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20/01/2022

Amici e simpatizzanti di Politica
le feste sono volate e le scuole si sono riaperte con un po' di batticuore. Un mese fa Omicron, l'ultima variante del Covid-19, era per noi tutti una perfetta sconosciuta e ora, la stampa ci fa sapere che un europeo su due ne rimarrà contagiato. I trivaccinati, sempre secondo la stampa, anche se si ammaleranno, non dovranno temere. Per la scienza continua la lotta contro il tempo, affinché il coronavirus possa essere neutralizzato così com'è successo nel passato per altre manifestazioni virali. Noi tutti ce lo auguriamo caldamente, così come auguriamo di cuore un buon inizio di mandato al prossimo capo dello Stato, di cui ancora ignoriamo il nome. Non se l'abbia a male Silvio Berlusconi, ma la presidenza della Repubblica non può essere considerato un premio alla carriera d'impresario. Il tempo stringe, il tempo è così prezioso che, come auspicio per noi tutti, si propongono due poesie di due autrici straniere: Elli Miclher in "Ti auguro tempo" e Wislawa Szymborska in "Disattenzione". A proposito di donne, anche se sarebbe tempo e quasi ora di avere una presidente donna, a molti, me compresa, per non essere disattenti, non dispiacerebbe per niente avere un Mattarella bis.
Sergio Mattarella così poco siciliano, se si pensa alla focosita' di tanti suoi conterranei, ha saputo farsi amare al pari di Sandro Pertini. Questo nostro attuale presidente, sempre con misurato distacco, ha saputo garantire l'unità nazionale e, rimanendo al di sopra delle parti, è riuscito a districarsi dagli innumerevoli e perniciosi grovigli che hanno avviluppato la politica nostrana. Per gli italiani la sua rielezione, per un intero altro settennato, sarebbe certamente fonte di sicurezza. Proprio com'è l'acqua del toret, la classica fontanella torinese. Nel dipinto di Giovanni Bevilacqua, postato sul sito, unitamente alla ormai tradizionale poesia di Maurizio Steffenino, si ammira una Torino degli anni '80 talmente innevata, che, da allora, così non la si è mai più vista. Del quadro, immerso nella neve, il mio occhio ha immediatamente focalizzato la canna della fontana che non è quella tipica e caratteristica della città. Arrivata cinquantotto anni quest'anno con Il Treno del Sole, che faceva scendere i migranti del sud al suo capolinea, il binario 13 della Stazione Porta Nuova, il toret è stato uno dei primi flash che mi sono rimasti impressi. Veder scorrere l'acqua dal toret, glielo posso garantire, caro presidente, rassicura, rinfranca. Lasci e permetta che le cose rimangano al loro posto, così come sono, senza nulla cambiare… super Mario è conveniente che continui a rimanere a palazzo Chigi. Francesco Pallante, come si potrà leggere, lo spiega molto bene con la limpida e stringente scrittura giuridica che lo connota. Non credo però come hanno fatto rilevare Tomaso Montanari e Marco Revelli che la scelta dell'approdo di Mario Draghi al governo sia stata architettata sin d'allora in vista di un garantito e assicurato passaggio al Quirinale. Magari, chissà, un pensierino, un sogno nel cassetto, ma nulla di più. La gente navigata e per bene, anche se potrà averlo accennato, non butta a mare un Paese, per una sia pur legittima e sacrosanta ambizione di chi accorre. La carta della Cartabia non ha funzionato come forse si sperava. Suvvia, presidente, non pensi a quanto le devono apparire lunghi sette anni e si lasci rieleggere e, come era solito dire Vanni Mitaddu, un saggio contadino pozzallese, "Muzzamula duocu" "Tagliamola qua".
Venerdì 14 gennaio, si sono svolti i funerali di David Sassoli, presidente del parlamento europeo. Tralasciamo le parole della moglie che nell'intimità della casa dovrà prepararsi a un vuoto inimmaginabile e riportiamo quelli del figlio e della figlia unitamente al ricordo di una collega, giornalista e amica.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni



PREAMBOLO DEL PRESIDENTE[Archivio]

15/12/2021 - scrivo da un luogo che mi è caro perché la straordinarietà della vita ha voluto così. A casa, infatti, scherzando, dico sempre: "E chi ce lo doveva dire che da Pozzallo finivamo a Trento!" Il buio è arrivato all'imp... Leggi

