeno spirituale; secondo, è -teologicamente- virtù, appunto, teologale, insieme con la fede e la carità, per chi dà senso alla lezione di Paolo di Tarso (cf. 1 Corinzi 13, 13). Ma, direi, anche per la cultura laica, e non perché sia l’ultima dea, ma perché con la sua capacità di contrastare la disperazione di molti, li aiuta ad agire. Spes contra spem: infatti come si potrebbero affrontare le prove ardue che la vita ci pone, le battaglie per la giustizia che correttamente elenchi anche se a contrario, se non ci fosse la speranza ad aiutarci. Come avrei potuto aiutarmi quindici mesi fa quando mi si è rivelato il grave tumore che pare ora non ci sia più anche se mi ha lasciato sofferenza e dolori, senza speranza? Sul resto delle tue osservazioni etiche e politiche concordo senza riserve. Un abbraccio, caro amico mio.
Renato


Anch’io sono furibondo come Neri nei confronti degli egoismi terrificanti che condizionano l’agire degli attuali potenti del mondo, finanzieri e politici spregiudicati, dittatori e aspiranti tali, dilettanti allo sbaraglio le cui capacità politiche sono commisurate alle loro azioni fallimentari e alle dichiarazioni correlate che diffondono sul potente web.


Sulla speranza, però, voglio spendere qualche altra riga, poiché mi pare che sia necessario, di questi tempi un poco derelitti dalla sapienza.


La consolazione della speranza nasce dalla capacità di discernimento di ciascuno di noi, e io cerco di coltivarla sempre, anche con l’aiuto dei grandi sapienti di ogni tempo, come Paolo di Tarso. Leggiamo un passo della Prima Lettera ai Corinzi, al capitolo 13, dal versetto 1 al versetto 13:


“1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!”


Infine, il testo del titolo di questo pezzo è tratto da un passaggio dalla Lettera ai Romani (4, 18), in cui san Paolo si riferisce ad Abramo:








«… qui contra spem in spe credidit, ut fieret pater multarum gentium, secundum quod dictum est: “ Sic erit semen tuum ”.»

cioè











«Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza
Si tratta di un esempio di fede incrollabile in un futuro migliore, anche se tutto sembra andare per il verso sbagliato. E qui c’entra di nuovo la speranza come virtù teologale e, aggiungo, anche come passione che combatte ogni pessimismo disperante.

La speranza non può demordere, poiché rappresenta la condizione dello spirito più adatta ad affrontare il futuro, essendo originata, sia dalle strutture cerebrali preposte all’istinto di sopravvivenza, come ci spiegano i neuroscienziati, sia dall’elaborazione teoretica della filosofia di ogni tempo, anche se diversamente declinata tra cinici-scettici e realisti-idealisti.


E poi questo sentimento è indispensabile per le persone, che ne hanno bisogno come dell’ossigeno per respirare, al di là di ottimismi o pessimismi di maniera o caratteriali. La speranza dunque, oltre a essere virtù e passione diventa anche sentimento, cioè un modo di sentire le cose, sia quelle che ci appartengono direttamente, sia quelle costituenti l’esternalità delle nostre vite, il mondo, poiché, se la solitudine anche nella sua versione solitaria è una condizione, o dimensione o diritto del singolo uomo e della singola donna, la condivisione empatica di una comunità-di-destino di tutti gli umani non può non fare conto sulla speranza stessa.

Preghiera intima - L\\\\\\\'Osservatore Romano

IN EVIDENZA
20/01/2021

Proponiamo la lettura



Preghiera intima - L'Osservatore Romano


di Antonella Lumini.


AVVENIRE: Il cardinale Bassetti

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23/12/2020

AVVENIRE
L'intervista
Il cardinale Bassetti: io e il Covid, vi racconto la mia malattia


Giacomo Gambassi
sabato 19 dicembre 2020
Parla il presidente della Cei, dopo un mese di ospedale. "La preghiera, sostegno nella prova. La pandemia si affronta con la fraternità. E con un'azione politica senza contrapposizioni e tornaconti"