03/11/2021 - quando da Torino domenica 17 ottobre, di buon mattino, dopo essermi recata a votare, mi accingevo a recarmi a Caselle per volare per Catania mai più avrei immaginato di ritrovarmi otto giorni dopo nella situazione in cui mi trovo. All'aeroporto cat... Leggi

19/08/2021 - in quel di Bardonecchia la notte di ferragosto si e' presentata con un cielo coperto di nuvole. L'altitudine qui ha mitigato questo agosto infuocato, mentre in Sicilia, a Ragusa e dintorni, nella settimana che ha preceduto il 15 di agosto sono stati raggi... Leggi


In Evidenza

Segnaliamo:


19/01/2022

AVVISO

INCONTRI E DIBATTITI: Notizie


Giulio e Livia sono i figli di David Sassoli. E oggi gli hanno dedicato queste parole, durante il funerale.
Dolore e dignità. 
“Sono tre le parole che in questi giorni frenetici e di confusione mi girano nella testa. 
DIGNITÀ, di chi non ha mai fatto pesare la malattia a nessuno, né ora né dieci anni fa. ‘Sì, ma io c’ho da fa’’, continuavi a ripetere a tutti in ospedale, dimostrandoci che, in un mondo di scuse e giustificazioni, l’unico modo che conoscevi per combattere fosse continuare a lavorare, a conoscere, ad alimentare le tue infinite passioni, sorridendo. 
PASSIONE. Per il lavoro, per le tue sfide. Ma ci insegni che avere passione vuol dire anche coltivare la sensibilità e la cura per le piccole cose, per la storia delle persone, cosciente che da ognuna si possa imparare e che ognuna meriti di essere ascoltata. Un uomo ambizioso, ma che non ha mai ceduto ad egoismi e sotterfugi, un uomo disinvolto, dal sorriso guascone e gli occhi vispi ma che arrossiva ai complimenti. Che ci insegna che la popolarità ha senso solo se si riescono a fare cose utili. 
E infine AMORE, forse è la più banale, ma è la parola che nelle tue ultime ore hai ripetuto più spesso, con le tue ultime forze e i tuoi ultimi sospiri. La pronunciavi e la ripetevi, la ripetevi, la ripetevi da sola, come un grido, come un'esortazione. Mi ha colpito perché fino alla fine non sei stato in grado di cedere allo sconforto, e fino alla fine ci hai parlato di speranza. 
E allora cercheremo di proseguire con quello che ci hai insegnato, con idee forti ma dai modi gentili, curiosi e coraggiosi, nel tuo ricordo, col tuo sorriso.
Buona strada papà. E, mi raccomando, ‘giudizio’”
E' possibile sentire il loro ricordo attraverso il VIDEO YOUTUBE cliccabile dalla foto sotto stante o accedere al link 
https://www.youtube.com/watch?v=xhu9XpFy-NU
 

IL SALUTO DI AMICI E COLLEGHI A DAVID SASSOLI
Consentiteci di fare un ricordo, a noi, gli amici e i colleghi di David. In questi giorni abbiamo sentito l’elogio della mitezza, della gentilezza, dei buoni modi, del rispetto degli altri: pare che tu abbia avuto tutte le virtù. Solo un dubbio avevamo, quello che tu avessi sbagliato epoca, soprattutto quando hai deciso di gettarti nella politica. E invece hai stupito tutti”. Così si è espressa al termine della messa la giornalista Elisa Anzaldo, amica di David Sassoli e collega al Tg1 Rai. “Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della gentilezza, con la fermezza dell’educazione, con lo sfinimento del dialogo e con la dirompenza della tua mitezza. Eri mite ma non remissivo, era il tuo atteggiamento verso gli altri”. “Il mite europeista” ha titolato “su di te un giornale in questi giorni. Impossibile non ricordare i momenti passati insieme. Le tue discussioni politiche – ha aggiunto Anzaldo – erano sempre una lezione che alla fine ci ricordava che bisognasse fare qualcosa”. “Arrivavi con De Strobel, in studio, di corsa, pochi minuti prima delle 20.00, ti infilavi la giacca e andavi in onda, quasi bussando alla porta delle case”. “Buttare giù un muro è social” diceva Sassoli, “perché dietro c’è un mondo”. “È social dare la mano a un immigrato quando arriva, perché è più potente di un like”. “Noi del tg siamo stati orgogliosi vedendoti scalare le vette europee, orgogliosi di vedere il nostro amico David che continuava a dare risposte e testimonianza della bella persona che era. Hai dimostrato che l’Europa c’era e c’è! La terra avrà ancora il profumo dei tuoi amatissimi fiori. A noi lasci una copiosa caparra di ottimismo” “Tu ci hai insegnato che le parole contano”, ha poi affermato un altro collega di Sassoli, passato al suo staff politico. “È semplice parlare di te, uomo buono. Non c’erano gerarchie per te. La tua grandezza è stata applicare i valori della politica alla tua vita e non hai mai avuto dubbi. Unire, non dividere, rispetto della persona sempre al primo posto. Abbiamo parlato, riso tanto e anche discusso tanto. Ci hai insegnato tanto senza darci mai lezioni. È bastato il tuo esempio”. Ancora: “distribuire i pasti ai senzatetto, accogliere le donne in difficoltà, segni che testimoniavano il tuo cuore e le tue idee. David caro, era impossibile non volerti bene. Ci manchi perché hai costruito un gruppo di amici. Abbiamo condiviso vittorie e sconfitte e avevi sempre le parole giuste per ogni occasione”. “Ricordatevi che torneremo zucche”, “ci dicevi e oggi per noi questo è un messaggio di vita. Come l’ultimo che ci hai inviato a Natale. Grazie per quello che ci hai dato, hai segnato per sempre le nostre vite”.