RECOVERY FUND SU REGIONI:IT

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23/12/2020



Vi segnaliamo dal sito www.regioni.it

Recovery Fund: è in gioco futuro nostro Paese

da www.regioni.it


Sul Recovery Fund "vedo un'enorme questione Paese e un bivio decisivo per il nostro futuro", afferma Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni: "Da un lato una pandemia che continua a mietere centinaia di vittime al giorno, mettendo a durissima prova la vita sociale dell'Italia. Dall'altro, l'occasione inedita di poter disporre di risorse europee straordinarie, anche per aggredire nodi strutturali: innovazione tecnologica e digitale, transazione ecologica, divari territoriali, diseguaglianze sociali, occupazione femminile e giovanile".
"Il punto è questo – osserva Bonaccini - come vincere la prima sfida e sfruttare al meglio l'occasione che abbiamo davanti. Ogni ragionamento al di sotto di questo diventa inadeguato o addirittura irresponsabile. E’ evidente che un passaggio così non lo si affronta né con un uomo solo al comando, ma nemmeno con un caos organizzato intorno".
In merito alle risorse del Mes Bonaccini ribadisce che "i soldi li avrei presi ieri. Invece, abbiamo assistito a uno scontro ideologico mentre dovremmo rafforzare i nostri ospedali".
"Bene l’accordo UE sul Recovery Fund che porterà all’Italia 209 miliardi, ma nelle ipotesi di piano del Governo le risorse destinate alla sanità sono decisamente insufficienti. Così non va", sottolinea l’assessore alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini.
Anche il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, è convinto che "i fondi del Recovery fund che il governo intende destinare alla sanità "siano insufficienti ma anche che siano state sbagliate tutte le politiche a livello nazionale in passato che hanno ridotto investimenti sulla sanità".
"In passato - spiega Fontana - sono stati tagliati 37 miliardi alla sanità. Credo che si debba investire di più in quell'ambito, non fare dei tagli. Così come sono sbagliate le politiche di reclutamento. Il fatto che oggi manchino medici e infermieri fanno riferimento a delle scelte fatte in passato. Ritengo si debbano ripensare le politiche in campo sanitario e che i fondi siano scarsi ora, che ci si debba impegnare molto di più".
"Tutta la medicina territoriale – rileva Fontana - di tutto il Paese è stata indebolita per colpa dei tagli, è un problema che coinvolge tutto il Paese. Noi stiamo cercando di attrezzarci, stiamo cercando di porre rimedio alle debolezze".
"Credo che la pandemia – afferma Fontana - abbia dimostrato la fondamentale presenza delle Regioni che sono intervenute in maniera sostanziale sia durante la pandemia sia dopo la fase emergenziale. Tutte le regole sono nate dalle Regioni con la Conferenza delle Regioni, altrimenti rischiavamo di non riuscire ad arrivare ad alcun tipo di decisione. Io credo ci sia necessità di una maggior autonomia delle Regioni in questi ambiti".
"Se vogliamo rilanciare il Paese – sottolinea Fontana - dobbiamo fare in modo che ci siano più possibilità decisionali sul territorio".
Per il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, la governance del Recovery Plan rappresenta "un problema cruciale: abbiamo bisogno di una funzione di coordinamento perchè questi sono progetti complessi e non sono attribuiti a una unica amministrazione. C'è bisogno di una cabina di regia".
Sul Recovery Fund e sulla necessità di una cabina di regia, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, si dice favorevole "a una condivisione di queste scelte strategiche". Soluzione che è "sempre data come Regioni", ma "non sempre l'appello è stato accolto nella sua interezza".
"L'idea iniziale – spiega il commissario Ue Paolo Gentiloni - era quella di avere una prima approvazione del piano" e quindi "la possibilità di erogare il prefinanziamento del 10%, circa 20 miliardi per l'Italia", nella "tarda primavera: la decisione finale" sul Next Generation Eu "è arrivata la scorsa settimana, i tempi saranno quelli della tarda primavera o inizio estate".
"Il governo – rileva il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - è al lavoro per definire compiutamente la struttura per il monitoraggio e l'attuazione" del Recovery Plan "che potrà avvalersi anche di un quadro normativo ad hoc. Questa struttura in nessun caso sarà sovraordinata o sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali. Molti dei progetti del piano avranno successo solo innescando sinergie tra pubblico e privato".
Infine il presidente della regione Basilicata, Vito Bardi, evidenzia che "ancora una volta il Sud è mortificato. Se all’Italia è stata attribuita la fetta più consistente delle risorse del Recovery Fund, lo si deve proprio al Meridione. Ora, invece, il governo Conte dirotta al Nord la parte più cospicua. E questo nonostante il parere contrario di tutti i presidenti della Regioni del Sud al di là degli schieramenti politici".









 

CollegateVi al sito con il link.



LA TESTIMONIANZA: LILIANA SEGRE

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06/11/2020

Liliana Segre, senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz, dopo trent'anni trascorsi a testimoniare ai giovani la sua esperienza, ha deciso di mettersi a riposo e ha lasciato la sua ultima testimonianza pubblica sulla Shoah in un discorso tenuto il 27 gennaio 2020 a Rondine, un piccolo borgo in provincia di Arezzo, dove è stata fondata una Cittadella della Pace; qui confluiscono giovani da paesi "nemici" come israeliani e palestinesi, serbi e kosovari…, che studiano due anni nello studentato internazionale dell’organizzazione e imparano a confrontarsi e dialogare.


Il discorso di Liliana Segre "Ho scelto la vita. La mia ultima testimonianza pubblica sulla Shoah" è stato diffuso da radio e televisione, e ora pubblicato dal Corriere della sera, con Prefazione di Ferruccio de Bortoli, a cura di Alessia Rastelli. È un discorso straziante, commovente, nobilissimo che tutti dovremmo conoscere, su cui tutti dovremmo meditare, un testo fondamentale dei nostri giorni.


Lo trovate al link


dal CORRIERE DELLA SERA https://www.corriere.it/cultura/20_ottobre_26/liliana-segre-sue-parole-giovani-3b84fd6e-17b6-11eb-a554-aa444d891737.shtml


Collegamento


Meno Parlamentari piu\' Democrazia?

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17/09/2020

SCHEDA DI GIAN PAOLO ZARA


Meno parlamentari più Democrazia?
A cura di Emanuele Rossi
Con contributi dei costituzionalisti: Paolo Addis, Francesco Biondi Dal Monte, Edoardo Bressanelli, Paolo Carrozza, Vincenzo Casamassima, Ginevra Corrina Feroni, Gian Luca Conti, Salvatore Curteri, Giacomo Delledonne, Carlo Fusaro, Luca Gori, Massimo Luciani, Andrea Marchetti, Giuseppe Martinico, Cristina Napoli, Fabio Pacini, Alessandro Palanza, Andrea Pertici, Anna Maria Poggi, Giulio Santini, Giovanni Tarli Barbieri, Lorenza Violini, Elena Vivaldi.
Pisa University Press 2020


Riduzione dei Parlamentari?

IN EVIDENZA
18/08/2020

Cosa potra' succedere con una riduzione dei parlamentari in presenza dell' attuale legge elettorale che da ampio potere di nomina alle segreterie dei partiti?
Per avviare la riflessione sul referendum confermativo per la riduzione dei parlamentari proponiamo un documento di Liberta' Giustizia che argomenta di votare NO


http://www.libertaegiustizia.it/2020/06/26/referendum-costituzionale-no-alla-grande-menzogna/


Faremo seguire documenti in favore della riduzione dei parlamentari.


La scommessa della rappresentanza.

IN EVIDENZA
10/08/2020

La scommessa della rappresentanza. Perché la democrazia diretta non è la soluzione alla crisi della politica




 

Contro la democrazia diretta non è un instant book. Chi lo scrive non è l’ennesimo censore dell’attuale esperienza politica in Italia. Al Movimento 5 Stelle è dedicato un capitolo (“Conformismo a 5 stelle”), ma proprio a partire dal suo incipit si comprende la profondità della prospettiva di Francesco Pallante, che scrive: «La posizione politica che più di tutte vorrebbe presentarsi come di rottura – quella del Movimento 5 Stelle – risulta straordinariamente in continuità con il passato» (salvo dare atto a Beppe Grillo «di non essersi limitato a distruggere, ma di aver provato a costruire»). L’attitudine dimostrativa del libro fa sì che il lettore sia già pervenuto alla stessa conclusione al termine del capitolo precedente, appassionandosi a una efficace rilettura della storia politica della Seconda Repubblica che segue il filo rosso delle riforme elettorali, delle – per lo più tentate – riforme costituzionali e riavvolge il nastro fino alla nascita delle maggiori formazioni politiche, collocate in schieramenti opposti, ma accomunate dal dogma della sovranità dell’elettore predicato con lo stesso afflato palingenetico.

È difficile individuare un genere per definire questo saggio, che, per la ricchezza argomentativa e la continua individuazione di connessioni, spazia dal diritto costituzionale alla teoria politica, dalla storia alla sociologia. Senza mai perdere di vista la quintessenza dei problemi, infatti, Pallante (classe 1972, professore associato di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Torino), nel cercare cause e soluzioni, necessariamente affronta la complessità coinvolgendo il lettore nella sfida che lui stesso si è posto. Lo fa, però, con una duttilità e una chiarezza di esposizione che è propria solo di chi non si è concesso alcuno sconto né nell’approfondimento né nella sintesi...

 


Totale n.371   Pag. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 36 | 37 | 38