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20/01/2022

AVVISO

INCONTRI E DIBATTITI: Notizie

Perché Draghi non può andare al Quirinale


Volerelaluna.it


31/12/2021 di: Francesco Pallante


1.
La politica contemporanea è un fenomeno altamente instabile, da maneggiare con cura. Troppe
volte, negli ultimi anni, abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte a novità destinate a durare,
salvo vederle poi fallire nel giro di qualche mese. Ricordo ancora un anziano professore universitario
rimproverarmi di non aver capito che compito dei costituzionalisti era consigliare, indirizzare,
finanche guidare Renzi, ma non certo contrastarlo, dal momento che, in ogni caso, la sua stella
politica era destinata a durare vent’anni – «finito il ventennio berlusconiano, è ora il momento del
ventennio renziano», le sue testuali parole. Monti era appena stato archiviato, dopo la lunga fase di
celebrazione del suo Loden; Salvini avrebbe percorso analoga parabola di lì a pochi anni.
Ora, con Draghi, ci risiamo. Solo che questa volta il rischio sembra essere, realmente, quello di
trovarsi innanzi a uno spartiacque. Che «Super Mario» (Antonio Decaro, presidente dei sindaci
italiani) possa segnare un prima e un dopo. Che l’«uomo della necessità» (Carlo Bonomi, presidente
della Confindustria) o, meglio ancora, l’«uomo della Provvidenza» (cardinale Gualtiero Bassetti,
presidente dei vescovi italiani) possa portare a definitivo compimento la torsione verticista che, da
quasi trent’anni, sta progressivamente trasformando il nostro sistema istituzionale......
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15/12/2021 INCONTRI E DIBATTITI: Notizie
NATALE E 2022
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24/11/2021 INCONTRI E DIBATTITI: Notizie
Il testamento del capitano Grandi
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03/11/2021 CULTURA-Un'economia indisciplinata Riformare il capitalismo dopo la pandemia

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19/08/2021 CULTURA-Per un nuovo umanesimo Come ridare un ideale a Italiani ed Europei

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20/07/2020 APPROFONDIMENTI: Schede
Cosa č andato storto. Corona virus e il mondo dopo il Lockdown
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21/05/2020 APPROFONDIMENTI: Schede
50 anni dello Statuto dei Lavoratori
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TI AUGURO TEMPO di Elli Michler

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DISATTENZIONE di Wislawa Szymborska

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Ieri mi sono ...

 

07/11/2021

Intervista a Mario Rigoni Stern (2006 a cura di Gianna Montanari)

EDIZIONE SPEC ...

 

Incontri / dibattiti

ALL'INTERNO...


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Incontri / dibattiti
Articolo di Francesco Pallante tratto da Volerelaluna.it


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Siete invitati a trasmetterci via email le Vostre riflessioni per condividerLe...


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Cosa č andato storto. Corona virus e il mondo dopo il Lockdown

 
Scheda a cura di Gian Paolo Zara
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Nel merito del regionalismo differenziato...

Nel merito del regionalismo differenziato: quali
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la Repubblica  di venerdì 3 agosto 2018

L’appello

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